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Rifugiati, da Taranto a Lavello
Saranno trasferiti altre 25 persone

Basilicata

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POTENZA - Bisogna fare distinzione tra migranti che chiedono asilo politico, e dunque rifugiati, e migranti lavoratori stagionali, che non hanno chiesto asilo politico ma vengono in Basilicata soltanto per guadagnare qualcosa vendendo la vita per un caporale o un proprietario agricolo che preferisce assumere in nero a costi nettamente inferiori rispetto ad operai regolarmente assunti.

Dunque mentre i circa 200 lavoratori di Boreano anche quest’anno saranno sostenuti dalla campagna di raccolta della Caritas per i rifugiati, grazie ai finanziamenti europei, la Provincia di Potenza ha fatto partire quel criticato progetto da un milione e 800mila euro che poco ha convinto i volontari e le associazioni che annualmente si ritrovano nelle campagne di Boreano.

Ma la presenza dei migranti in basilicata, siano essi rifugiati o lavoratori stagionali, crea comunque le solite divisioni, spesso acuite da determinati colori politici. L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda l’arrivo a Lavello di 25 rifugiati sbarcati pochi giorni fa sulle coste di Taranto. A deciderlo è stata la prefettura di Potenza che, dopo aver raccolto la disponibilità del sindaco di Lavello, ha disposto il trasferimento dei migranti seguendo il protocollo nazionale di riparto dei rifugiati in arrivo in Italia. Dunque a partire da ieri Lavello, più precisamente nella località Gaudiano, ospiterà i  25 rifugiati. Ad assisterli invece sarà la Croce Rossa di Potenza mentre a gestire l’intero progetto di accoglienza sarà la stessa prefettura.

È una realtà estremamente diversa dai lavoratori stagionali di Boreano, ma non è detto che molti di loro nei prossimi anni non possano diventare raccoglitori del famoso oro rosso. Sono persone che hanno attraversato il mare fuggendo da oppressioni e miseria e che adesso saranno ospitati a Gaudiano.

Ma la destra cittadina è già sull’attenti. Sul suo profilo facebook il consigliere di opposizione Antonio Catarinella si sfoga in questo modo: «Dopo aver visto, dopo decenni, nel giorno della Pasquetta, le strade di Gaudiano piene di bambini, donne e uomini della nostra Lavello, e non solo, le chiediamo, signor Sindaco, se è cosa buona e giusta fare arrivare extracomunitari, provenienti dagli ultimi sbarchi in Italia, nella nostra Gaudiano.

Con tutto il nostro profondo e totale rispetto per tali esseri umani, crediamo che non sia giusto svendere il nostro territorio e procurare ansie e preoccupazioni ai cittadini che già tanti problemi hanno. E soprattutto non tolleriamo il pensiero e il pericolo di far diventare Gaudiano un ghetto. Noi dissentiamo profondamente.

Invece di affannarsi a dimostrare la sua appartenenza e compiacere la sinistra estrema, si preoccupi, Sindaco, di essere attento ai cittadini di Lavello e di Gaudiano, e faccia si che i servizi funzioni per tutti quelli che oggi già abitano qui e pagano le tasse.

Inoltre battiamoci tutti, affinché, in questo periodo di profonda crisi, tornino i nostri cittadini a popolare le campagne e a trovare un dignitoso lavoro in modo da soddisfare i bisogni delle loro famiglie.

Ci auguriamo che ci ripensi e che inizi sopratutto a pensare a pulire Lavello, che è diventata indecente e sporca, così come degli onesti e zelanti cittadini hanno pulito in modo eccellente Gaudiano».

Come se la decisione del Prefetto, per quanto preveda una diaria di 30 euro al giorno per chi ospiterà i migranti, possa essere veramente una questione nata per compiacere la «sinistra estrema», come se l’accoglienza e il rispetto delle più basilari norme possa essere una pura questione politica.

Ma tant’è che c’è una parte di Lavello che sta progettando la “rivolta” contro questa decisione.

Ma se l’accoglienza è un principio sacrosanto, perché proprio lì vicino ogni anno si replica la cosiddetta “coscienza sporca” della Basilicata?

v.panettieri@luedi.it

 

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