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Ecco la sfida del 2019
in nove mosse

Basilicata

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6 minuti 49 secondi

 

SANITA’

FUTURO REMOTO

«MATERA diventerà un laboratorio attraverso il quale i cittadini europei potranno riconsiderare il valore di ciò che è andato perduto e di ciò che si è guadagnato». L’esperienza richiamata nel Dossier  vuol recuperare valori come il buio, il silenzio, il silenzio, la solitudine e la lontananza. Pratiche antichissime  e modelli di vita fruibili, possono essere capaci di influenzare le idee di cultura e sviluppo dei prossimi decenni.

«Il tema futuro remoto rappresenta - si legge ancora nel Dossier una riflessione sul nostro rapporto millenario con lo spazio e le stelle che, ripercorrendo i passi di uno dei residenti più illustri della regione, Pitagora, esplora l’antica bellezza universale della matematica; al tempo stesso analizzeremo le infinite possibilità dei futuri remoti, contemplando  città volanti  e ambientando in luoghi di suggestione spirituale come le chiese rupestri o  cosmologica come il Centro di Geodesia spaziale e concerti sperimentali.

AMBASCIATORI DIGITALI

Un vero e proprio scambio fra culture e territori affidato agli intellettuali dei reciproci Paesi.

«Nelle 27 città che lavoreranno con noi a discutere le Nuove narrative dell’Europa  -  spiegano dal Comitato sul Dossier  - selezioneremo  27  giovani intellettuali che verranno periodicamente a Matera a raccontarci il loro territorio e lavoreranno con le scuole locali, abitando in famiglie materane che si offriranno attraverso un bando aperto. Inoltre una connessione forte fra la città e la regione e il resto d’Europa verrà assicurata dal profondo coinvolgimento delle comunità di emigrati lucani presenti in tutto il continente e molto desiderosi di offrire momenti di scambio tra le tradizioni locali e quelli del paese di origine.

I progetti del programma - proseguono -  intendono sempre rivolgersi agli specialisti e agli appassionati, ma anche e soprattutto a un pubblico ampio e generalizzato»

THE TOMORROW

Matera 2019 ha stretto un partenariato a lungo termine con The Tomorrow , una nuova iniziativa mediatica digitale espressamente concepita come piattaforma di discussione sul futuro della cultura in Europa. The Tomorrow come parte del percorso New Narratives for Europe,  è una piattaforma comune per la condivisione di idee, prospettive e relazioni, che darà risalto a iniziative, eventi e dibattiti sviluppatisi sulla scena intellettuale e geografica europea. “The Tomorrow” collega una vasta rete di intellettuali, artisti, scienziati e ricercatori con un duplice obiettivo: creare un pubblico scambio di email  - una Repubblica delle Lettere contemporanea - e un calendario degli eventi culturali più interessanti organizzati nella città policentrica europea. Ogni anno, dal 2015 al 2018, Matera  inviterà nove città di nove paesi europei ad ospitare una serie di dibattiti dal vivo e online riguardo al futuro della cultura in Europa.


LAVORO

PIATTAFORMA CULTURALE

Fra cultura e progettazione, nel testo della candidatura si sottolineano  alcuni elementi fondamentali legati alla cooperazione, pilastro del dossier 2019.

«Matera intende essere la piattaforma fisica e progettuale che rafforza le cooperazioni culturali del Sud Italia con il resto dell’Europa - si legge infatti.

Sguardo puntato all’esterno e all’Europa per progettare e il futuro e il ruolo della città in un contesto che no n trascuri nessun rapporto con territori e culture di altri Paesi.

«Le relazioni con gli operatori culturali del territorio di candidatura, già avviate tra il 2012 e il 2013, verranno incrementate in modo significativo negli anni di preparazione del programma culturale. La metodologia del programma culturale prevede, infatti, che ciascuno dei 15 progetti flagship abbia sempre un triplice livello di coinvolgimento e di co-progettazione: il territorio locale, il Sud Italia e l’Europa.

CITTADINANZA CULTURALE

Una sfida, quella per il 2019 che deve e può coinvolgere ogni singolo abitante della città nell’ambito di una concezione complessiva. «Da un lato - si legge nel Dossier -  l’idea che arte, cultura ed espressione creativa sono una parte essenziale della vita quotidiana dei cittadini, non più separate dalle attività di tutti i giorni; dall’altro, che il programma sia il frutto collettivo dell’ingegno degli abitanti. Ecco perché le istituzioni culturali non saranno le sole a essere attivate: dalla Matera moderna ai Sassi, dai musei ai panifici locali, ai centri di comunità, e persino alle abitazioni, tutti saranno chiamati a prendere parte a quest’ondata di attività vitale che si propagherà nelle strade e nelle cave della Murgia. Valori marginali e dimenticati quali la lentezza, il silenzio e la frugalità sono al centro della nostra candidatura. Abbiamo scelto di investire in piattaforme per lo sviluppo di competenze, quali l’Open Design School».

CROWFUNDING

Come ormai accade abitualmente il sistema di raccolta fondi sarà quello pubblico, sviluppato attraverso il crow founding.

Nel caso della Fondazione, lo strumento da adottare partirà innanzitutto « Tra i lucani nel mondo,  una rete di milioni di persone sparse in tutti i continenti, cui sarà dedicata fin da subito una particolare attenzione. Basterà un euro per ogni lucano residente all’estero per generare entrate significative a favore del programma di Matera 2019.». nel programma inoltre è prevista anche la progettazione di una “lotteria nazionale».

Insieme a questi aspetti, verrà anche sviluppato quello più strettamente commerciale.

«Altre esperienze hanno inoltre mostrato che il merchandising – una volta selezionati con attenzione i partner responsabili della creazione e delle forme di distribuzione – potrà rappresentare una fonte supplementare di entrate.


AMBIENTE

INTER/LOCALE

Tutti e nessuno, uno e centomila. E’ questo lo spirito che caratterizza la logica inter/locale descritta nel testo di accompagnamento alla candidatura a capitale europea della cultura. «Come riuscire a mantenere salde radici a livello locale e contemporaneamente promuovere una libera condivisione in un contesto globale, proteggere una dimensione locale pur dimostrando una vocazione internazionale. E'  questa la visione europea che Matera coltiva e alla quale aspira. Realizzeremo - si legge ancora - piattaforme di co-creazione che coinvolgano cittadini e visitatori, tra cui “La più bella delle vergogne 2016-2019”, in cui artisti performativi di spicco sulla scena europea presenteranno i loro lavori nei luoghi più simbolici della città, in diretta collaborazione con le organizzazioni locali che operano in ambito civile, sportivo e artistico». La filosofia ‘ quella id coinvolgere anche scuole e altre realt' in un percorso comune.

WEB COMMUNITY

Il ruolo degli strumenti “social” non è mai stato marginale, inteso come strumento, ma piuttosto come veicolo fondamentale, come conferma il Dossier: «Matera è stata la prima a lanciare il web team: un gruppo di volontari ha prestato del tempo alla organizzazione e gestione dello spazio web della candidatura di Matera 2019. Una idea vincente, fondamentale ai fini del passaggio in shortlist, e che in tempi successivi è stata ripresa da altre città candidate.

Attraverso la web community Matera 2019 sono stati proposti e realizzati progetti interamente partecipati dai cittadini. Alcuni di questi hanno portato la città all’attenzione di contesti nazionali ed europei: la mappatura in formato aperto di Matera, cui seguirà in ottobre 2014 il raduno nazionale degli Open Street Mappers italiani, il portale Open data del Comune  che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, i Coderdojo  in cui insegnare ai bambini la programmazione open source.

CHANGE MAKERS

La visione di una città può cambiare attraverso menti che sappiano valorizzare territori e potenzialità.

«Il programma prevede l’identificazione e la crescita di circa 25 produttori culturali emergenti, particolarmente legati alla regione, ai quali saranno proposti stage e collaborazioni con organizzazioni europee, e che in seguito costituiranno il nucleo del team che realizzerà i progetti di Matera 2019 nelle sue fasi finali.

Per formare questi project manager, lavoreremo insieme all’Universitá della Basilicata e a organizzazioni come la E uropean Cultural Foundation (per esempio, attraverso la rete Tandem)».

Il processo formativo integrerà competenze con altre discipline. Il turismo culturale e accessibile, l’urbanistica, lo sviluppo economico locale, e il collegamento tra cultura e politiche sociali.

 

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