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CAMIGLIATELLO SILANO (COSENZA) – Giovani imprenditori crescono, e lo fanno in Calabria. Sono Serena e Antonio Paese di Camigliatello Silano, fratello e sorella, rispettivamente 28 e 32 anni, che hanno dato vita a “Le montanine” (LEGGI LA NOTIZIA). Si tratta delle patatine in busta, il primo snack sfizioso realizzato solo ed esclusivamente con le patate silane che è già un successo.Antonio e Serena Paese sono la quinta generazione di agricoltori ma da un anno a questa parte hanno voluto dare una svolta all’azienda di famiglia, Ansepa srls, che insieme mandano avanti. «Coltivare, soprattutto in montagna, è molto difficile – racconta Antonio Paese – i costi di produzione sono raddoppiati e il ciclo produttivo dei pochi ortaggi che resistono alle basse temperature è brevissimo (da maggio a settembre). Così abbiamo provato a capire cosa potesse consentirci di vendere il prodotto per tutto l’anno: trasformarlo in un qualcosa di successo».

Antonio e Serena sono consapevoli che esistono molte aziende leader nel settore, e perciò hanno voluto rendere “Le montanine” uniche nel loro genere. «Rispetto ai nostri competitor abbiamo l’artigianalità del prodotto: la patata della Sila Igp e una miscela d’oli particolare (70 percento di semi di girasole e 30 percento extravergine d’oliva), mix che utilizziamo solo noi». Inoltre sono una delle poche aziende italiane che offre un prodotto di questo tipo senza conservanti, coloranti o additivi chimici, senza glutine e senza lattosio.

«Essendo un prodotto artigianale, e utilizzando inoltre patate che vengono coltivate una volta l’anno e mantenute nelle celle frigo e senza additivi chimici, potrebbe variare il sapore di sacchetto in sacchetto». Si può dire dunque che ogni pacchetto di Montanine è un vero e proprio pezzo unico.I fratelli Paese, produttori di patate fino a due anni fa, hanno deciso adesso di concentrarsi solo sulla trasformazione, acquistando il prodotto grezzo dal consorzio di tutela patata della Sila Igp. «Una scelta ponderata, proprio per dare la sicurezza che le patate utilizzate siano della Sila Igp».Attualmente la trasformazione del prodotto avviene in Salento, nell’unica azienda italiana che produce patatine artigianali. Un gemellaggio che da marzo cesserà perché l’azienda Paese avrà un contratto di esclusiva: «le patate della Sila per questa tipologia di prodotto verranno lavorate solo dalla nostra società – annuncia Antonio Paese – e da fine marzo 2020 tutto sarà prodotto a Camigliatello Silano, con tre unità lavorative».

Camigliatello quindi, a breve avrà la sua prima industria, grazie a “Le montanine”, un progetto che nasce nel 2015 con studi a monte per le tecniche di gestione, conservazione e preparazione del prodotto, ma anche sulle tecnologie, il marchio, la grafica, e il marketing. Da un anno le cips di montagna sono ufficialmente distribuite nei punti vendita Coop, Conad e in diverse attività commerciali regionali. Ma non mancano le trattative per l’esportazione fuori regione.Attualmente “Le montanine” esistono in due varianti, classiche e con cipolla di Tropea Igp, ma ci sono già altri gusti, con ingredienti tutti calabresi, in fase di sperimentazione. Un’anteprima: «abbiamo già creato una piccola filiera tutta nostra, con una azienda di Camigliatello Silano che sta coltivando le patate in biologico; quindi da settembre saremo noi l’unica azienda italiana ad avere patatine artigianali bio». In più con il marchio “Paese agricoltura di montagna 1946” sono in cantiere anche altri progetti.Tutto questo è frutto dell’intuizione di due giovani imprenditori che in questo percorso hanno avuto a che fare anche con qualche difficoltà.

«È difficile fare gli imprenditori in Calabria» ammette Antonio Paese. «La burocrazia è lenta, prendere parte a progetti regionali significa aspettare anni, difatti questa attività è stata avviata solo con le nostre risorse. Spero, visto che siamo alle porte delle elezioni regionali, che chi si insedi studi un sistema di controllo e di gestione dei territori, turistici, industriali e agricoli, per settori. Perché c’è bisogno di una gestione diversa tra mare e montagna, ma soprattutto per l’agricoltura servono competenze».E aggiunge: «tengo a questa regione, ho investito qui e cercherò di portare avanti la mia azienda, ma ciò che voglio realizzare è anche una rete di imprese calabresi, al fine di commercializzare meglio e far conoscere ancora di più i nostri prodotti, in Italia e all’estero».

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