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NAPOLI – A Napoli le “sardine” si contano: siamo 10 mila. Cantano Bella Ciao e Napul’è di Pino Daniele, citano Eduardo e la sua pernacchia, amplificandola in migliaia di pernacchie in Piazza Dante. A Firenze per gli organizzatori le sardine sono invece in 40 mila.
«Ci avete battatuto di brutto», fa chapeau Mattia Santori, uno dei quattro ideatori della prima reunion a Bologna. Centinaia di sardine anche Cosenza, in piazza Santa Teresa. E a Pesaro, in Piazzale Lazzarini. Sardine ovunque, anche all’isola d’Elba dove aspettano Matteo Salvini.
A Napoli sono arrivati in oltre diecimila, armati del simbolo delle sardine sui manifesti, attaccate agli ombrelli, incollate sulla fronte. Tanta voglia di partecipazione, un successo in una Piazza Dante gremita e in cui sono risuonate le parole di «Bella ciao» e quelle di «Napul’è”: la prima per sottolineare l’appartenenza dei napoletani al movimento con la canzone partigiana che si canta in tutti gli eventi delle sardine, la seconda per sottolineare con quello che è ormai diventato l’inno dei napoletani l’adesione dell’intera città alle sardine.
E Napoli manda un messaggio a Matteo Salvini con Eduardo De Filippo: gli altoparlanti trasmettono le parole e la pernacchia nel film «L’oro di Napoli». Subito dopo gli organizzatori incitano la folla che non si sottrae ed parte un enorme pernacchio nei confronti del leader della Lega, che pochi giorni fa aveva immaginato un sindaco leghista per Napoli.
A Pesaro cartelloni con scritto «Salvini, per te solo margarina nella piadina» e si canta la «Donna cannone di Francesco De Gregori, oltre a ‘Bella Ciaò. «Questa città – spiega Luca Delgado, uno degli organizzatori della serata di sardine napoletane – ha una tradizione lunga di antisalvinismo e antileghismo, abbiamo visto crescere da lontano l’onda d’odio su cui costruiva il suo potere e intanto Napoli ha subito tante sottrazioni, perché per 25 anni la Lega in parlamento ha portato acqua al suo mulino e anche per questo l’Italia va ancora a due velocità».
In piazza Dante tanti cittadini di ogni età, giovani ma anche persone di 60 anni, che probabilmente non trovano una collocazione politica precisa ma sono pronti a unirsi allo slogan della serata «Napoli non si Lega». Lo stesso slogan che si ripete nel capoluogo toscano e nelle Marche a Pesaro e in Calabria a Cosenza.
«Salvini è un provocatore – spiega Antonella Cerciello, un’altra degli organizzatori a Napoli – e sa come impaurire le persone, parlando alla pancia e facendo loro credere davvero che gli extracomunitari ci rubano il lavoro. L’Italia non sta tornando indietro ma con odio e intolleranza sta diventando qualcosa che non è mai stato e contro cui da Napoli arriva una risposta meravigliosa da migliaia di cittadini».
Un applauso anche dal sindaco di Napoli de Magistris: «Sono contento – scrive su Twitter – quando vedo piazze piene di persone in movimento per i diritti e le libertà. Piazze di ossigeno democratico, senza sponsor e padroni».

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