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NAPOLI. I corsi e ricorsi storici sono, da sempre, una trappola, nella quale non incespicare, alla luce dell’esperienza trascorsa: oggi, dopo cinque successi consecutivi, il Napoli si esibisce al Maradona, avversario il Cagliari, alla cui guida è stato chiamato Walter Mazzarri, ed i pronostici non si differenziano, sono tutti per i partenopei, la cui vittoria è data con un valore, nel gioco delle scommesse, molto basso ( la cifra che punti non avrà, in caso di successo azzurro, un moltiplicatore elevato).Le raccomandazioni si ripetono all’infinito: non sottovalutare l’avversario, non giocare con superficialità, essere concentrati come se fosse una finale, insomma tenere ben piantati sul terreno di gioco, i piedi dai tocchi felpati delle magnificenze care all’intero popolo sportivo napoletano. Spalletti è stato chiaro: ” non disperdiamo quanto di buono fatto finora, non mostriamo paura di vertigini, giocate con la naturalezza che ha contraddistinto le gare finora disputate”. Qualche segreto sulla formazione lo ha anticipato, il tecnico di origini toscane, lasciando intendere che ci potrebbe essere spazio per Demme, e se dall’inizio, non è lecito ipotizzarlo, per agevolare lo schieramento con l’undici di base, che conferma Osimhen di punta, in grado di mettere quanto prima il risultato al sicuro.

Molti insistono sul dare più minutaggio ad Ounas, che ha nelle gambe, molto più del quarto d’ora di cui ha potuto usufruire, per ripagare la fiducia in lui riposta, in primis dall’allenatore, e successivamente dall’intero staff del presidente De Laurentiis. Intanto le milanesi non brillano, i rossoneri superano con non poche difficoltà lo scoglio Spezia, ringraziando la furbizia e lo stato di grazia di Diaz, a cui bastano pochi minuti per farsi trovare nel posto giusto al momento giusto, nei minuti finali, mentre l’Inter, a valle di una gara spettacolare, ha impattato con l’Atalanta, quest’ultima ritornata a brillare di luce propria, sfoderando il meglio del gioco voluto da Gasperini: al Meazza un match di altri tempi, uno spettaco di calcio che non si vedeva da tempo e un rigore fallito dai padroni di casa ed una rete annullata agli orobici, hanno movimentato un finale di gara, che ha fatto sobbalzare i tifosi di entrambe le compagini. Pertanto lo sguardo alla classifica impone una vittoria del Napoli, senza se e senza ma, ricordando che solo qualche mese addietro, la partita contro il Cagliari significò un pari, che tanto ci è costato al tirar delle somme a fine torneo ( la rete, regolarissima, di Osimhen cancellata dallo storico arbitro-nemico Mazzoleni, VARista da strapazzo, e la zampata di Nandez, a pochi istanti dal fischio finale ndr). Intanto è bene sottolineare come allenatori che sgambettano il Napoli, vengano sistematicamente puniti dal “fato”: Di Francesco che tanta collera ha “regalato” alla società azzurra, quando allenava il Sassuolo, è da un po’ di tempo sistematicamente esonerato ( quest’anno dopo appena tre gare di campionato); Semplici, tecnico del Cagliari che “inguaiò” sia il Napoli, come descritto sopra, che il Benevento ( poi retrocesso per un solo punto), ancora con Mazzoleni VARista, in occasione della partita disputata al Santa Colomba, è stato mollato dal presidente dei sardi, Giulini, dopo i primi 270 minuti di quest’anno ! È proprio vero: chi fa del male al Napoli prima o poi paga pegno !!!!


NAPOLI (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Ruiz, Zielinski; Politano, Osimhen, L. Insigne. Allenatore: Spalletti. A disposizione: Meret, Marfella, Rrahmani, Malcuit, Juan Jesus, Zanoli, Demme, Elmas, Ounas, Politano, Petagna. Indisponibili: Ghoulam, Lobotka e Mertens.

CAGLIARI (4-4-2): Cragno; Lykogiannis, Godin, Carboni, Zappa; Nandez, Marin, Strootman, Dalbert; Joao Pedro, Pavoletti. Allenatore: Mazzarri. A disposizione: Aresti, Radunovic, Altare, Ceppitelli, Caceres, Walukiewicz, Deiola, Oliva, Pereiro, Grassi, Keita. Indisponibili: Ceter, Rog, Faragò.

ARBITRO: Piccinini di Forlì
GUARDALINEE: Vivenzi – Rossi M.
IV: Di Martino
VAR: Massa
AVAR: Di Iorio

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