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NAPOLI  –  UDINESE  2  –  1
NAPOLI (4-3-3): Ospina 8, Hysaj 6,5 , Manolas 6, Koulibaly 7, Rui 6,5 , Ruiz 6,5 (80′ Elmas 6) , Lobotka 6 (71′ Demme 5), Zielinski 6,5 (80′ Allan 6), Callejon 5,5 (70′ Politano 7) , Mertens 5 (31′ Milik 6) , Insigne 6,5.A disposizione: Meret, Karnezis, Malcuit, Lozano, Luperto, Maksimovic, Ghoulam.All. Gennaro GATTUSO 6,5

UDINESE (3-5-2): Musso 6,5 , Becao 6,5 , De Maio 6, Nuytinck 6, Larsen 5,5 , De Paul 6,5 , Walace 6 (89′ Troost-Ekong s.v.), Fofana 5, Zeegelaar 6 (82′ ter Avest s.v.), Lasagna 6,5 (92′ Sema s.v.), Nestorovski 6.A disposizione: Nicolas, Perisan, Samir, Ballarini, Mazzolo, Palumbo, Oviszach, Compagnon, Lirussi.All. Luca GOTTI 6,5

Arbitro: CHIFFI di Padova 5 – Guardalinee: FIORITO – DI IORIO – IV uomo: VOLPIVAR: DI PAOLO – Avar: COSTANZOMarcatori: 22′ De Paul (U), 31′ Milik (N), 95′ Politano (N) Note: terreno in ottime condizioni in una serata dalla temperatura non eccessivamente alta. Due interruzioni per il cooling break. Ammoniti Becao (U), Milik (N), Koulibaly (N), Walace (U), Demme (N). Calci d’angolo 3 a 2 per l’Udinese. Recuperi: 2′ e 5′.

NAPOLI. Nessuno, dal presidente al magazziniere, passando per atleti, allenatore, e per ultimi, i tifosi, ormai relegati sul divano a seguire le vicende dei partenopei, chiedeva altro se non la vittoria, dopo due pari, il primo contro il Milan, non premiante per un rigore inesistente, ed il secondo, tutt’altro che convincente in terra emiliana contro il Bologna. Anche in quest’occasione, il Napoli ha rischiato, e non poco, di vedere infrante le speranze di recuperare quel quinto posto, ancora appannaggio della Roma, ed è ancora da mettere sugli scudi di una difesa che continua ad incassare reti in ogni gara, il portiere Ospina, che nonostante i colpi “frequenti” che ha preso alla testa ( lo scorso anno in Napoli – Udinese, e quest’anno in Atalanta-Napoli ndr), è sempre reattivo al punto da deviare in angolo una conclusione di Lasagna, a colpo sicuro ( 69′), che sembrava averlo preso in controtempo (superlativo nel colpo di reni!) e il roccioso ed insuperabile senegalese Koulibaly, che all’85’ , si lancia in acrobazia per respingere il tiro ormai destinato in fondo alla rete, riuscendo a toccare il pallone che sbatte sul palo e termina delicatamente tra le braccia di Ospina, che sembrava rassegnato a subìre il raddoppio friulano. E gli azzurri avevano trovato a sbarrare loro la via del gol, come accaduto altre ventidue volte (tra montanti e trasversale), la traversa, su una bordata scagliata dal limite dell’area, da Zielinski (60′) e ci si è messa anche la goal line technology, che ha mostrato come la palla non abbia varcato la linea per pochi centimetri.

La squadra diretta da Gotti non era venuta alle falde del Vesuvio per sacrificarsi come vittima predestinata, ed infatti non ha eretto barricate, ma ha giocato di rimessa, attendendo i padroni di casa, nella propria metà campo, con uno strettissimo 3-5-2, a volte ancora più difensivo, lasciando Lasagna solo in avanti, con il supporto degli stantuffi De Paul e Nestorovski, veri e propri cursori inesauribili sulle fasce. Gattuso, con il suo continuo incitamento a “Lobo”, ascoltato in mondovisione grazie al silenzio degli spalti ed ai microfoni a bordo campo, chiedeva a tutti gli uomini della squadra di riferirsi perennemente a lui come fonte di gioco, e lo slovacco ha risposto fino a che i polmoni hanno retto, anche se a volte, la lentezza dei movimenti favoriva l’irruenza sia fisica che tecnica dei difensori bianconeri ( oggi in maglia grigia): i primi venti minuti si sono segnalati per la presenza costante del Napoli nella metà campo dell’Udinese, senza raccogliere particolari frutti, ed al primo vero affondo degli ospiti, gli azzurri si sono ritrovati sotto nel risultato. I partenopei non provano ad aggredire alto gli avversari, e Zeegelaar, dopo un contrasto tra Manolas e Nestorovsky, si ritrova il pallone tra i piedi ed effettua un cross, sul quale Koulibaly spizzica la sfera, ingannando sia Lasagna che Rui, che non impattano il pallone, ed è gioco facile per De Paul che si trova alle loro spalle, mirare l’angolino opposto evitando l’intervento di Ospina. Precedentemente si era registrata solo una rete di Nestorovsky, di testa, ma da posizione di off-side, mentre per il Napoli un prolungato fraseggio nella speranza di stanare gli avversari, e quindi difficoltà a riuscire a verticalizzare, problema che si è comunque presentato per l’intero arco della gara, esagerando in passaggi orizzontali, e non trovando varchi lungo le fasce, fatta eccezione per Rui, diventato una delle punte di diamante del Napoli di Gattuso, con i suoi frequenti inserimenti e con il dai e vai, garante di valide triangolazioni con Insigne, sempre attivo sul settore sinistro. L’unica nota stonata, nella prima mezz’ora in modo fin troppo evidente, e nel prosieguo con alti e bassi, è la prestazione del direttore di gara, che soprassiede su falli ripetuti di Zeegelar, Nuythink, Becao, finalmente ammonito (14′) e successivamente graziato.

Il Napoli, nonostante lo svantaggio, non demorde, e pur perdendo Mertens, anche lui martoriato da Becao, rimonta grazie a poco più di trenta secondi giocati da Milik, il quale in stirata mette alle spalle di Musso: (31′) al termine di un’azione partita da Rui, proseguita da Insigne con un cross per l’accorrente Callejon che non riesce ad impattare il pallone a pochi passi dal portiere avversario, ma dalla parte opposta è Ruiz a fermare la sfera, saltare Fofana e mettere al centro per il polacco che evita l’intervento di Nuythink e Zeegelaar e supera Musso. I pericoli iniziano, vista la soluzione proposta da Gotti di intasare la corsia sinistra, dal settore opposto ed è Hysaj a proporre, a fine primo tempo (43′), un cross calibrato per la testa di Insigne che, presa la mira, impatta con forza la sfera ma la conclusione è facile preda di Musso, a centro porta, mentre nel secondo tempo (54′), lancia ancora Insigne, libero sull’out sinistro, ma il tiro risulta leggermente alto, nonostante il geniale tocco liftato , simile a quello di qualche settimana addietro, vincente, contro la Roma. Insigne, poi, (60′) prova a liberare al tiro, in quanto non ostacolato da marcature, Zielinski, che in corsa colpisce a botta sicura, ma il pallone incoccia la traversa e non termina la corsa in rete. Ancora Insigne con uno scambio rapido con Rui, ed il tiro del portoghese termina tra le braccia di Musso, a terra. Gli attacchi a testa bassa del Napoli, lasciano inevitabilmente spazi alle tempestive controffensive friulane, ed in una di queste (69′), il solito De Paul, furetto a tutto campo, cerca di servire Nestorovski, ma l’intervento di Manolas non è dei migliori e finisce con il regalare la palla a Lasagna che dallimite non si fa pregare per indirizzare la stessa nell’angolino alla sinistra di Ospina, ma il pipelet si supera con un intervento da campione, dimostrando di essere in possesso di una prontezza di riflessi non comune. Piccolo break azzurro con il solito dialogo tra Insigne e Rui, che cerca di bissare il tiro del primo tempo deviato in angolo da Musso, ma in questo frangente la palla accarezza l’esterno della rete. Capovolgimento di fronte e la buona sorte bacia il Napoli (84′), facche endo terminare l’intervento alla disperata di Koulibaly, su tiro di De Paul, ad Ospina lontano dai pali,  contro il montante, a differenza di ciò che accadde, sempre su tocco del senegalese, in quel di Torino contro la Juve alla seconda di campionato, determinando quel rocambolesco 4-3 , dopo aver recuperato tre reti agli uomini di Sarri. Era destino che gli azzurri ritornassero alla vittoria, ma pochi scommettevano che sarebbe stato Politano, con la sua prima marcatura in maglia partenopea, a regalarla con una perla delle sue, una conclusione spettacolare: dal limite dell’area, dopo aver ricevuto la sfera da Allan, converge verso il centro, supera in dribbling De Maio, e con potenza lancia il pallone sul palo alla sinistra di Musso che riesce solo a vedere la sfera che attraversa la porta e si arresta in fondo alla rete sul lato opposto. L’abbraccio con Gattuso testimonia che anche in questa occasione l’allenatore ha dato fiducia ed è stato rigorosamente ricambiato: a fine gara il trainer calabrese sottolinea la necessità di ritornare alla vittoria, anche se è un grosso errore chiamare calcio quello a cui si sta assistendo, giocare ogni tre giorni, senza l’apporto dei tifosi, con la difficoltà oggettiva di preparare con dovizia di particolari la partita, ma ciò che conta è sapere di poter contare su atleti che sono in grado di offrire prestazioni sia che giochino con continuità sia che entrino in partita per pochi minuti. Ora è indispensabile che siano pronti sui blocchi di partenza, direzione Barcellona, tutti con in corpo una “vis pugnandi” dello stesso tenore di Gattuso…. Messaggio 8 di 918

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