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NAPOLI – «Chiedo che ci sia un lavoro istituzionale corretto nell’interesse della città. Sarebbe una bella pagina politica se riuscissimo a costruire un percorso che consenta di arrivare a fine legislatura perché in questo momento storico i napoletani chiedono a tutti noi il massimo impegno per la ripresa della città». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel suo intervento in Consiglio comunale nel corso del quale non sono mancati riferimenti alle fibrillazioni politiche dovute anche alle prossime elezioni regionali. Il primo cittadino ha auspicato «unità» per affrontare la difficile situazione socio economica della città causata dal covid-19 e ha dato «piena disponibilità ad accogliere tutte le istanze costruttive indipendentemente se provengano dalla maggioranza o dall’opposizione perché – ha sottolineato – io sono al servizio della città e negli incontri che abbiamo avuto nelle scorse settimane, così come in alcuni interventi di oggi, ho registrato disponibilità e responsabilità». Una ripartenza che – secondo de Magistris – non può prescindere da un patto che coinvolga le istituzioni, le categorie economiche e i cittadini perché «basta poco a trasformare la disperazione in contagio criminale. Napoli può essere un laboratorio politico, istituzionale e umano», ha rilevato. In precedenza il sindaco aveva riferito dell’incontro di venerdì con De Luca. «Con il presidente De Luca non si è parlato né di regionali né di politica ma di che cosa possiamo fare insieme per rilanciare l’immagine del nostro territorio e di un Sud vincente». Un incontro che il primo cittadino ha definito «molto proficuo e utile», e che è stato finalizzato a trovare soluzioni e azioni comuni «dal punto di vista istituzionale per promuovere il territorio di Napoli e della Campania e per superare la crisi sociale ed economica causata dall’emergenza sanitaria». «Io e De Luca siamo due persone con personalità e posizioni politiche differenti ma – ha affermato il sindaco – in questo momento storico dobbiamo lavorare insieme per i nostri territori. Credo che la città di Napoli potrà avere un grande ritorno se saprà restituire un’immagine di città che riparte da un profondo senso identitario e da un senso di solidarietà».

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