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Ansaldo Breda e dipendenti Omeca
Il sindacato chiede garanzie

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La ventilata cessione di Ansaldo Breda mette in fibrillazione il personale delle Omeca di Reggio Calabria. Il segretario generale della Cisl Domenico Serranò e quello della fim-Cisl, Giuseppe Chiarolla, chiedono al presidente della provincia di attivare un tavolo ad hoc «per tutelare il know how delle maestranze, un patrimonio che non si può disperdere. Sono davvero poche – scrivono in un documento i due sindacalisti – nonostante le notevoli potenzialità, le eccellenze locali capaci di proiettare con merito sulla scena nazionale ed internazionale la punta dello Stivale. A tenere alto il «made in Reggio Calabria» spiccano, tra gli altri e non da ora, i materiali rotabili prodotti dai lavoratori che operano nel sito industriale delle Omeca di Reggio Calabria. Il «know how» in possesso delle maestranze locali, conseguito grazie all’elevato grado di competenza, capacità, professionalità ed abnegazione, ha permesso – fanno rilevare - di realizzare ottime performance, contribuendo così a conferire al sito industriale di Torre Lupo particolari e specifici tratti distintivi. I cieli reggini, tuttavia, - avvertono – non sono tersi. All’orizzonte, infatti, si stagliano nubi, a causa di ipotesi di cessione del gruppo Ansaldo Breda suffragate peraltro dalla recentissima visita al sito di Torre Lupo di esponenti nipponici, in ordine alle quali, comunque, la segreteria nazionale della Fim – Cisl ha chiesto al Governo nazionale la convocazione immediata di un tavolo che entri nel merito del Piano cessioni di Finmeccanica». La composizione del futuro assetto azionario di Ansaldo Breda (controllata da Finmeccanica), secondo la Cisl, «soprattutto nel caso in cui la maggioranza delle azioni non dovesse essere più italiana, crea non poche inquietudini alle maestranze locali ed alle loro famiglie, stante molteplici esempi negativi registrati a diverse latitudini (la chiusura di un noto stabilimento locale di bevande docet)». Per fugare ogni dubbio e per scongiurare eventuali scenari negativi, «il cui impatto – scrivono i due sindacalisti – con la realtà locale sarebbe devastante in quanto il settore metalmeccanico in loco registra il deserto mentre altrove la diversificazione della committenza è fattibile» la Cisl chiede al presidente della provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, competente in materia di lavoro, «di attivare un tavolo ad hoc che monitori la delicata vicenda, provvedendo nel contempo a formulare e coordinare iniziative». 

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