Salta al contenuto principale

Francesco Salvatore
«Ora un patto per la città con le opere prioritarie»

Basilicata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
2 minuti 14 secondi

8 luglio 2008. E’ questa la data fatidica in cui è nata l’Associazione Matera 2019. «Abbiamo immaginato un obiettivo a lungo termine, ragionavamo sul futuro e pensavamo ad uno sviluppo europeo che guardasse ai mercati emergenti e non violentasse la città, il programma ideale per andare nella direzione di turismo e cultura era questo dell’Ecoc, la capitale europea della cultura». Francesco Salvatore racconta la genesi di un’avventura che ha raggiunto il suo traguardo più importante ma che ha ancora tanta strada da fare.
«Matera è Capitale Europea della Cultura ed il premio più bello sino ad oggi ricevuto è stata un ringraziamento di una delle tante mamme che in questi giorni ci fermano per strada, che ci ha detto: “stavamo ancora esultando davanti alla tv quando mia figlia di 12 anni mi ha detto: mamma ora non dovremo più andare via dalla nostra città, potrai lavorare qui!”
Se essersi dannati l’anima per sei lunghi significa questo, allora viva Matera, viva la Capitale Europea della Cultura ma soprattutto viva i materani». Parole che spiegano il senso di un risultato.
Ma con Salvatore diamo un occhio anche davanti: «c’era diffidenza di fronte al nostro progetto, ci eravamo rivolti ad un istituto di credito ci aveva chiesto quanti soldi volevamo. Sono rimasti increduli ad ascoltare che non volevano soldi ma solo progetti».
Il futuro va verso le elezioni Amministrative con Matera 2019 direttamente nel mezzo che rischia di essere l’oggetto della contesa politica: «io mi auguro che ci sia il coraggio di fare un patto per la città e convergere tutti su scelte principali, su priorità da indicare per la città. Ora dobbiamo decidere e generare forza contrattuale e mettere a cantiere opere ben individuate». E sulla gestione futura dei progetti del dossier, si riuscirà a tenerli fuori dalla bagarre europea? «Resto fedele ad idea iniziale di Matera 2019 e serve una classe di manager e di gente laica rispetto alla politica. Mi auguro che si possa indicare un terzo componente laico che sia garanzia di trasparenza all’interno della fondazione che è oggi solo e tutta quanta politica». Matera sarà proiettata verso il futuro che sarà tutto da scrivere nei prossimi mesi, gli scogli da superare non sono di poco conto: «Matera rispetto alle altre città ha visto davvero partire il coinvolgimento dal basso, la gente si è sentita partecipe ed anche accenti e critiche particolari hanno avuto l’effetto di far sentire maggiormente la gente protagnista di quest’avventura».

p.quarto@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?