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AVELLINO – Giuseppe Gargani, presidente della federazione dei Democratici Cristiani, si riconosce in questo centrodestra a trazione leghista? Ormai le elezioni regionali sono alle porte, bisogna scegliere.
Non sopporto l’assenza di pensiero. Si parla di volti nuovi, di novità politiche ma io vedo un peggioramento della politica. Non vedo l’impegno politico, la professionalità. Le giaculatorie di Salvini servono proprio a nascondere l’assenza totale di pensiero. La violenza del suo linguaggio dovrebbe far riflettere tutti i cittadini. Non possiamo dimenticare la sua avversione per il Sud, non scordiamo che Salvini arriva dalla scuola di Bossi che ha sempre considerato il Sud una appendice scomoda per il Nord, che ha sempre remato contro lo sviluppo del Sud: la Lega ci vuole poveri, asserviti, funzionali ad determinati interessi del Nord.

La Lega in Campania è anche contro la candidatura di Caldoro.
La verità è che la Lega non vuole vincere né in Campania né nelle Regioni del Sud: il suo obiettivo è alimentare proteste. Rappresenta una destra pericolosa, è normale che contesti la candidatura di un moderato come Caldoro. Non mi sembra neppure opportuno andare a scomodare un magistrato come Maresca: il potere giudiziario deve restare lontano dalla politica.

Qual è l’alternativa?
De Luca che aggrega sedici simboli prende tutto come una rete a strascico pescando anche in un centro che era abbastanza forte. Da Popolare faccio appello a tutti coloro che sentono le loro radici nella Dc a mettersi insieme all’insegna di una vera novità politica. Noi Popolari abbiamo valori saldi che sono condivisi da una fetta importante, se non maggioritaria di cittadini. Il nostro è un pensiero politico mite che mai può accettare la violenza verbale della Lega, mai acconsentire ad episodi come quello che si è verificato il 2 di giugno scorso quando mentre il Capo della Stato Sergio Mattarella ricordava le vittime dell’epidemia a Codogno, la destra di Salvini e Meloni scendeva in piazza contro le misure del Governo.

Un terzo polo di centro
Collegarci aprioristicamente ad una alleanza è stata la rovina del centro, ha sacrificato la nostra identità negli anni novanta. Il problema del centro è stato sempre questo: perdere la sua identità per trovare una alleato. Bisogna invece perseguire l’unità del centro. Se siamo uniti possiamo essere protagonisti, dettare le regole, affermare i nostri progetti.

Con un vostro candidato?
Sì, indicheremo un nostro candidato.

Si rivolge anche a Forza Italia?
Non credo che lo spirito di Forza Italia sia compatibile con Salvini. Suonano musica diversa. Tutto si può dire a Berlusconi fuorché di usare un linguaggio violento. Il comportamento di Salvini è pericoloso, soprattutto ora che c’è malcontento nel Paese a causa della crisi economica che mostrerà la sua dimensione drammatica, reale, nei prossimi mesi. E’ il momento di una politica solidale e coesa, di una classe dirigente seria e preparata per poter utilizzare al meglio i fondi ingenti di Governo e l’Ue.

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