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NAPOLI – Pacato entusiasmo nel momento in cui gli azzurri conoscono chi si troverà di fronte, nel mese di febbraio, ed il commento del tecnico sembra voler tenere ben saldi i piedi in terra, e non lasciarsi andare ad ottimistiche previsioni: ” Sorteggio insidioso e complicato, soprattutto perché le date degli incontri con il Granada si innestano in un calendario di campionato, complicato, visto che il 14 febbraio, a pochi giorni dal match di andata, avremo la partita contro la Juventus, mentre il 21 febbraio saremo di scena a Bergamo, e la domenica successiva il derby con il Benevento; ricordiamo quanto sono state difficili ed impegnative le partite con la Real Sociedad.”

Quali le caratteristiche del team affidato a Diego Martínez Penas ? ” Settimo nella graduatoria della Liga, vincente nell’ultimo turno, in trasferta, contro l’Elche, ha raggiunto la qualificazione ai sedicesimi, alle spalle dell’Eindhoven, tra l’altro battendolo in olanda e risultando sconfitto nel retour match, gioca sovente con un 4-1-4-1, con una vecchia conoscenza del campionato italiano, Gonalons, in procinto di passare al Napoli, al tempo di benitez allenatore, ma che ha mal figurato nelle fila della Roma, nel periodo trascorso al di qua delle Alpi.

Sembrerebbe, esaminando con dovizia di particolari, l’accoppiamento di facile superamento, soprattutto se si continuerà a giocare al cospetto di pochi intimi, ben sapendo quanto influisca la presenza di spalti gremiti anche al Nuevo Estadio de Los Cármenes, dotato delle classiche curve, ma che tali non sono, essendo parallele alla linea di fondo, ed a picco sulle porte difese dai portieri. Nessuna considerazione ha voluto esternare l’allenatore partenopeo, evidenziando solo la difficoltà dell’incastro tra due partite fondamentali per il campionato, anche se sarà necessario verificare, a febbraio, quale sarà la posizione in classifica, lo stato di forma e se si saranno verificati degli stravolgimenti, in positivo, della rosa a disposizione di Gattuso.

Non resta che continuare a pensare all’immediato, alla gara di mercoledì, in serata, contro l’Inter, avvelenata dall’Europa, ma rinsavitasi, soprattutto nel gioco, grazie al piano “B” di cui Conte non aveva voluto svelare i dettagli, e grazie al quale ha ribaltato il risultato del primo tempo, che la vedeva soccombere a Cagliari. A dire il vero non si sono dissociati gli azzurri, irriconoscibili nei primi quarantacinque minuti, e poi, con le intuizioni tramutatesi in sostituzioni, del trainer barbuto, diventati padroni del campo e della partita, con velocità, targata Lozano, e con la prestanza fisica di Petagna. Prima prova del nove, al Meazza, ricordando che fino ad oggi, il Napoli ha perso con le squadre di alta classifica, Milan e Sassuolo e contando anche la sconfitta dello Stadium….

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