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Acqua contaminata
Pomarico si è mosso in ritardo

Basilicata

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POMARICO - Acquedotto lucano ha risposto il giorno successivo, all’odinanza sindacale emessa il 24 novembre dal Comune di Pomarico, per “l’istituzione di un servizio alternativo di fornitura di acqua potabile con autobotti e/o acqua in confezione originale chiusa, nel rispetto della normativa di settore”.
Con due autobotti che intanto sono arrivate dopo le 8 di mattina. Più, in aggiunta, carichi di bottiglie d’acqua. Nonostante, ovviamente, sia stato lo stesso ente a inviare tramite pec a corso Garibaldi, alle 14 di lunedì, l’allarme con la nota recante in oggetto: «Segnalazione inconveniente igienico-sanitario acqua potabile serbatorio “Missile-Ferrandina”». Che era arrivata insieme alla nota, della stessa gravità, spedita dall’Asm. Mentre il fax d’AL era stato inoltrato a un indirizzo sbagliato. La ricezione del Municipio, d’altro canto, è stata infelice; visto che la struttura ha impiegato troppo al fine del recupero delle missive elettroniche. Sta di fatto, comunque, che l’ordinanza 8/2014 che vieta a chiunque l’utilizzo dell’acqua a fini potabili e alimentari, prevedendo anche il divieto di accumulo dell’acqua erogata tramite serbatoi e/o altri contenitori, insieme alla 9/2014, che chiude le scuole per i giorni 25 e 26 novembre sono state emesse nel tardo pomeriggio. Ma, evidentemente, AL non era ancora pronto a rispondere in favore della popolazione. Che, ovviamente, allertata anche da uno speakeraggio lanciato da Comune di Pomarico, ha fatto provvista di tutta l’acqua confezionata reperita nei negozi del paese. Intanto il Clostrid (clostridium perfgens, batterio fecale) trovato in arrivo al serbatoio Missile pensile è di 10 su 100 ml e 6 in uscita. Dai prelievi del 23. Con analisi terminate il 24. Quindi anche successive a quelle che l’Arpab aveva dato al sindaco di Ferrandina il 20, due giorni dopo il prelievo dei campioni: cifre che riguardavano però un serbatoio non a servizio di Pomarico e Miglionico. I numeri di contaminazione del Missile, infatti, dimostrano una concentrazione dei clostridi sia in entrata e sia in uscita due volte superiore a quella dell’altro serbatoio. E il Missile in questione rifornisce Ferrandina, Miglionico e proprio Pomarico. I panifici di Pomarico non hanno lavorato. Dei bar, qualcuno ha eluso l’imposizione. Mentre parte della cittadinanza pomaricana chiede risposte immediate al Comune. Al termine di un’assemblea pubblica, ieri è stato deciso di sostenere eventuali denunce alla Procura e chiedere ufficialmente le dimissioni dei vertici di Acquedotto Lucano.

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