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Bancarotta di Reggio, "doping amministrativo"
sull'asse tra Calabria ed Emilia Romagna

Calabria

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REGGIO CALABRIA, 10 LUG - Portavano alla decozione rilevanti società operanti su scala nazionale ed europea nel settore dell’autotrasporto, conservando il controllo degli asset aziendali grazie a vorticose ed illecite operazioni di successioni societarie e con una tenuta delle scritture e dei libri contabili tale da non rendere possibile la ricostruzione delle reali dinamiche d’impresa, garantendo di fatto un’illecita continuità aziendale. E’ questa l’accusa contestata dalla Procura di Reggio Calabria a cinque persone sottoposte a fermo stamani dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria che hanno anche sequestrato beni per 25 milioni.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho e diretta dal procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e dal pm Stefano Musolino, ha preso il via dal fallimento di quattro società, tutte con sede legale a Reggio: Centrans (da cui prende il nome l’operazione), Emanuela Trasporti, Centrans Logistic e Autotrasporti Priula. Dalle indagini è emerso che dalle società condotte in decozione sono state realizzate altre società, la Eredi Favaretto Mario (fallita), la Fremvi trasporti (interessata da procedura fallimentare), la Stl Scopelliti Trasporti logistica e la Vapi. In tal modo gli indagati si garantivano, di fatto, un’illecita continuità aziendale grazie alle società con sede a Reggio Calabria, tutte collegate. Per far ciò gli indagati hanno portato a termine una serie di vendite e locazioni fittizie di beni strumentali e cessioni mezzi in leasing, con lo scopo di impedire ai terzi qualunque azione creditizia e di sottrarre il patrimonio aziendale alla massa fallimentare. Inoltre, secondo l'accusa, sono stati alterati i bilanci attraverso quello che è stato definito un vero e proprio “doping amministrativo” ed è stato trasferito a Parma il centro di interessi degli indagati per ostacolare gli accertamenti.
I fermati sono Antonino Cento, di 71 anni, Angela Priolo (55), Giuseppe Suraci (47), Giuseppe Bellantone (61), bloccati tutti a Parma, e Giuseppe D’Ordo (56).
Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sequestrato tre società, la Fremvi, la Stl Scopelliti e la Vapi, oltre a immobili nei confronti della Centras e della Riviera Immobiliare. Tra gli indagati figurano Rocco Musolino (86), noto imprenditore legnario dell’Aspromonte conosciuto come il “re della montagna”, Salvatore Mantella (59), presidente del Cda della Mantella Veicoli Industriali Spa, concessionaria Iveco per la Calabria, che avrebbe garantito la continuità delle forniture e delle relazioni commerciali per le imprese riferibili al gruppo, Alessandro Suraci (24), Francesco Cento (36), Vincenzo Cento (30), Emanuela Francesca Cento (34), Pietro Scopelliti (53), attualmente detenuto con l’accusa di favoreggiamento della latitanza del boss della 'ndrangheta Antonio Pelle, alias ''Gambazza”, Giuseppe Pangallo (50) e Caterina D’Agostino (41).
Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari e tributari

REGGIO CALABRIA - Portavano all'insolvenza rilevanti società operanti su scala nazionale ed europea nel settore dell’autotrasporto, conservando il controllo degli asset aziendali grazie a vorticose ed illecite operazioni di successioni societarie e con una tenuta delle scritture e dei libri contabili tale da non rendere possibile la ricostruzione delle reali dinamiche d’impresa, garantendo di fatto un’illecita continuità aziendale. E’ questa l’accusa contestata dalla Procura di Reggio Calabria a cinque persone sottoposte a fermo stamani dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria che hanno anche sequestrato beni per 25 milioni.

IL LEASING PER DISTOGLIERE MEZZI - L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho e diretta dal procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza e dal pm Stefano Musolino, ha preso il via dal fallimento di quattro società, tutte con sede legale a Reggio: Centrans (da cui prende il nome l’operazione), Emanuela Trasporti, Centrans Logistic e Autotrasporti Priula. Dalle indagini è emerso che dalle società condotte in decozione sono state realizzate altre società, la Eredi Favaretto Mario (fallita), la Fremvi trasporti (interessata da procedura fallimentare), la Stl Scopelliti Trasporti logistica e la Vapi. In tal modo gli indagati si garantivano, di fatto, un’illecita continuità aziendale grazie alle società con sede a Reggio Calabria, tutte collegate. Per far ciò gli indagati hanno portato a termine una serie di vendite e locazioni fittizie di beni strumentali e cessioni mezzi in leasing, con lo scopo di impedire ai terzi qualunque azione creditizia e di sottrarre il patrimonio aziendale alla massa fallimentare. 

Inoltre, secondo l'accusa, sono stati alterati i bilanci attraverso quello che è stato definito un vero e proprio “doping amministrativo” ed è stato trasferito a Parma il centro di interessi degli indagati per ostacolare gli accertamenti. I fermati sono Antonino Cento, di 71 anni, Angela Priolo (55), Giuseppe Suraci (47), Giuseppe Bellantone (61), bloccati tutti a Parma, e Giuseppe D’Ordo (56).Nel corso dell’operazione, i finanzieri hanno sequestrato tre società, la Fremvi, la Stl Scopelliti e la Vapi, oltre a immobili nei confronti della Centras e della Riviera Immobiliare.

LE PERSONE COINVOLTE - Tra gli indagati figurano Rocco Musolino (86), noto imprenditore legnario dell’Aspromonte conosciuto come il “re della montagna”, Salvatore Mantella (59), presidente del Cda della Mantella Veicoli Industriali Spa, concessionaria Iveco per la Calabria, che avrebbe garantito la continuità delle forniture e delle relazioni commerciali per le imprese riferibili al gruppo, Alessandro Suraci (24), Francesco Cento (36), Vincenzo Cento (30), Emanuela Francesca Cento (34), Pietro Scopelliti (53), attualmente detenuto con l’accusa di favoreggiamento della latitanza del boss della 'ndrangheta Antonio Pelle, alias ''Gambazza”, Giuseppe Pangallo (50) e Caterina D’Agostino (41).Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fallimentari e tributari

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