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NAPOLI – LAZIO  3  –  1

NAPOLI: Ospina 6,5 , Di Lorenzo 6,5 , Manolas 6, Koulibaly 6,5 , Rui 6 (78′ Ghoulam 6), Ruiz 6,5 , Lobotka 6 (78′ Demme 6), Zielinski 6,5 (85′ Politano 6,5) , Callejon 6,5 (78′ Lozano 6) , Mertens 7 , Insigne 7 (84′ Elmas 6)A disposizione: Meret, Karnezis, Allan, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Younes, Milik.All. Gennaro GATTUSO 6,5 

LAZIO: Strakosha 5,5 , Patric 6, (63′ Vavro 5) Felipe 6,5 , Acerbi 6 (63′ Bastos 6), Lazzari 5 (83′ Lukaku s.v.), Milinkovic 5,5 , Parolo 5 (87′ A. Anderson s.v.), Alberto 5,5 , Marusic 6 , Immobile 6,5 , Correa 6,5 (87′ Adekanye s.v.).A disposizione: Proto, Guerrieri, Lukaku, D. Anderson, Armini, Bastos, Caicedo, Jony, A. Anderson, Cataldi, Adekanye, Vavro.All. Simone INZAGHI 6

Arbitro: CALVARESE di Teramo  5,5 – Guardalinee: Baccini e Vecchi – Quarto uomo: DionisiVAR: Di Paolo – Avar: De MeoMarcatori: 9′ Ruiz (N), 22′ Immobile (N), 54′ Insigne (rig) (N), 92′ Politano (N)Note: terreno in ottime condizioni, anche dopo il temporale scatenatosi pochi minuti dopo l’inizio della gara, e durato per circa venti minuti. Ammoniti: Rui (N), Immobile (L), Milinkovic (L), Elmas (N). Cartellino giallo anche per i due allenatori, rei di un’accesa discussione scaturita da espressioni offensive partite da un esponenti della panchina laziale. Calci d’angolo 2 per parte. Recuperi: 2′ e 6′.

NAPOLI._Gattuso chiedeva l’anima, per solleticare i suoi al fine di essere pronti alla battaglia del Camp Nou, Inzaghi una prova d’orgoglio per completare il campionato con una vittoria che avrebbe potuto significare terzo posto, e, possibilmente, far raccogliere al centravanti biancoceleste, Immobile, il record di 36 reti in un campionato di serie A, e, magari, migliorarlo: parzialmente accontentati entrambi, con gli azzurri che si sono imposti non solo nel risultato ma soprattutto in quanto a grinta, affrontando la sgorbutica squadra laziale con aggressività e concentrazione come non si vedeva da tempo, mentre per il goleador di Torre Annunziata, la realizzazione del goal che gli consente di affiancare Higuain, che , nella stessa porta, contro il Frosinone, aveva messo a segno la trentaseiesima marcatura, record assoluto di reti nell’arco del torneo di massima serie italiana.

La compagine partenopea ha sprintato sin da sùbito, per non lasciare spazio a recriminazioni da parte del trainer, che voleva a tutti i costi testare lo stato di salute dei suoi, e, nello stesso tempo verificare la capacità di essere sul pezzo, cioè di mordere le caviglie dell’avversario, di saper attendere nella propria metà campo, per poi ripartire con rapide e ficcanti triangolazioni, con passaggi ravvicinati, in modo da liberare il calciatore azzurro, al limite, se non addirittura dentro, l’area di rigore. Accontentato Gattuso da questo punto di vista, ma, ancora una volta i nei, paventati nelle ultime esibizioni, non sono stati debellati del tutto: conclusioni che hanno più volte lambito i pali della porta difesa da Strakosha, sbavature della retroguardia che si sono tramutate, anche se una sola volta, nel raccogliere il pallone alle spalle di Ospina, unico certo di essere schierato in terra catalana. Facile a dirsi che la squadra dovrà essere perfetta in terra basca, ma non deve essere sottovalutato un fattore determinante in questo mese: il caldo asfissiante ( di questi tempi, negli altri anni, i calciatori sudavano sì, ma solo per immettere nei propri arti quel carburante necessario per affrontare la stagione nel modo migliore, atleticamente e strutturalmente nel fisico) e l’aver dovuto essere sempre concentrati ed allenati, sia durante il periodo di fermo che in quello intercorrente, non più di tre giorni, tra due partite successive, quando si è ripreso a giocare.

Il Napoli si è preso alcuni momenti di tregua, necessari per innervosire, e non poco, Gattuso, offrendo, come a Parma e Bologna, prestazioni svogliate e con poca combattività, raccogliendo anche vittorie, ma non convincenti come contro il Sassuolo e l’Udinese. Andando ruolo per ruolo, o meglio, settore per settore, una tiratina di orecchie per Manolas, a volte lento e impreciso, a volte irruente e falloso, come capita, vuoi anche per la sua stazza ed imponenza, anche al senegalese Koulibaly (sarà necessario che siano decisi nei contrasti, ma non ricorrere a falli, che li potrebbero penalizzare in quanto ad ammonizioni.

Sulle fasce, Rui è apparso in palla, sia in copertura che in appoggio, provando anche a concludere, e per poco, non è riuscito con un colpo liftato a “bucare” il pipelet ospite, mentre Di Lorenzo è risultato efficace come fluidificante, risultando l’interprete principale della manovra che ha portato Politano a chiudere la gara sul 3-1. A centrocampo, le migliori prestazioni, con Ruiz, che ha comandato il gioco, avvalendosi della presenza costante e di spalla, di Zielinski, mentre Lobotka raramente ha gettato via la sfera, comportandosi alla Hamsik, smistando, allargando il gioco, dimostrando ancora una volta di avere un’ottima visione di gioco, essendo di aiuto soprattutto in fase di controllo della manovra. In attacco superfluo raccontare di un Mertens che, ove mai non riuscisse a segnare, riveste il ruolo di assist-man, distribuendo il pallone a Ruiz per il gol dell’iniziale vantaggio, procurandosi il rigore, ricevendo un fallo da kamikaze di Parolo, e, dulcis in fundo, fintando la conclusione al volo, su passaggio di Di Lorenzo, e servendo, di classe, il pallone a Politano, abile, a sua volta, a depositare la sfera in rete, eludendo l’intervento di Strakosha. Accanto al belga, uno scatenato Insigne, che in un’azione tipica da fuoriclasse, ha superato in dribbling, all’altezza della metà campo, prima Milinkovic, ricevendo un’ancata, poi Parolo, ma chiedendo troppo al suo fisico è incappato in uno stiramento muscolare che ne mette in dubbio la presenza sabato prossimo nel ritorno di Champion’s League. Dall’altro lato, l’encomiabile apporto di Callejon, che tra i segni di croce tracciati sul campo e sulla fronte, prima dell’inizio della gara ed all’atto della sostituzione, non sapeva più come accomiatarsi da quelle zolle di prato, che ha calpestato per sette lunghi anni, collezionando trecentoquarantadue presenze ed ottantadue reti con la maglia del Napoli, ormai attaccata alla sua pelle per tutta la vita. Con lui va via uno dei tanti pezzi spagnoli che hanno caratterizzato l’arrivo di Benitez alle falde del Vesuvio ( come dimenticare Albiol, Higuain, Reina ), ivi compreso il “trapiantato” dal cuore napoletano, Ciro Dries Mertens, che, bontà sua, ha dichiarato il suo amore per questa terra per altri anni ancora….

Tutto fa presagire  che, se tra una settimana esatta, tutti, ma ripetiamo tutti, dovessero ripetere, a grandi linee, la prova anti-Lazio, almeno ce la si potrà giocare, fidando anche in un po’ di buona sorte, che a valutare quanto occorso ad Insigne, sembra già averci voltato leggermente, speriamo non pesantemente, le spalle.LA CRONACA. 4′ Prima iniziativa della Lazio che spinge sulla destra con Lazzari, l’esterno di Inzaghi prova a cercare in mezzo Immobile che viene anticipato da Manolas, palla in angolo. 9′ Napoli in vantaggio: gol di Fabian Ruiz: alla prima sortita offensiva del Napoli arriva il gol. Il Napoli lavora un buon pallone in profondità, Zielinski per Mertens, che attira su di sé l’avversario, e serve Ruiz, che, libero ai 20 metri, con il sinistro mette il pallone quasi all’incrocio dei pali, evitando Felipe e sorprendendo con un pallonetto il portiere bianco-celeste. 13′ Napoli vicino anche al raddoppio con un’iniziativa personale di Insigne che riceve palla in zona centrale, da Ruiz, poi prova ad incrociare un sinistro che termina fuori di pochissimo. 17′ La risposta della Lazio è affidata a un calcio di punizione di Luis Alberto.

Palla in mezzo per Acerbi che anticipa Koulibaly ma il colpo di testa è impreciso. 21′ Ancora un tentativo per la Lazio su calcio di punizione abbastanza defilato. Milinkovic prova la conclusione diretta ma schiaccia troppo il tiro che finisce fuori. La descrizione del gol di Immobile: sviluppo da sinistra della Lazio con Immobile e Marusic che mette in mezzo un pallone teso, Immobile anticipa tutti sul primo palo e batte Ospina, sul suo palo, tuffatosi in leggero ritardo e preso in controtempo.

38′ Tentativo di Mario Rui dalla distanza con palla che finisce troppo larga per impensierire Strakosha. 46′ Primo tentativo della ripresa del Napoli: Mertens a metà tra un tiro e un cross, Callejon non ci arriva di un soffio. 49′ Buona ripartenza del Napoli, questa volta è Insigne a liberarsi al tiro: tentativo a giro controllato senza problemi da Strakosha. 52′ Calcio di rigore per il Napoli: fallo su Mertens, descritto in precedenza, ed Insigne, con un tiro di piatto destro, insacca alla sinistra di Strakosha, che non accenna minimamente alla parata. 56′ Bella partita: la Lazio risponde con una gran giocata di Correa che semina un paio di avversari in area di rigore poi calcia ma la palla si infrange sul palo. 68′ Dopo un fallo su Correa si scatena un accenno di rissa a bordo campo, c’è anche discussione tra Inzaghi e Gattuso. Ammoniti entrambi.

71′ Grande azione del Napoli con incursione dalla sinistra di Mario Rui servito da insigne, il cross del portoghese trova Callejon libero sul secondo palo, il tiro al volo dell’esterno del Napoli finisce di poco a lato. 77′ Marusic vicino al pareggio: cross dalla destra, il pallone attraversa l’area di rigore, Immobile non ci arriva, ci prova Marusic che colpisce di testa ma il pallone finisce di poco fuori. 89′ Il Napoli continua ad attaccare e lo fa con Lozano che riceve in profondità e prova a calciare verso la porta della Lazio, Strakosha para. La gara si chiude con la realizzazione di Politano, che potrebbe risultare l’asso nella manica al Campo Nou, se Insigne dovesse marcare visita (è attesa una radiografia per valutare l’entità del danno per il furetto partenopeo). Inizia la settimana di passione, e chissà se sarà Resurrezione per il Napoli, oppure …..: meglio non pensarci !

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