X
<
>

Condividi:

NAPOLI – “Sui valori, sull’etica, dobbiamo essere intransigenti. Liste pulite innanzitutto ma anche dei tanti bei no ai voltagabbana”. È uno dei passaggi dell’intervento del senatore Sandro Ruotolo alla conferenza programmatica idea Napoli organizzata dal PD che si è tenuta ieri all’ippodromo di Agnano.


“Non dobbiamo, in nome di un pacchetto di voti presunti, accogliere tutti. Dobbiamo essere riformisti, concreti, invece nel raggiungimento degli obiettivi – continua Ruotolo – mi è capitato di ascoltare l’altro giorno la dichiarazione di una candidata che dallo schieramento a noi alternativo ha deciso di candidarsi in quello del centro sinistra per le prossime regionali in Campania. Ascoltatela anche voi. Io davvero non sono riuscito a capire le sue motivazioni e soprattutto le nostre per averla accettata”.
“La questione meridionale è la questione delle classi dirigenti – prosegue Ruotolo – abbiamo bisogno di infrastrutture per ripartire.Non abbiamo bisogno del ponte sullo

stretto di Messina”. “La ripartenza del Paese o avviene con il Sud protagonista o non avviene – aggiunge- la crisi di oggi ci impone un nuovo modello di sviluppo che significa lotte alle disuguaglianze, transizione ecologica, lotta per i diritti civili e umani”.
Dal consigliere regionale Franco Moxedano bordate al sindaco Luigi De Magistris: “Sul dissesto finanziario del comune di Napoli, il PD deve mettersi d’accordo con se stesso, non può continuare con la stessa ambiguità di sempre. Pochi mesi fa il PD, è intervenuto sul governo, per dichiarare il dissesto, sostenendo che era l’unica scelta giusta, la meno dannosa per la città”.
Incalza pure Nicola Oddati, coordinatore dell’iniziativa politica nella segreteria nazionale dem: “Il PD non è più il partito del silenzio, in Italia e a Napoli. Questo è il tempo di tornare ad essere protagonisti. Davanti a noi avevamo due strade: una litigiosa e pretestuosa, l’altra più ardua e fatta di responsabilità. Noi abbiamo seguito la seconda cercando di dare risposte concrete agli italiani, evitando che una crisi senza precedenti potesse divenire strutturale”. Per il ministro degli affari europei Enzo Amendola “il dissesto al Comune di Napoli è prima di tutto politico” e “la parentesi di De Magistris è ormai chiusa” , ma non è sul bilancio in passivo che deve cadere il sindaco.


Il ministro dell’Università Gaetano Manfredi sottolinea come “Oggi il tema fondamentale è quello di essere ben rappresentati a Bruxelles, come sta facendo Conte, e per noi la partita europea è determinante, perché le risorse europee sono indispensabili per poter garantire un futuro al Paese”. Le risorse servono per “ripartire – aggiunge – nella crisi economica, che sarà profonda, ripristinando le cose che i cittadini vogliono, lavoro, servizi, sanità, istruzione. Dobbiamo parlare di cose concrete, perché sono quelle che ci chiedono i cittadini”.
Manfredi ha sottolineato che “stiamo uscendo da questa pandemia, ma per un pezzo ci siamo ancora dentro. Dobbiamo ripartire con l’economia e con una nuova partecipazione, perché il mondo dopo il Covid non sarà uguale a quello precedente. Abbiamo bisogno della massima partecipazione e del massimo impegno dei cittadini e soprattutto una nuova visione del futuro perché le sfide che abbiamo davanti sono enormi”.
La prossima settimana dovrebbe partire la bonifica dall’amianto a Bagnoli, nell’area dell’ex Italsider, annuncia il ministro per la coesione territoriale Giuseppe Provenzano.
Per il ministro quella sulle gabbie salariali è “una discussione arcaica”. Senza nominare il sindaco di Milano Giuseppe Sala aggiunge: “Come facciamo a valutare la produttività di un lavoratore di Scampia, oppure di in quartiere di Palermo, senza servizi?. Questo lavoratore dovrebbe essere pagato il doppio per la socialità del suo lavoro”.


Il Governatore Vincenzo De Luca attacca ancora De Magistris: “A Napoli dobbiamo recuperare più del consenso politico, abbiamo perduto il rispetto della gente, che è più grave, perché quando ti presenti per anni come non capace di proporre una iniziativa politica, ma come partito tribale, non puoi essere apprezzato dalla gente. Rompiamo il correntismo, diamo coraggio alle persone libere”. E aggiunge: “Ora ci aspettano le battaglie per la Regione e poi per il Comune di Napoli ma abbiamo molti ritardi e responsabilità da recuperare, veniamo da anni di nulla. In particolare noi del Pd siamo tra quelli che hanno la principale responsabilità per come è ridotta la città di Napoli, non dando un’alternativa credibile di governo”. De Luca ha critica anche i dirigenti del Pd di Napoli, sottolineando che nei suoi cinque anni di governo regionale il partito “non ha fatto neanche un volantino per dire che siamo usciti dal commissariamento della sanità o che siamo riusciti a fare le Universiadi. Ricordiamoci che il ruolo di un partito progressista è trasmettere valori di rispetto reciproco e che servano a migliorare la vita delle persone in carne e ossa, uno strumento di battaglia sociale e culturale, questo è utile altrimenti parliamo ma quando ci voltiamo non troviamo nessuno”.

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA