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NAPOLI. Si spellano le mani i tifosi per applaudire i vincitori, sul campo, si loda il gioco ritrovato grazie a Spalletti, si ringrazia il Presidente per non aver sfasciato l’intelaiatura della squadra, si esalta il camerunense Anguissa per aver gestito con personalità un centrocampo orfano di pedine collaudate ( Zielinski e Lobotka), ma ci si dimentica molto spesso di chi è il vero artefice, operando nel più assoluto riserbo, della costruzione dell’intero plotone dei calciatori azzurri: sì, è proprio Cristiano Giuntoli, massacrato durante lo scorso campionato, ma quali colpe potevano essergli attribuite se alcuni potenziali elementi di spicco non godevano della stima del trainer ( Gattuso ndr) ?

Quando non ha dovuto registrare dei “niet” presidenziali, scaturiti dal fiuto di affari economici del “patron”, ha scelto sempre bene, arrivando prima di alcuni colleghi che vanno per la maggiore, non depauperando il parco giocatori e, soprattutto, soddisfacendo le richieste dell’allenatore che si poneva tra i desiderata del DeLa e l’organizzazione del sistema di gioco che voleva adottare: l’esempio lampante si è manifestato per Ounas, da una parte il Presidente che voleva rientrare di una cifra cospicua ( valutazione sui venti milioni, che ci stanno tutti per il giovane campioncino, non ancora venticinquenne ndr) e dall’altra l’allenatore che non voleva disfarsene, dopo aver verificato le doti durante il ritiro precampionato e le amichevoli di preparazione alla stagione.

A far collimare le opposte valutazioni, è stato il Direttore sportivo che ha quasi messo alle strette le compagini che si sarebbero volute aggiudicare le prestazioni di Ounas, alzando sempre più l’asticella della richiesta economica, e il tempo, galantuomo come sempre, ha dato ragione al Cristiano, risultando tra i migliori sia a Genova come subentrante a venti minuti dalla fine della partita, vivacizzando un attacco in ombra, che al Maradona, ieri contro i blasonati ( una volta…. ) bianconeri, a partire dal 46’, spaccando, come si suol dire la gara, posizionandosi sulla fascia destra e giocando, spesso, alle spalle di Osimhen, come richiesto da Spalletti, insomma dimostrando di essere una pedina cui non è facile rinunciare dall’inizio.

Sembra che ripercorra le orme di Mertens, all’epoca di Sarri, che lo inventò centravanti goleador, e quindi che possa diventare un tre quartista, a fare il terzo, magari centrale, con ai lati Politano ed Insigne. Altro diadema nella collana di acquisti operati dal fiorentino Giuntoli, l’ultimo centrocampista, prelevato dal Fulham (Championship), di cui necessitava il Napoli, dopo aver dovuto rinunciare, sin da luglio, a Demme e per far dimenticare quanto prima Bakayoko, pallino di Gattuso, che, a dire il vero, non aveva entusiasmato, tal André Zambo Anguissa, un metro e ottantaquattro per ottantatre chili, un gigante che spaventa ogni tipo di avversario: altro tassello indovinato, convincente sin dalla prima partita, dopo aver collezionato un solo allenamento con i nuovi compagni.

Gioca semplice, pulito, senza sentire la pressione dell’esordio nel match più atteso dell’anno a Napoli, tampona e fa ripartire le azioni, sempre con grande intelligenza tattica, senza perdere un pallone. Primo tempo incoraggiante, nel secondo invece è letteralmente salito in cattedra mostrando qualità e quantità (diversi colpi di tacco utili ad evitare il contrasto e servire il compagno di reparto sono stati sottolineati da boati del pubblico ndr). Sui social si è subito presentato con quell’ironia che non disturba, lasciando intendere che è già un “napoletano acquisito”: il centrocampista ha voluto mostrare il piatto di pastasciutta mangiato dopo la sfida con la Juventus.

Una storia pubblicata su Instagram che sta facendo il giro del web: in tanti pensano che quel piatto di pasta possa essere uno sfottò per Bonucci e Chiellini, interpreti della stessa affermazione a vittoria degli Europei conquistata e, in quel caso, era una risposta agli inglesi. Il piatto di pasta di Anguissa potrebbe essere anche una semplice foto per un piatto molto gradito, anche se pare esserci un pizzico di malizia.

E i commenti sperticati sulla sua prestazione sono stati numerosi e tra i tanti segnaliamo quelli più tecnici : “Questo giovanotto ha dimostrato dopo qualche giorno di seduta di allenamenti di avere già una grande forma e qualità che serviva al Napoli in mediana”, “Straordinario acquisto; ottima visione di gioco, molto bravo nell’interdizione e veloce nel far ripartire l’azione”, “Avete visto cosa ha fatto a fine gara? E’ andato sotto la curva a ringraziare i tifosi del Napoli, lo ha fatto anche su Instagram con una bellissima foto. Grande!”,

“Il buongiorno si vede dal mattino, per me 8 in pagella”, “Una prestazione molto lodevole, è davvero bravo, aspettiamo un altro po’ per avere conferma”. Non vogliamo ringraziare e complimentarci con il Direttore Sportivo partenopeo? Ne prenda atto, e che non càpiti ciò di cui si erano fatti portavoce alcuni media, sbandierando una crisi irreversibile tra lui ed il De Laurentiis, dopo il triste epilogo del campionato scorso, con la qualificazione Champion’s sfumata: ricordino lor signori che l’esempio di Marotta ( dove è andato ha sempre portato la squadra alla vittoria ) non è unico, Cristiano è anche lui un Direttore con i fiocchi !

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