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INTER – NAPOLI  2 – 0

INTER: Handanovic 7, D’Ambrosio 6,5 , De Vrji 6, Bastoni 6,5 , Candreva 6,5 (60′ Godin 6), Barella 5,5 (74′ Martinez 6,5) , Brozovic 6, Biraghi 6 (80′ Young s.v.), Valero 6,5 (89′ Eriksen s.v.), Lukaku 6 (89′ Moses s.v.), Sanchez 5,5 (60′ Martinez 6,5).A disposizione: Padelli, Berni, Ranocchia, Esposito, Pirola, Agoume, Skriniar.All. Antonio CONTE 6,5

NAPOLI: Meret 6, Hysaj 6,5 (84′ Malcuit 5), Maksimovic 6, Koulibaly 6,5 , Rui 5,5 (65′ Ghoulam 6), Demme 5,5 , Elmas 6 , Zielinski 6,5 (65′ Allan 6), Politano 6,5 (75′ Lozano 5), Milik 4 (83′ Callejon 6), Insigne 6,5.A disposizione: Ospina, Karnezis, Ruiz, Luperto, Di Lorenzo, Younes, Lobotka.All. Gennaro GATTUSO 6

Arbitro: Valeri di Roma 5,5 – Guardalinee: Del Giovane e Vrenna – Quarto uomo: PronteraVAR: Irrati – Avar: Galetto Marcatori: 11′ D’Ambrosio (I), 74′ Martinez (I)Note: terreno in ottime condizioni in una serata afosa, nonostante un temporale verificatosi nel pomeriggio. Due cooling break. Ammoniti: Sanchez (I), Brozovic (I), Barella (I), Biraghi (I), Lozano (N). Cartellino giallo anche per l’allenatore Conte (I). Calci d’angolo 9 a 3 per il Napoli. Recuperi: 3′ e 6′

MILANO – Non solo il Parma ha collezionato sei punti nelle gare contro il Napoli, tra andata e ritorno, ma anche l’Inter mette sotto il Napoli nel retour match, dopo aver maramaldeggiato, il giorno dell’Epifania, grazie agli errori di Di Lorenzo, Meret e Manolas, con il S. Paolo pieno, ma ancora una volta violato, ma per l’ultima volta con Gattuso sulla panca: non è stata una prestazione incolore quella dei partenopei, anzi, il risultato non rispecchia i valori visti in campo, con molteplici occasioni create dagli azzurri e non finalizzate per un duplice motivo, la giornata di vena di Handanovic e la

totale assenza di un uomo da area di rigore, il centravanti che è mancato e manca al Napoli, soprattutto, la possibilità di schierare Mertens ( in questa occasione fermo ai box per squalifica ) lì davanti. Proprio così, mai come questa volta la squadra cara al Presidente De Laurentiis ha giocato in dieci, marcando, Milik, la figura del fantasma, sovrastato in ogni circostanza da De Vrji, che ha semplicemente svolto il suo compitino, non faticando più di tanto per mettere il guinzaglio al polacco, che, nonostante non abbia voluto firmare il contratto con la società, ha dimostrato uno scarso, se non totale, disinteresse per la maglia che ha indossato, forse perché già si è immedesimato nel pensiero “Juve” che è l’atavica nemica del Napoli. Per lui, l’occasione per mostrare le sue capacità risiedevano nell’impossibilità di essere sostituito non avendo trovato posto in panca, il belga, che non si sarebbe lasciato scappare un’occasione simile ( una difesa non impenetrabile quella nerazzurra) per incrementare il bottino di reti realizzate con la maglia azzurra. Una tiratina di orecchie anche per arbitro e VAR, il primo restìo a sollevare il secondo cartellino a Barella, autore di più di un intervento da giallo, ed il secondo, rimasto insensibile al fallo di gomito di Candreva, dimostrando che il mezzo tecnologico è affidabile al cento per cento solo per i fuorigioco: infatti è diventato un optional per i falli da rigore ( quale controprova non si riesce a dimostrare quale sia la differenza sostanziale tra il penalty assegnato alla Juventus durante il match con l’Atalanta ( tocco di gomito di De Roon ), che ha condizionato, e non poco, l’esito finale di questo campionato, ed il tocco di Candreva su girata al volo di Insigne, stante anche una distanza tra attaccante e difensore molto più evidente rispetto all’episodio dello Stadium ndr)  ), come nell’occasione della spinta di Barella a Maksimovic, in piena area di rigore, passato “in cavalleria” per distrazione o per indifferenza quando è di scena la squadra partenopea…. Giuste le considerazioni di Gattuso, a fine gara, a testimonianza di una partita discreta sul piano del gioco, del palleggio, delle occasioni create e non finalizzate, ma non sono mancati gli appunti da parte del tecnico di origini calabresi, sull’animo degli atleti, sulla cosiddetta “vis pugnandi”, accusando che non sembra esserci un feeling tra attaccanti, che fungono da difensori, e tra quest’ultimi che si propongono come realizzatori, per poi assistere alle reciproche accuse tra di loro, tra chi dice che si prendono troppi gol e chi evidenzia che si segna poco o nulla: “…dobbiamo ritrovarci, non basterà solo la qualità, servirà l’anima, non è un concetto da sottovalutare, non è che si accende l’interruttore e va bene tutto, l’anima dobbiamo ritrovarla prima, la squadra qualitativamente mi è piaciuta ma non basta. In questa stagione abbiamo toccato il fondo, siamo stati bravi a riprenderci e adesso dopo la Coppa Italia stiamo facendo buone prestazioni ma non con il coltello tra i denti. Abbiamo abbassato l’attenzione, ci lamentiamo un po’ in campo, ma questa è una squadra che deve lottare”. 

LA CRONACA. Il 3-4-1-2 di Conte contro il 4-3-3- di Gattuso, la vendetta dell’eliminazione in Coppa Italia da vendicare e il tentativo di superare l’Atalanta in classifica per i nerazzurri in casacca nerazzurra a striscia nera “zig-zagante”, dall’altra ancora una prova per esercitarsi nel sistema da adottare contro il Barca e per cancellare quell’antipatico 1-3 dell’andata: l’inizio è un pressing alto dell’Inter ed una difesa approssimativa del Napoli, con Rui che, dopo un buon inizio, cerca, in uscita dall’area, di superare un avversario (11′) con un pallonetto, ma non si accorge che alle spalle spunta Brozovic, gli ruba la sfera, la cede a Candreva, sulla destra, palla in area alla ricerca della testa di Lukaku che non ci arriva, ma dalla parte opposta sopraggiunge Biraghi, di piatto serve l’accorrente D’Ambrosio, che libero da marcature colpisce a porta libera, cogliendo di sorpresa sia Meret che lo stesso Rui appostato sulla linea di porta. 21′ Insigne sfiora il palo! Tiro dal limite di Zielinski che trova il capitano del Napoli, casualmente, sulla destra dell’area. Deviazione di prima e palla larga di pochissimo. Handanovic era rimasto immobile. 24′ – Botta di mancino di Zielinski dai 20 metri, da posizione centrale. Handanovic risponde in tuffo. Poi cooling break. 31′ – Politano! Occasione Napoli con l’ex della partita servito sul centro destra dell’area. Tentativo col mancino di piatto rasoterra sul secondo palo. Handanovic risponde presente. 36′ – Ancora Insigne vicino al pari! Ricezione a centro area tutto solo, controllo e destro. Candreva salva miracolosamente con una deviazione che manda il tiro largo di un soffio. Terza grande chance per il pari per il Napoli. 47′ – Meret super su Brozovic! Grande lavoro di Lukaku spalle alla porta in area contro Koulibaly: poi appoggio arretrato per il tiro di Brozovic appena dentro l’area. Grande risposta del portiere del Napoli. 48′ – Lukaku ci prova di testa su un cross dalla destra. Bello stacco ma tiro centrale: blocca Meret. 63′ – Elmas vicino al palo! Mancino dal limite, leggermente defilato sulla sinistra e incrociato rasoterra sul secondo palo. Largo. 68′ – Spreca Biraghi dalla sinistra dell’area. Mancino largo di molto, c’era Lukaku al centro che chiedeva palla. 74′ – Lautaro ritorna alla rete per il 2-0 dell’Inter con un’azione che parte da metà campo, su errore di Demme che perde l’avversario e non è capace di commettere fallo: l’argentino riceve sui 40 metri e porta palla centralmente. Poi il destro da fuori, leggermente decentrato sulla sinistra, e diretto alla base del secondo palo. Meret si tuffa in ritardo e, purtroppo per lui, la palla tocca terra e si alza sulla mano protesa per respingere. 78′ – Barella si divora il tris! Errore nel controllo in contropiede, Meret esce e salva: Lukaku e Lautaro completamente soli contro il portiere del Napoli, ma ignorati dal calciatore sardo. Non resta che l’ultima partita di questo campionato, avversaria la Lazio ( sperando di non regalare ai biancocelesti il triste record della terza squadra che colleziona vittoria in entrambe le partite), ma ormai non è più tempo di prove, occorre un lavoro alla testa ed al cuore di questi calciatori, che hanno in mente la gara del Camp Nou ( si giocherà a Barcellona oppure in Portogallo, vista l’escalation della pandemia in terra spagnola….?), ma non dimostrano, almeno al momento, di avere le idee chiare su come vuole Gattuso che affrontino una gara così delicata ed impegnativa. Occorre la voce grossa, ma già da oggi, e martellando gli atleti anche sul comportamento da avere nei momenti liberi che l’allenatore sarà disposto a concedere loro….

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