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Enti locali in difficolta finanziarie, arriva la proposta shock

Sindaco dell'Avellinese è pronto a vendere ai cinesi

Campania
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AVELLINO - La proposta ha ovviamente il sapore della provocazione ma mette in evidenza la gravità della situazione finanziaria in cui si trovano i comuni italiani. Ad annunciare la possibile messa in vendita del comune è il primo cittadino di San Sossio Baronia, piccolo comune dell'Appennino avellinese che conta poco meno di 1800 abitanti, dove il sindaco Francesco Garofalo è pronto a pubblicare l'annuncio "A.A.A. Comune Vendesi". Come detto alla base della provocazione ci sono le crescenti difficoltà finanziarie che gli impediscono di provvedere alle minime esigenze della comunità che amministra da sette anni.

Garofalo, sindaco che di professione fa il medico del 118, avrebbe anche individuato il potenziale acquirente: «Penso ai cinesi che stanno rilevando importanti squadre di calcio italiane. Con molto meno, farebbero un investimento molto redditizio acquistando un pezzo di territorio caratterizzato da grande salubrità ambientale e fortissime potenzialità turistiche».

Garofalo avverte «un senso di frustrazione e di inutilità» per una funzione, quella di sindaco, che «ormai è stata ridotta a quella del gabelliere». I problemi di tenuta finanziaria del Comune di San Sossio Baronia, derivano dai mancati trasferimenti erariali dello Stato centrale, peraltro già oggetto di cospicui tagli negli ultimi anni. «Non arrivano mai puntualmente - sottolinea il sindaco - e nel frattempo non ho in cassa un euro per riparare una buca, aggiustare un marciapiede, sostituire le lampadine dell’impianto di pubblica illuminazione, senza neanche pensare più ad installare, come avevo programmato, telecamere di sicurezza a circuito chiuso per monitorare un territorio nel quale sono sempre più numerosi i furti in casa».

Ad aggravare il quadro, ci pensa anche la Regione Campania, che dovrebbe rimborsare le rate di mutui accesi nel corso degli anni con la Cassa Depositi e Prestiti: «Il comune anticipa, ma da Napoli non arriva un euro dei 360 mila che ci dovrebbero essere trasferiti». Garofalo striglia però anche i suoi concittadini, poco più di 400 nuclei familiari, per l’altissima evasione della tassa sui rifiuti. «Nel 2013 - spiega il sindaco - ho deciso di togliere il servizio riscossione affidato a Equitalia, che lo gestiva con metodi troppo ruvidi e discutibili. Da quando il servizio lo gestisce il Comune, con il supporto di un consulente, le cose vanno peggio: soltanto nell’anno tra il 2014 e il 2015, abbiamo registrato 150 mila euro di mancati incassi per la Tarsu». Ragioni sufficienti per chiedere l’arrivo di capitali cinesi? «So bene che è una provocazione - conclude Garofalo - spero che soprattutto dalla Regione diano finalmente un segnale di attenzione. I cinesi? Se venissero non mi dispiacerebbe affatto».

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