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C’è anche Alfonso Manzella, neomelodico paganese, conosciuto come Zuccherino, tra i due fermati per il tentato omicidio di Domenico Chiavazzo di una settimana fa ad Angri.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale – Direzione Distrettuale Antimafia – di Salerno, a seguito di una complessa ed accurata attività di indagine del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno e del Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Alfonso Manzella, dell’86, e Nicola Liguori, del ’92, pluripregiudicati, entrambi di Pagani, nei cui confronti sono emersi gravi indizi di colpevolezza per i reati di tentato omicidio in concorso, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso, desumibile sia dalle modalità del fatto, sia dalla volontà di favorire gruppi criminali cui sono contigui.
I due, nella serata del 25 maggio, ad Angri, a bordo di una moto di grossa cilindrata,
attendevano, inseguivano ed affiancavano l’auto – una Fiat 500 X – su cui viaggiava
Domenico Chiavazzo, del ‘79, imprenditore del posto ed anch’egli con precedenti penali, e gli esplodevano contro tre o più colpi d’arma da fuoco, utilizzando una pistola 357 magnum, con il chiaro intento di ucciderlo.
La vittima veniva colpita all’avambraccio sinistro, alla spalla sinistra in prossimità dell’articolazione scapolo-omerale e alla regione posteriore della coscia sinistra, salvandosi dalla morte solo grazie a fortunose circostanze. Infatti, accortosi di quanto stesse accadendo, riusciva a schiacciare la moto in corsa contro il guardrail, facendo rovinare al suolo i due attentatori, i quali, feritisi, sono stati comunque in grado di guadagnare la fuga a piedi. Il malcapitato veniva poi trasferito presso l’Ospedale San Paolo di Napoli, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico e giudicato guaribile in 30 giorni.
Il movente del tentato omicidio è da individuarsi in un tentativo di estorsione – di ingente
valore economico – in atto, ai danni dell’imprenditore, in un quadro di interessi tra contesti
associativi di matrice camorristica.
Ai fermati è stata contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis. 1 c.p., poiché, nel commettere il delitto, hanno manifestato particolare aggressività ed assoluta capacità di imporsi sul territorio, a vantaggio dei gruppi camorristici egemoni in Pagani ed Angri.
I provvedimenti di fermo sono stati eseguiti in due distinti momenti. Nel corso della serata
del 30 maggio, in Pagani, nei confronti di Manzella; il 31 maggio, a seguito di assidue
ricerche, a carico di Liguori, il quale, all’atto dell’arresto, presentava importanti lesioni agli
arti superiori e inferiori compatibili con l’azione delittuosa e l’impatto tra l’auto e la
moto.
Liguori è stato trasportato presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di
Salerno, dove è tuttora piantonato, in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico.
Espletate le formalità di rito, Manzella è stato associato alla Casa Circondariale di Salerno
– Fuorni a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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