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NAPOLI. Durante la trasmissione televisiva della domenica pomeriggio, sulla seconda rete della RAI, in un passaggio di un filmato che risaliva ai tempi di Josè Altafini ( dopo il suo trasferimento alla Juventus, fu tacciato di essere “core ingrato” ndr), con la maglia azzurra, un orologiaio, intervistato per definire il calciatore brasiliano, lo dipinse “esagerato”, come tutti i napoletani, quindi perfettamente integratosi con la città ed in particolare con i suoi difetti. Passati circa quaranta anni da quel periodo, nulla è cambiato alle falde del Vesuvio, ed infatti i commenti che stanno accompagnando la squadra allenata da Gattuso si alternano in base alle prestazioni, dai severi e catastrofici dopo la sconfitta immeritata contro lo Spezia, a quelli esaltanti, straboccanti entusiasmo e fiducia, dopo la goleada contro la Fiorentina.

Quale la reale forza di questo Napoli? La verità e nel mezzo, perché se da una parte la questione infortuni ( Koulibaly, Mertens, Osimhen ) e la problematica Covid (Osimhen, al quale non era sufficiente combattere il guaio alla spalla, ma andava a cercare, sponte sua, il virus, e Ruiz ) hanno forzato alcune scelte del trainer, dall’altra in alcuni momenti delle partite disputate, quali la sfida alla Lazio all’Olimpico, la sconfitta patita con i liguri, il pari casalingo contro il Torino, il match vinto in terra friulana, con un Meret sugli scudi, la mancanza di velocità, di continuità, di scarsa concentrazione, e l’approssimazione palesata a centrocampo, sono stati dei segnali che quasi nessuno ha gradito. E la terza posizione raggiunta ora in classifica, proverà a testare l’affidabilità del gruppo, che a vedere Mertens in panchina, nella gara di Coppa Italia contro l’Empoli, incitare e sostenere i compagni nei momenti di difficoltà, e, una volta entrato in campo nella gara in discesa contro i viola, abbracciare Petagna, incoraggiare l’esordiente, in serie A, il diciottenne Cioffi, essere indicato con ampi gesti delle mani da Zielinski, dopo il gol del polacco, quale uomo guida del gruppo, vuol significare che Gattuso è riuscito quanto meno a cementare il manipolo di atleti che gli è stato affidato da De Laurentiis, e che, forse, anche la mentalità è stata intaccata, in positivo, dall’allenatore, che ha saputo dosare ramanzine ed elogi, bastone e carota ( intendendo anche il pranzo, rassicurante e  foriero di amalgama).

L’undici che piace, non lasciandosi trasportare dall’entusiasmo dei sei gol rifilati ai toscani, è quello con Petagna spalle alla porta a non dare riferimenti particolari agli avversari, e tenendo più dietro Zielinski, mentre Insigne e Lozano affondano sulle fasce insistendo sul fattore velocità, abbinandola ad improvvisazione e spunti di classe.

Ora due gare lontano dal “Maradona”, la finale a Reggio Emilia e l’insidiosa trasferta di Verona, tappa conclusiva del girone di andata, e sulle quali non è facile avventurarsi in pronostici, sia perché preoccupa, e non poco, la condizione fisica di Petagna, uscito malconcio dalla partita domenicale, sia per il non ideale stato di forma del belga, lontano dal ritmo partita da oltre un mese ( 13 dicembre a Napoli contro la Samp, non considerando il quarto d’ora giocato prima dell’infortunio al Meazza contro l’Inter). Per Juve e Napoli, infermeria e contagiati stanno minando le formazioni desiderate dai due allenatori, per Pirlo, Quadrado, Sandro, Dybala e De Ligt marcano visita, per Gattuso, Ruiz, Osimhen e, forse Petagna, ma la vigilia si sta colorando di altri particolari, extra campo, per i bianconeri, la diffidenza verso l’allenatore, incapace di gestire il centrocampo, punto fondamentale per la manovra dei campioni d’Italia, mentre per la sponda partenopea tengono banco il rinnovo del contratto del tecnico, che dopo aver convinto il Presidente ad eliminare le clausole, non sente, forse, una piena fiducia di ADL, e la questione Milik, che ha, sì, accettato il trasferimento al Marsiglia (per 9 milioni di euro, più 4 di bonus facilmente raggiungibili ed il 20% sulla futura rivendita del cartellino),ma non è d’accordo sul sottoscrivere una clausola anti-Italia per i prossimi anni, che vieterebbe a Milik di accettare le offerte che verranno, quasi sicuramente, dall’Italia. Non si accettano distrazioni, almeno per questi cinque giorni….

Al momento, i probabili schieramenti sono i seguenti:
Juventus (4-4-2): Szczesny, Danilo, Bonucci, Demiral, Bernardeschi, Chiesa, Arthur, McKennie, Kulusevski, Morata, Ronaldo. All. Pirlo

Napoli (4-2-3-1): Ospina, Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui, Demme, Bakayoko, Lozano, Zielinski, Insigne, Petagna. All. Gattuso.

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