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La pioggia e le sorprese
di una giornata particolare

Basilicata

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«SE mi vedesse Antonio Andrisani...». E’ questo il pensiero che mi è balenato quando, all’altezza del museo Ridola, la pioggia ha sorpreso i tre commissari europei diretti agli ipogei del Palombaro. Non c’è niente da fare: le cose più improbabili accadono nelle occasioni speciali, come più che speciale è stata la giornata di ieri per Matera. Capita così che un inatteso acquazzone faccia saltare protocollo e “ruoli”: ognuno cerca riparo come può e chi, previdente, si è premunito di ombrello non esita a condividerlo con chi ne è sprovvisto. Il mio salvatore? No, questa volta il sindaco Adduce non c’entra. A offrirmi riparo sotto il suo ombrello (incredibile ma vero) è uno dei membri della commissione europea. “La pluva è la pluva”, commenta, rivolgendosi a me Jordi Pardo. San Pardo, mi verrebbe da dire, in ossequio al generoso commissario spagnolo e a uno dei rioni di Matera che, per una strana coincidenza, ha lo stesso nome. La mutazione da cronista a “infiltrata” è compiuta. Una scena da corto di Andrisani, appunto: da una parte il direttore del comitato Matera 2019 Paolo Verri impegnato a illustrare il percorso all’altro commissario Dalla Sega, dall’altra scortata da Pardo la sottoscritta. Ma, in ossequio alle “istruzioni” ricevute prima della visita della giuria, non ho approfittato oltre della disponibilità del senor Pardo: nessuna domanda sulle impressioni rispetto a Matera e all’accoglienza ricevuta. Tanto, confusi tra la folla di piazza Pascoli, qualche commento compiaciuto che i tre “inviati speciali” si sono fugacemente scambiati sul pranzo in famiglia, appena consumato, lo si era già carpito. Come non c’è stato bidi fare domande all’arrivo in piazza Pascolo del fragoroso e travolgente corteo dei “camminatori”, giunti insieme ai “Rumit”, gli uomini-albero di Satriano di Lucania. Lo stupore stampato sui volti dei giurati è stato più eloquente di qualsiasi altro commento. E altrettanto divertiti e pronti a lasciarsi coinvolgere dai laboratori creativi, animati da bambini e associazioni all’interno dell’ex ospedale San Rocco, in piazza San Giovanni. Se alla commissaria estone è toccato sottoporsi al test per farsi promuovere “abitante culturale”, compresa la pronuncia del proprio nome con la lingua tra i denti, Sylvian Pasqua ha offerto il suo particolare punto di vista sull’incontro, raccontandolo attraverso il casco con telecamera del Lucania film festival. Alle prese tra gomitoli e fili di lana colorati, il mio “amico” Pardo. La pioggia ci ha provato, insomma, ma proprio non ci è riuscita a rovinare la festa di Matera.

m.agata@luedi.it

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