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Lioni-Grotta, la conta dei danni
Le aziende chiedono 15 milioni alla Regione

Campania
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NAPOLI - “Il cantiere della Lioni-Grottaminarda è bloccato perché il Governo ha cancellato il commissario senza prevedere una soluzione alternativa che consentisse di procedere con i lavori”. Così la presidente del consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, dopo la riunione informativa che si è tenuta ieri mattina nella  sala Nassirya del Consiglio regionale della Campania, a cui ha preso parte il presidente della IV commissione regionale Luca Cascone, delegato ai Trasporti, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e Confindustria Avellino.
“Da pochi giorni è subentrata la Regione Campania grazie all'impegno del presidente Vincenzo De Luca e del consigliere Luca Cascone” afferma D’Amelio. “Oggi abbiamo incontrato nella Presidenza del Consiglio regionale il direttore dei lavori, i sindacati e Confindustria per un'informativa utile a definire come procedere per ridare ossigeno alle imprese e ai lavoratori e rimettere in piedi un cantiere per il quale abbiamo già disponibili 400 milioni di euro”.
Anche il consigliere regionale Carlo Iannace è fiducioso: “La Regione continua ad impegnarsi per portare avanti una grande opera molto importante per l’Irpinia e della quale dopo 8 mesi di blocco si prende in mano il timone per fa ripartire i cantieri a settembre. Il completamento della Lioni-Grottaminarda può essere un volano per gli investimenti sul territorio irpino e un’ottima occasione per creare lavoro e dunque condizioni di vita migliori”.
“Dopo circa 8 mesi, l’intero progetto nei giorni scorsi è stato affidato alla nuova struttura responsabile, l’Ufficio Speciale “Centrale Acquisti, procedure di finanziamento di progetti relativi ad infrastrutture, progettazione. Un passaggio non semplice e molto delicato - ha proseguito Iannace - quello che ha portato nei giorni scorsi alla presa in carico dell’intero progetto da parte della Regione e che testimonia l’impegno e la volontà di completare l’opera, per la quale ci sono oltre 400 milioni di euro complessivi ancora da spendere”.
"La Regione confida e auspica di poter riprendere i lavori tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre anche se solo in questi giorni ha avuto in carico l'opera dal punto di vista formale", commenta Pino Bruno, presidente di Confindustria.
"Ci sono però delle riserve tecniche presentate dalle imprese alla Regione che vanno sicuramente prese in considerazione. E’ molto importante che vengano effettuati i pagamenti ai sub appaltatori e fornitori che non incassano da un anno circa", avverte Bruno e aggiunge: "I lavori vanno portati a termine quanto prima: si tratta di una opera strategica per lo sviluppo del territorio".
Mario Melchionna, segretario Cisl, è ancora più netto: "E' stata una fumata grigia perché ci sono ancora delle difficoltà da superare. Sono state presentate 14 riserve dalle aziende che hanno effettuato i lavori: tra l'altro c'è una richiesta di danni  per circa quindici milioni di euro. La Regione non è intenzionata a trattare ma se non si superata questa discussione tecnico-legale i lavori non riprendono. Martedì ci sarà un altro incontro a cui parteciperanno anche i legali della Regione, speriamo in una soluzione".

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