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di Enzo Todaro
“The after” la chiusura della storica edicola “CARINI” di Corso Vittorio Emanuele, sin delle prime ore del mattino si avverte un vuoto non facilmente colmabile. Non ci sarà più a meno di un miracolo, che cancellerà definitamente il cartello con la scritta “cedesi attività”. La triste realtà è la chiusura anche di altre edicola nella zona nord e sud di Salerno. E’ crisi delle edicole ma anche, naturalmente della vendita dei quotidiani, dei settimanali e di altra variegata “carta stampata”. L’edicola economicamente non reggerle più! Un dato di fatto incontrovertibile. Indubbiamente, si legge meno! Alla crisi dei giornali contribuiscono anche i tantissimi mezzi di comunicazione di ultima generazione. La “notizia” che interessa l’opinione pubblica: la si può leggere molto tempo prima che appaia nelle patine dei quotidiani. La riprova è nel numero preoccupante dei giornalisti in cassa integrazione o definitamente licenziati. La resa delle testate invendute ha partito nel mondo degli edicolanti la decisione delle chiusura dei punti-vendita. Quante le unità lavorative nella gestione delle edicole chiuse per la “crisi” che attanaglia i lettori? Tantissime! Forse si ritiene non necessaria l’informazione scritta privileggiando quella visiva di ultima generazione. Un grate errore di valutazione! Anche l’informazione radiotelevisiva privata è pervasa dalla sindrome della “sopravvivenza”. La pubblicità è in forte calo! E’ questa è l’unico introito su cui TV e Radio private basano la loro esistenza. Il ruolo che svolgono è assolutamente indiscutibile! Spesso raggiungono località in cui la carta stampata, per ovvie ragioni, è assente. Le edicole chiudono, l’informazione radiotelevisiva privata è in affanno, i giornali licenziano. I conti non tornano per gli editori. Chi resiste alla crisi lo a proprie spese, rischio e pericolo. Una situazione, quella dell’informazione, che purtroppo passa sotto silenzio. Sembra non interessare a nessuno. Tranne gli edicolanti. Dopo la chiusura dell’edicola Carini non se riuscirò ad incontrare dinanzi ad una altra giornalisti come Mariano Ragusa, Luciano Pignataro, Gabriele Bojaro, Felice Naddeo, Alfonso Sarno, Enzo Sica, Angela Trocino, Petronilla Carillo, Dario Cioffi, Pino Blasi, Antonio Manzo, Tony Ardito. Scrittori, filosofi, avvocati, magistrati come Diego de Silva, Giuseppe Cacciatore, Rino Sica, Gaetano Paastore, Paolo Carbone, Felice Lentini, Cecchino Cacciatore. Uno status dell’editoria anticipato alcuni anni fa dall’allora Presidente del Corecom, Gianni Festa. Ricordiamo quel tempo di battaglie per la trasparenza. Per citare Martine Luther King la vita finisce il giorno in cui restiamo in silenzio sulle cose che contano.

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