Salta al contenuto principale

Matera non è Smart City?
Tragni: «Non è vero, siamo più avanti di altri»

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 54 secondi

 

MATERA - «La nostra città non è all’era della pietra; per molti versi, anzi, è più avanti di  molti altri».

L’ex assessore comunale all’Innovazione Giuseppe Tragni commenta i dati del ranking stilato da “Smart index 2014 che pone la città dei Sassi all’ultimo posto in quanto ad innovazione tecnologica.

«I parametri valutati, secondo ciò che viene percepito in rete, che mi ricordano la classifica che ha posto la città tra  più tristi d’Italia. Matera in quanto ad innovazione ha un lavoro egregio in atto, recuperando un po’ di tempo perso».

Molti degli aspetti analizzati dalla ricerca, spiega Tragni, sono facilmente confutabili: «E’ stato fatto il bando per manutenzione e adeguamento del sito internet del Comune e tra poco conosceremo il nome del vincitore.

In quanto all’innovazione, abbiamo attivato il Suap (lo sportello unico per le imprese) e anche il Sude (Sportello per l’edilizia).

In questo modo miglioriamo, proprio nel vero senso delal parola smart, la qualità della vita dei cittadini che così possono accedere alle informazioni necessarie, limitando il ricorso alla burocrazia.

In questo modo abbiamo garantito anche maggiore trasparenza; i cittadini potranno verificare lo stato della pratica in tempo reale, se è stata rigettata o istruita, chi se ne sta occupando».

Tragni è un fiume in piena mentre aggiunge: «Abbiano attivato, e sarà attivo a breve,  un portale digitale con la Regione per certificare alcuni documenti.

 Si tratta di un passaggio fondamentale anche per tutti coloro che  vogliono comunicare con noi, che potranno usare una porta certificata ».

E sulle ulteriori applicazioni tecnologiche, Tragni prosegue: «Grazie all’open data,  per i cittadini è possibile ottenere dati della pubblica amministrazione che sono a disposizione dei materani che devono e possono creare degli hashtag.

C’è poi un altro aspetto su cui puntiamo molto e per il quale l’Italia ci apprezza: c’è richiesta dai cittadini, l’abbiamo accolta e loro la stanno riutilizzando; un esempio sono le chiese rupestri tutte già catalogate. Con gli Open data Lecce partirà fra poco, noi lo facciamo già da settembre dello scorso anno.

Non capisco, a questo punto, in cosa la nostra città è in ritardo.

Le città vengono definite  smart,  anche per i livelli di inquinamento e di trasporti urbani e noi, in questo senso abbiamo  concluso l’appalto con la nuova società che ha garantito un risparmio del consumo di Co2.

Sui temi energetici, ci sarà presto un confronto con i cittadini per il risparmio all’interno della città».

E sulla mobilità Tragni aggiunge orgoglioso: «In queste ore si sta provvedendo all’individuazione dei luoghi per  l’installazione delle colonnine per il rifornimento delle auto elettriche».

C’è da lavorare, è vero - prosegue Tragni - ma da qui a dire che siamo ultimi, mi sembra esagerato» e elenca i premi ottenuti.

«In partnership con Ferrara abbiamo promosso un bando per lo studio dei Sassi che ci è valso un riconoscimento. Un premio  lo abbiamo vinto con gli Opengeodata e con Matera città pulita, il primo a febbraio e l’altro a settembre dello scorso anno».

a.ciervo@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?