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RAVELLO – Ravello Festival, uno dei più antichi festival italiani dedicato alla musica. Numerose ed eccellenti orchestre si alternano sul palco di Villa Rufolo, un terrazzo naturale proteso verso il mare, che domina il golfo di Salerno. Un meraviglioso scenario che ha contribuito al successo del Festival giunto alla 67esima edizione. I giorni 17 e 18 agosto, due appuntamenti molto diversi tra di loro che vedranno protagonisti, Pierre-Laurent Aimard, fra i maggiori specialisti del pianoforte moderno e contemporaneo, e i giovani talenti dell’Orchestra Giovanile Italiana diretti da Jérémie Rhorer. Sabato 17 alle 20, Aimard sarà protagonista di una vera e propria maratona pianistica che partirà alle 9 di mattina nei Giardini di Monsignore, alle 12 presso la Chiesa di San Giovanni del Toro, alle 19, Chiesa di Santa Maria a Gradillo, per culminare a tarda sera nella Sala dei Cavalieri di Villa Rufolo alle 23, dove eseguirà, per la prima volta in Italia, l’integrale del Catalogue d’Oiseaux . Nell’opera di Olivier Messiaen, i sette libri che compongono il Catalogue d’Oiseaux rivestono un posto del tutto speciale. Composto tra il 1956 e il 1958 per la seconda moglie Yvonne Loriod (che ne eseguirà la prima nei concerti della Domaine Musical di Boulez nel 1959, rimanendo un punto di riferimento interpretativo), il ciclo rappresenta uno dei più rilevanti lavori per piano del Novecento, con la sua stratificata ambivalenza tra il descrittivo e l’astratto, nonché con l’ambizioso obiettivo di descrivere non solo il canto dell’uccello di riferimento, ma l’intero ambiente regionale francese in cui era inserito. Domenica 18 agosto alle 20, la musica ritorna sul palco Belvedere di Villa Rufolo, con il maestro francese Jérémie Rhorer  che sarà alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana. Il dialogo tra autori italiani ed europei, leitmotiv dei programmi musicali proposti dal direttore artistico Paolo Pinamonti, sarà tra Alfredo Casella e Gustav Mahler. Il compositore torinese fu il primo italiano a capire la statura di Mahler, che conobbe a Parigi nel 1909. Casella, il «nunzio apostolico della musica contemporanea italiana» (F. d’Amico), fu spesso frainteso come compositore da ammiratori e censori per le sue ‘virate’ stilistiche. La Seconda sinfonia di Casella fu eseguita a Parigi nel 1910. La sinfonia in do minore di Casella, condivide con la Seconda del venerato maestro boemo-viennese non solo il numero due e la tonalità d’impianto, ma flagranti tratti stilistici: la comparsa nel Finale di una tetra e lugubre marcia funebre e l’oscillazione fra gravità funebre e violenti ostinati ritmici, fra grandi slanci lirici, aneliti mistici (come nell’epilogo sul metafisico sostegno dell’organo) e sarcastiche crudezze. dapu

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