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 PARMA  –  NAPOLI  0  –  2

PARMA: Sepe 6, Darmian 5,5 , Iacoponi 5, Alves 5, Pezzella 6, Grassi 6 (89’ Siligardi s.v.), Brugman 6 (69’ Dezi 6), Hernani 6,5 , Kucka 6, Inglese 5 (69’ Karamoh 6,5), Cornelius 5In panchina: Alastra, Balogh, Laurini, Dermaku, Ricci, Simonetti, Kasa, Sprocati, Adorante.All. Fabio LIVERANI 5

NAPOLI: Ospina 6,5 , Di Lorenzo 6,5 , Manolas 6,5 , Koulibaly 7, Hysaj 6, Ruiz 6,5 (83’ Elmas 6), Demme 6 (61’ Osimhen 7,5), Zielinski 6 (88’ Lobotka s.v.), Insigne 6,5, Mertens 7 (89’ Petagna s.v.), Lozano 7 ( 84’ Politano 6,5).In panchina: Meret, Contini, Rui, Elmas, Luperto, Maksimovic, Ghoulam, Rrahmani.All. Gennaro GATTUSO 7

Arbitro: Mariani di Aprilia 6,5 – Guardalinee: Prenna e Margani – Quarto uomo RossVAR: Aureliano – Avar: del GiovaneMarcatori: 63’ Mertens (N), 77’ Insigne (N)

Note: terreno in ottime condizioni in una giornata, piovosa al mattino, e baciata dal sole durante l’intero arco della gara. Spettatori presenti, un migliaio, come da ultime disposizioni della Lega.

Ammoniti: Demme (N), Darmian (P), Alves (P), Pezzella (P), Kucka (P). Calci d’angolo 4 a 2 per il Parma. Unico cooling break ametà secondo tempo. Recuperi: 0’ e 6’.

PARMA. Uno spavento avrebbe pervaso i sostenitori del Napoli, ma non gli estimatori di Gattuso, nel momento in cui è stato richiesto il cambio, quando correva il quarto d’ora della ripresa, e la lavagnetta luminosa segnalava l’uscita di un centrocampista, Demme, per far posto ad Osimhen, generando un attacco a quattro punte, indebolendo la fascia centrale, diventata presidio dei soli Ruiz e Zielinski. Errore! La mossa è risultata vincente, per un semplice motivo: il tecnico partenopeo conosce a menadito i suoi “polli”              (eufemismo per sottolineare come il barbuto allenatore tenga in pugno, soprattutto i giovani), ha voluto, anzi preteso, che il Presidente facesse i salti mortali per condurre alle falde del Vesuvio, questo ventiduenne nigeriano, che ha sofferto tanto, avendo perso i genitori in tenera età, e che ha nelle corde il far penare gli altri (leggansi i difensori) con le sue leve da fenicottero, che riesce a far girare come pale eoliche in una giornata ventosa, e che ha dimostrato in poco meno di mezz’ora di cosa sia capace. Non esaltiamo un neofita del calcio italiano, avendo giocato in quello francese, non eccessivamente tecnico e duro, come il nostro, ma l’aver lasciato a bocca aperta tifosi, commentatori, semplici cultori del mondo pallonaro, qualcosa vorrà pur dire. Nel volgere di quindici minuti il risultato è stato opzionato, anche se si era assistito ad uno squallido primo tempo, con gli azzurri a palleggiare, non riuscendo a verticalizzare, nonostante uno scatenato Lozano sulla fascia destra ( altro sigillo di Gattuso che sta riscoprendo il degno erede di Callejon sul settore destro della manovra), un impalpabile Mertens ed un disattento Insigne, il che facevano registrare un tiro di Ruiz in chiusura di tempo, alto sulla traversa, un tiro cross di Demme bloccato da Sepe, un colpo di testa di Merrtens, non preciso in quanto troppo avanti rispetto all’invitante cross di Ruiz; dalla parte opposta, le assenze di Kurtic e Gervinho, avevano consigliato Liverani di giocare una partita di attesa, di contenimento, confidando nella buona vena di Inglese e di Cornelius, francobollati dalla coppia centrale del Napoli, ancora una volta sugli scudi per tempestività, precisione e fluidità nella manovra in partenza dal basso, come piace a Gattuso, che, a volte, ha chiesto ed ottenuto la difesa a tre, con il senegalese spesso a far capolino nella metà campo avversaria. La ripresa non lascia scampo ai parmensi, soprattutto dall’ingresso di Osimhen, che nel giro di pochi minuti si presenta con un biglietto da visita che ha nella velocità e nella rapidità dei movimenti (l’altezza non è per lui un handicap…) le sue credenziali migliori: 63’ è Lozano sul settore di competenza a ricevere il pallone, il cross è per l’inzuccata del biondo platinato, ex Lille, ma Iacoponi nel tentativo di anticiparlo regala la sfera a Mertens che da una decina di metri mira all’angolino di sinistra di Sepe che non abbozza nemmeno la parata, rimanendo sorpreso dal tocco di destro preciso del belga che lo coglie in controtempo. Palla a centro e Hysaj recupera palla lanciando Osimhen, che nonostante sia in svantaggio di almeno un paio di metri rispetto all’avversario, sempre Iacoponi, lo recupera, lo supera e rimette al centro per l’accorrente Metens che cerca di beffare Sepe con un pallonetto, alla sua maniera, ma la conclusione viene deviata in angolo da un difensore. Altra chicca del neo acquisto del Napoli, che si ripete al 68’ con un colpo di tacco che ibera al tiro, dal limite dell’area di rigore dei ducali, Insigne, abile ancora una volta, a sfoderare il suo colpo di destro, liftato, che supera l’estremo difensore del Parma, ma va ad infrangersi sul palo. Al momento, già due i colpi di classe del nigeriano, che non si smentisce, ed al 70’ è Insigne a regalargli un cross al bacio sul quale si avventa per colpire di testa, vi riesce ma il pallone termina di poco fuori, con Lozano che non riesce ad impattare per questione di centimetri. Il raddoppio è nell’aria, ed al 77’, ormai sfinito dalle continue rincorse per fermare Osimhen, Iacoponi non riesce ad essere preciso nel servire pezzella, consentendo a Lozano di rubar palla, involarsi sul settore destro dell’attacco partenopeo, incrociare con un bel tiro di destro, sul quale Sepe si supera respingendo di piede, ma la sfera si materializza sui piedi di Insigne, che da pochi passi appone la parola fine alla gara. Ultimo sussulto, ma in attacco, per il “fenicottero” che superato il diretto marcatore, prova la conclusione in diagonale, ma termina di poco a lato il suo tiro. In definitiva, da l suo ingresso ( 61’) e per buoni venti minuti più di una spina nel fianco degli uomini allenati da Liverani, capaci di una debole reazione nel finale, compresi i 6 minuti di recupero, nei quali anche la stanchezza degli ospiti ha reso più semplice per il Parma arrivare in area di rigore avversaria, ma anche in questo caso, va segnalata la presenza, in difesa, di Osimhen, sempre e soltanto lui, pronto a sventare ogni minaccia sfruttando la sua altezza per respingere di testa i cross dei parmensi, provenienti dai corner. A fine gara, entusiasmo contenuto per il trainer azzurro: “ Conoscevo le doti del ragazzo ( il nigeriano ndr), ne ho apprezzato, nonostante la giovane età, la voglia di emergere, di dare un senso alla vita che gli ha “regalato” tanta tristezza, ed è proprio il calciatore che cercavo, capace di spaccare la partita, indipendentemente dal tempo che è in campo; l’intesa con i compagni di reparto è eccezionale, galvanizza l’intero gruppo, diventerà un leader!”

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