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CAGLIARI – NAPOLI 0 -1
CAGLIARI: Cragno 6, Pisacane 6, Klavan 6, Walukievicz 5 ( 70′ Mattiello 5), Pellegrini 6,5, Nandez 5, Cigarini 5 ( 82’Birsa s.v.), Ionita 5, Pereiro 6 (67′ Paloschi 5) Joao Pedro 5, Simeone 5. In panchina: Rafael, Olsen, Oliva, Lykogiannis, Ceppitelli, Ragatzu.
All. Rolando MARAN 5
NAPOLI: Ospina 6,5 , Di Lorenzo 6,5 , Manolas 7, Maksimovic 6,5 , Hysaj 7 (80′ Rui 6), Ruiz 7, Demme 6,5 (61′ Insigne 6), Callejon 6 (67′ Politano 6), Mertens 7, Elmas 7.
In panchina: Meret, Karnezis, Llorente, Luperto, Ghoulam, Lobotka.
All. Gennaro GATTUSO 6,5
Arbitro: Doveri di Roma
Guardalinee:Del Giovane e Valeriani
Quarto uomo:Ghersini
VAR: Calvarese – Avar: Tegoni
Marcatore: 65′ Mertens (N)
Note: Terreno in discrete condizioni in una serata con temperatura accettabile. Spettatori presenti circa tredicimila con poco più di cinquanta tifosi partenopei. Ammoniti: Joao Pedro (C), Walukievicz(C), Nandez (C), Zielinski (N). Calci d’angolo 3 a 2 per il Napoli.Recuperi : O e 5′

Napoli. Parole al vetriolo avevano caratterizzato la vigilia della partita da disputare a Cagliari, parole pesanti sono state pronunciate, sempre da Gattuso, nella conferenza stampa a valle della gara vinta, in maniera convincente dagli azzurri alla Sardegna Arena: se aveva tenuto banco l’esclusione di Allan, causa una non “digerita” gestione degli allenamenti del brasiliano da parte del tecnico ( in mancanza di correzioni comportamentali, l’ostracismo continuerebbe…), a fine match, l’allenatore ha sottolineato alcuni punti della sua gestione. In particolare si è soffermato sulla questione degli atleti con contratto in scadenza, chiarendo che giocheranno ( il riferimento a Mertens e Callejon è stato palese ndr) indipendentemente dai rapporti esistenti tra società ed atleti in merito alle questioni economiche, e cioè la loro utilità per raggiungere i risultati prescinderà dalla possibilità che il rapporto possa chiudersi a giugno, anzi lasciando intuire che li vorrà trattenere se il patron decidesse di confermare lui come trainer anche per la prossima stagione. Finalmente il tecnico calabrese ha ben piantato dei paletti, mollando l’immagine di “tenerone” e di accondiscendenza che sembrava aver pervaso la sua figura nelle prime settimane di permanenza all’ombra del Vesuvio. Ha deciso di invertire la rotta, ora che dei risultati li sta ottenendo, avendo intuito che i calciatori sentivano l’esigenza di avere come loro capo un allenatore che prendesse tra le mani il bastone, riponendo nel cassetto la carota: o accettare oppure accomodarsi alla porta, ed i più, anzi quasi tutti, in primis gli anziani, non si sono fatti pregare per stare dalla sua parte, e l’abbraccio “stringente” di Manolas a Gattuso con una decisa manata sulle spalle del tecnico ha sigillato questo accordo, ma soprattutto la condivisione del metodo. Non bastasse questa dura ma necessaria presa di posizione, di comando tout court, ha risposto con un secco “no” alla richiesta del giorno di riposo, dopo aver battuto i sardi, motivando questa scelta con l’approssimarsi di partite importanti ( il riferimento al delicato, impegnativo e difficile match contro il Barcellona è apparso più che chiaro). Passando all’esamina della gara, si è avuta la controprova che fuori casa il modulo adottato nelle ultime gare (Genova e Milano), funziona ed è redditizio in termini di punti: Mertens che opera quale unica punta, ma anche come primo baluardo nella metà campo avversaria a contrapporsi ai portatori di palla, con Elmas sulla sinistra a rendere efficace quella fascia sia in termini di attacco che di contenimento, con Hysaj che rende ancora più occupata e insuperabile la catena sull’out mancino, con Demme davanti alla difesa a recuperare palloni e ad impostare, con Ruiz che finalmente velocizza la sua partecipazione all’azione, con Zielinski e Callejon che infoltiscono e perfezionano il centrocampo, e, per chiudere, una difesa che sa bloccare gli spazi rimanenti agli avversari. Risultato? Una sofferenza inesistente, un Cagliari che ha impensierito Ospina, sicuro tra i pali e nelle uscite, solo con due conclusioni dalla distanza, di Pellegrini (72′), parata a terra, e di Klavan (84′) deviata in angolo. Molte più occasioni per il Napoli, con Cragno sugli scudi, rimasto immobile, in quanto impossibilitato ad intervenire, causa la perfezione del tiro a giro di Mertens ( 65′), al momento della conclusione di un’azione partita da Insigne, appena fuori area di rigore partenopea, completata da uno scambio Hysaj- Mertens, con il belga che nel giro di meno di un secondo, ha fermato la palla e, rimanendo immobile, ha mandato la sfera ad insaccarsi alla sinistra del portiere rossoblù. Statistica interessante è quella che vede il Napoli nelle partite del girone di ritorno, fatta eccezione per la Sampdoria ( con la quale ha vinto sia in casa che in trasferta) aver conquistato ( con Juve e Cagliari ) e perduto ( con Fiorentina e Lecce) i punti persi e presi nel girone di andata. Conquistare la vittoria al Rigamonti di Brescia, vorrebbe significare sfatare, come con la Samp, questo calcolo, accoppiando vittoria sia con Ancelotti che con Gattuso !

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