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Il profilo di Pignatone e l'inchiesta di Roma
Da anni una squadra collaudata e vincente

Calabria

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QUELLO di Giuseppe Pignatone è stato sin da Palermo un lavoro di squadra. Da Palermo, passando per Reggio Calabria sino ad arrivare a Roma. 

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Il generale Pasquale Angelosanto è uno dei protagonisti delle stagioni di successo. A Reggio Calabria è stato alla guida del comando provinciale dei carabinieri. Investigatore dal grande fiuto ma soprattutto un uomo di polso. Oggi è il comandante generale del Racis (Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche), dopo essere stato il numero due nazionale del Ros affiancando Mario Parente, altro ufficiale di spessore con cui Pignatone ha condiviso una lunga serie di attività investigative. 

Percorso simile è quello del pugliese Stefano Fernando Russo. Palermo, Reggio Calabria, Roma. Nella capitale è il comandante del Ros ed è colui che ha dato un grosso contributo nella lotta a Cosa Nostra, ‘ndrangheta e all’inchiesta romana “Mondo di mezzo”. Un carabiniere di razza pregiata. 

Una delle menti investigative più raffinate e con un grado di preparazione da far invidia: l’identikit porta al nome di Cosimo Di Gesù. Integerrimo e lungimirante, sempre. A Reggio Calabria il colonnello Di Gesì ha diretto il comando provinciale della guardia di finanza. Oggi nella Capitale é comandante del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle. Determinante il contributo suoi e degli uomini da lui diretti nell’inchiesta contro la mafia nella Capitale. 

A completare il team c’è Renato Cortese, il poliziotto che catturò in Sicilia Bernardo Provenzano. Anche lui a Reggio per un lungo periodo alla guida della squadra mobile prima di giungere a Roma. Le sue indagini hanno fatto “scoprire” l’esistenza della mafia sul litorale di Ostia. E’ un instancabile servitore dello Stato.

 

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