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ROMA – Ore 17:42, la città cara al Vesuvio erutta felicità e soddisfazione, il popolo azzurro confidava nell’arringa del Presidente e dei legali, Grassani e Lubrano, ed attendeva con impazienza e serenità il verdetto, stante i sorrisi che aveva elargito ADL al termine della fase dibattimentale. Il malcelato ottimismo aveva pervaso la piazza, ma si rischiava di provare un secondo capitombolo, questo ancor più duro, di quello visto nella serata di domenica all’Olimpico.

Così non è stato, si riprende a camminare in graduatoria, anche se sopravanzando di un solo punto, ma comunque corroborante, dopo le sconfitte consecutive di Milano e Roma, ed osservando una classifica che recita un terzo posto, a pari merito con la Juventus, e con undici reti al passivo, che la pongono alle spalle dei bianconeri che ne hanno subìto uno in meno, e con eguale differenza reti, ma con una rete in più realizzata e, ciò che arreca una gioia incommensurabile, l’aver disputato dodici gare su tredici, e  con la voglia di ben figurare contro l’avversario di sempre, anche se nel catino dello Stadium, ora preoccupato oltremodo per la distanza dalle milanesi.

Complicato sarà inserire questo match nel calendario, tenuto conto che a gennaio è prevista la finale di Super Coppa, sempre tra le stesse contendenti, e che più avanti riprenderanno le competizioni europee, ma sarà necessario dimenticare la gara contro la Lazio e tenere sempre a mente quella giocata contro l’Inter, anche se negativa, ma solo nel risultato. Intanto tiene banco la gara di mercoledì sera contro un “Toro scornato”, che lamenta una classifica che la posiziona in zona retrocessione, con Giampaolo ormai sull’uscio dello spogliatoio, pronto a salutare ancora una volta una squadra di A, dopo l’esonero del Milan, giusto un anno addietro: la formazione che manderà in campo Gattuso, presenta, al momento, tre variabili, nella difesa della porta, con Meret preferito, forse, ad Ospina, in difesa, con Ghoulam in vantaggio rispetto al catastrofico Rui di due giorni fa, a centrocampo con Demme favorito sullo stralunato Ruiz, mai così deludente per forma e per essere avulso dalla manovra.

I granata dal canto loro, mostrano deficienze un po’ in tutti i reparti ed a tutto ciò si aggiungono le assenze di Lyanco per squalifica, per Bonazzoli, non ripresosi dall’infortunio occorsogli nell’ultima partita di campionato, e con il ballottaggio tra Sirigu e Milinkovic,  reo quest’ultimo di essersi fatto beffare da Soriano con un tiro passatogli in mezzo alle gambe. Ritornando alla esaltante notizia giunta dal CONI, bisogna sottolineare che il Napoli e, per esso, la massima carica dirigenziale, erano stati tacciati dai media, dalla stessa Juve di essere poco rispettosi della lealtà sportiva, di non rispettare i regolamenti, di aver, come si suol dire dei napoletani, “aver fatto i furbi”, solo perché erano assenti per COVID Zielinski ed Elmas ( quante partite ha giocato e vinto senza costoro? Tante….): questo giudizio annichilisce anche le prime due sentenze, e soprattutto zittisce Andrea Agnelli che aveva lanciato stilettate a De Laurentiis, rimarcando che “la Juventus rispetta i regolamenti ed i protocolli”, ed ora siamo ancora in attesa di conoscere il suo pensiero sulla vicenda Suarez, alla luce anche dell’interrogatorio del calciatore uruguayano. La lealtà bisogna dimostrarla con i fatti non con le chiacchiere!

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