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Scandone, verso la rinuncia alla B

Campania
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AVELLINO. Il prossimo 29 settembre la Scandone potrebbe non prendere parte all’inizio del campionato di Serie B. La società irpina appare propensa alla rinuncia del terzo campionato italiano. L’annuncio è arrivato dopo il comunicato degli Original Fans che hanno avuto modo di incontrare Gianandrea De Cesare.  Una scelta, ormai, scontata e che dovrebbe trovare il suo punto di caduta lunedì prossimo, 2 settembre, ultimo giorno per presentare la fideiussione da 40mila euro per garantire la propria partecipazione al campionato di terza serie. Nel frattempo il comune di Avellino batte cassa nei confronti della Sidigas. L’ente di Piazza del Popolo deve avere dalla società  fornitrice del gas una cifra che ammonta a 476.893,73 euro. Dal 2014 al 2017 la società ha emesso circa 245 fatture per un totale di 214mila euro per il consumo di gas per le strutture comunali. Cifra alla quale,  per il Comune, andavano sottratti 20mila e 795 euro per interessi di mora non versati, calcolati su alcune fatture del 2014 e del 2015. La Scandone attualmente è affogata nei debiti sportivi e tributari. Da qui la decisione di passare alla liquidazione smentendo le parole da parte dell’ingegnere che aveva garantito la ripartenza della società. L’imprenditore partenopeo prima di uscire di scena dalla pallacanestro irpino è pronto a lasciare campo libero ad un’altra società che sia capace di raccogliere le ceneri della Scandone, forse in Serie B, per non spezzare quel sottile feeling tra la città e il basket. Da qui la possibilità di richiedere nuovamente una wild card per una società già avviata sul territorio. Wild card che fu chiesta e poi rifiutata dopo i dialoghi serrati tra il sindaco Gianluca Festa, Cosimo Sibilia e Claudio Mauriello. Ieri l’incontro in comune con i dipendenti sotto contratto con la società di Contrada Zoccolari. “Attendiamo una dichiarazione ufficiale da parte di De Cesare - il sindaco di Avellino, Gianluca Festa - . L’incontro avuto con i dipendenti Sidigas è servito a capire o meno se c’è la possibilità di andare avanti o no. Se c’è volontà bisogna cominciare ad un coach, in caso contrario attendiamo risposte concrete da parte della società. Sarebbe abbastanza incomprensibile, in verità, aver assistito alla partenza del calcio e non poter assistere a quella del basket, considerando che le situazione economiche dei due club sono simili tra loro». «Il nostro obiettivo è fare chiarezza - continua - Siamo giunti alla deadline del 2 settembre ed è opportuno che la società dica cosa vuole fare: sia se intendono fare basket sia se hanno deciso di farla fallire. In questo caso però se hanno preso la decisione finale dovranno motivarla senza aggrapparsi alla questione lodi. Se ci sono altre motivazioni dovranno essere spiegate alla piazza. Ripeto si è partiti nel calcio, ma non si ha la volontà nel basket dovrà essere spiegato da Mauriello e De Cesare». Il primo cittadino ha parlato della possibile wild card: “In caso di rinuncia cercheremo di preservare almeno la Serie B ad Avellino. Nel caso ovesse finire, nascerebbe qualcosa di nuovo, ma la Scandone sarebbe morta e la sua storia conclusa”.

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