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Matera Capitale, la parola ai 10 pionieri
da cui è partita l’associazione

Basilicata

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PEPPE PENTASUGLIA
PIÙ PROGETTUALITÀ DIFFUSA

IL processo che ha portato al successo della candidatura ha avuto due grandi e determinanti pregi: (1) garantire una adesione diffusa e capillare, ottenuta anche attraverso un grande dispiegamento di mezzi di comunicazione; (2) determinare una chiara leadership del processo stesso. Il risvolto della medaglia è stato quello di un basso livello di coinvolgimento sul piano dell’elaborazione delle strategie e del programma culturale. Ritengo che in questo momento, senza compromettere l’efficacia del processo futuro che ci attende, debba crescere la capacità di accogliere non solo la partecipazione popolare diffusa, ma anche la progettualità ed il portato di riflessione e azione delle realtà operanti nel nostro territorio, in particolare di quelle identificabili come “comunità nella comunità” - l’Università, ma anche per esempio la Comunità ecclesiale; queste, in un’ottica di sussidiarietà, possono senz’altro portare valore al processo in termini di capacità di analisi, progettazione, coinvolgimento diffuso e comunitario dei cittadini lucani.

ALESSANDRO DRAGONE
SCENARI STRAORDINARI

LA designazione di Matera Capitale della cultura 2019 offre scenari ed occasioni di straordinaria crescita.
Adesso bisogna lavorare per essere esempi di un cambiamento che coinvolga tutto il territorio di cui Matera è espressione emblematica.
Ci aspetta una fase operativa in cui tradurre gli scenari di visione programmatica della candidatura in azioni concrete di intelligente trasformazione, dove il nostro portato culturale, tramandato con il susseguirsi generazionale, ha sedimentato in questo luogo una forza culturale di straordinaria plasticità.
Questa eredità di cui noi siamo i continuatori, deve tradursi in azioni di interazione multidisciplinare dove ognuno di noi è membro effettivo di tale processo comunitario.
Bisogna sentirsi ed essere progettisti di modelli di valorizzazione e gestione del territorio innescando modelli inclusivi più che competitivi.

GIANLEO IOSCA
PROVA DI COESIONE SOCIALE

Matera Capitale Europea della Cultura 2019. Un grande traguardo e un grande risultato di tutta la comunità ma soprattutto di quel tessuto sociale che è stato capace di aggregarsi, di fare rete e di sognare nel tentativo di immaginare un futuro migliore per la nostra terra. E questo substrato di associazioni variegate e numerose che caratterizza la città di Matera, come tutta la regione Basilicata, è stato uno dei protagonisti principali di questa esperienza che nasce nel 2008 con l'associazione Matera 2019 e si conclude il 07 ottobre 2014 al Borgo La Martella con tutte le associazioni di volontariato della Regione che si danno appuntamento per raggiungere "a piedi" Matera città e incontrare i Commissari in visita ufficiale. Crediamo che questa esperienza abbia dato prova di una grande coesione sociale, civile e culturale che il popolo materano e lucano ha saputo dare e crediamo che il cammino verso il 2019 vedrà l'associazionismo e il volontariato ancora protagonisti per la crescita e lo sviluppo delle nostre comunità.

MARIA ROSARIA SALVATORE
E’ IL TEMPO DELL’ORGOGLIO

AI più non è ancora ben chiaro cosa significhi aver ricevuto la nomina di Capitale Europea della Cultura 2019 e sono ancora in molti a credere di non meritarla, ma dal 17 ottobre scorso qualcosa è cambiato nello spirito dei materani: la vergogna, il pessimismo e il disfattismo stanno lasciando il posto all’entusiasmo, all’orgoglio e alla voglia di “esserci”. E’ possibile credere ad un cambio di tendenza così radicale?
Si! E’ lo stesso “effetto suggestione” che ha condizionato “negativamente” gli ultimi cinquant’anni della nostra storia e che ora cambia segno: da Vergogna Nazionale a Capitale Europea della Cultura; da un territorio che chiede ad un territorio che offre; ma soprattutto, da cittadini “spettatori” a cittadini “attori”: un riconoscimento che restituisce dignità e rispettabilità e aumenta la motivazione ad agire. Questo è il vero motore dell’entusiasmo degli ultimi giorni e il vero traguardo verso cui tendere... oltre il 2019.

GIUSEPPE LOSIGNORE
CI ABBIAMO SEMPRE CREDUTO

UN minuto dopo aver dato vita all'associazione Matera 2019, iniziai a parlarne con amici, colleghi, registi emergenti e affermati di tutto il mondo tra Cina, Brasile, Qatar, Emirati; per loro si era creato nel corso degli anni un interesse unico, incredibile, un'aspettativa che non capivo riguardo a Matera. Molte di queste persone, conosciute per lavoro in giro per il mondo hanno effettivamente raggiunto Matera. La cosa straordinaria è stata che dopo averla vista tutti mi dicevano: sarete la capitale europea della cultura. Mi dicevano una cosa che molti dei miei concittadini non credevano. Abbiamo creduto in questo progetto come se fossimo cittadini del mondo, guardando la nostra città come i turisti che si recano per visitarla, un po’ come i miei colleghi, con un punto di vista diverso, libero da pregiudizi culturali, di sistema e questo è stato il risultato, “abbiamo vinto” non solo nel confronto con le altre città candidate, ma soprattutto abbiamo vinto la battaglia più difficile, quella con chi non sa sognare per la propria città.

ANTONIO BISCAGLIA
COSÌ RESTIAMO A CASA

IL traguardo raggiunto da Matera deve rappresentare soprattutto per noi giovani una ulteriore conferma alla nostra utopica volontà di restare nel nostro territorio e investire per il futuro facendo leva sulle nostre capacità e sulla collettiva consapevolezza ritrovata di essere in una città fantastica con una storia ancestrale.
L'impresa culturale del 2019 potrà rappresentare una reale opportunità di crescita professionale, in grado di dare la serenità per realizzare i nostri sogni ma, se vogliamo trarre insegnamento dalla nostra storia, questo virtuosismo culturale sarà possibile solo se agiremo con passione e orgoglio per la nostra identità.

GIOVANNI POMPEO
DA CADMOS A OPEN FUTURE

DA Cadmos a Open Future, pur nella consapevolezza di genesi indipendenti l’uno dall’altra, il passo è stato, oserei dire, “naturale”: il format presentato a suo tempo dall’Associazione Matera2019 denominato Cadmos, “Matera 2010-2018: la città delle culture europee - Conoscere l’Europa e farsi conoscere dall’Europa” infatti ha previsto (e realizzato per il primo anno) il coinvolgimento diretto della Ecoc dell’anno in corso in maniera duplice: con ospitalità e residenza di artisti di Istanbul a Matera e con la performance di nostri artisti ad Istanbul. Open future delinea un percorso ideale (e reale) di ancora più completa apertura all’Europa, al mondo, al futuro. L’opportunità che non vorrei in alcun modo che Matera (e la Basilicata) si facessero sfuggire? Il momento è, al di là di ogni retorica, storico ed irripetibile: penso ad un grande progetto, che rispettando le linee guida del dossier di candidatura porti crescita civile ed occupazione stabile, avendo un chiaro ed attuabile piano di sostenibilità per almeno 10 anni. Si può e si deve fare.

FRANCESCO PORPORA
«UNA DATA STORICA»

“MATERA è la Capitale Europea della Cultura per l’anno 2019!”. Questa voce riecheggia ancora, insieme alle urla di incontenibile gioia, da piazza san Giovanni in quel fatidico venerdì 17 ottobre 2014. Quella che, nel dire comune, sarebbe stata una giornata nefasta, è stata per Matera, invece, una data storica. Ha detto giusto Sergio Ragone, giornalista e blogger del Huffingtonpost.it, paragonando l’emozione vissuta dalla gente a quella dei goals che regalarono all’Italia la Coppa del Mondo di Calcio del 2006. E il paragone con le vittorie sportive non è azzardato, dato che la comunità vive da quel giorno questo successo con un orgoglio che forse ha provato poche volte. E questo senso di soddisfazione pervade la gente e si percepisce tangibilmente ascoltando i commenti per le strade, le conversazioni, osservando la fierezza con cui ci si veste dei simboli di Matera Capitale, e anche nella capacità di aver contagiato chi di Matera non è, italiani e stranieri che siano, e anche di aver coinvolto coloro che inizialmente, quando l’avventura cominciò, nell’estate dell’ormai lontano 2008, erano scettici e che poi sono diventati prima increduli, poi fiduciosi ed infine felici per questo grandioso risultato.

VITO EPIFANIA VICEPRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
«DOBBIAMO ALZARE ANCORA L’ASTICELLA DELLE AMBIZIONI»

VITO Epifania è stato uno dei primi a far muovere il processo creato dall’Associazione Matera 2019 in un temo non sospetto e nel momento in cui ancora dell’idea di arrivare a questa candidatura non si aveva una prospettiva ben chiara. Anche se all’interno dell’associazione quella prospettiva c’era.
«Sin dalle origini l’Associazione Matera2019 si è data come obiettivo quello di promuovere e “spiegare” la candidatura della città di Matera a Capitale europea della cultura in modo che essa potesse rappresentare un processo condiviso, dal basso e, indipendentemente dal risultato finale, una occasione di progresso per il territorio e i suoi abitanti». Un risultato principale quello di cui parla Vito Epifania che oggi può dirsi realmente raggiunto.
«Avere raggiunto l'obiettivo ha chiuso una fase e ne ha aperta un'altra con l’Associazione impegnata quale facilitatore e aggregatore di esperienze, passioni e competenze: per essere accanto ai cittadini e sostenerli come consapevoli protagonisti dei processi di rigenerazione e di cambiamento in atto, custodi di memoria e di identità e allo stesso tempo costruttori di futuro e, infine, garanti dei requisiti di legalità, trasparenza e buona gestione al servizio della comunità. Non è ora di tracciare confini, né di trovare una qualche forma di appagamento per il riconoscimento ottenuto, anzi: proprio per ciò che si deve a questo territorio, a questi cittadini, è quanto mai necessario alzare ancora l’asticella delle ambizioni e proseguire in maniera ancora più convinta in quella spinta dal basso che vuole ottenere “anche” e soprattutto proprio ciò che essere Capitale europea della Cultura forse non può di per sé dare, ma che certamente costituisce l’occasione storica, la spinta emotiva e la responsabilità politica, economica, culturale per realizzare.

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