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Un no trasversale al trasferimento delle fonderie Pisano da Salerno al Vallo di Diano. A formularlo sono tre consiglieri regionali della commissione Aree Interne, in una lettera al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. «La scelta di delocalizzare le Fonderie Pisano dall’area di Fratte, a Salerno, al comune di Buccino, non può non essere assunta senza che prima non vi sia stata una fase di ascolto delle tante realtà che rappresentano il territorio – afferma il presidente della commissione, il pentastellato Michele Cammarano-. Non è possibile speculare su eventuali ipotesi di delocalizzazione delle Fonderie Pisano di Salerno senza tener conto delle determinazioni non mie ma della Giunta regionale sulla naturale destinazione dell’area industriale». «L’area di Buccino destinata a ospitare il nuovo stabilimento delle Fonderie Pisano è compresa nel sito d’Interesse comunitario “Fiumi Tanagro e Sele” ed è soggetta – ricorda il leghista Attilio Pierro – a vincolo paesaggistico per la fascia dei 150 metri dalle sponde del fiume Bianco. La Regione ha il dovere di informare i cittadini sulle ragioni alla base di questa scelta, che riteniamo deleteria per la salute e per l’economia rurale dell’intera area e contro la quale non smetteremo mai di batterci. La realizzazione di un’industria pesante, potenzialmente in grado di condizionare il carico ambientale di un’area insediativa a forte valenza naturalistica e completamente avulsa da una qualunque filiera locale, non è coerente con i principi di tutela ambientale e con le prescrizioni di sviluppo economico endogeno e sostenibile previste dalla Strategia Nazionale Aree Interne». «Il Territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni e delle aree contigue come quella di Buccino, ha vocazione completamente diversa da quella industriale – aggiunge Tommaso Pellegrino di Italia Viva-. Il Territorio, le Istituzioni, le Famiglie, i Giovani hanno deciso di puntare sull’agroalimentare, sul paesaggio, sulla biodiversità, inoltre ritengo giusto e doveroso che determinate scelte vengano condivise con i Territori e non imposte».

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