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Vibac, un tavolo di crisi aperto
Incontro in Regione con assessore, sindacati e sindaci

Basilicata

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LA grande assente al tavolo convocato in Regione è stata solo la Vibac. Per il resto, con l’assessore Liberali, presso il Dipartimento Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata, c’erano i sindaci di Viggiano Amedeo Cicala e di Grumento Nova Antonio Imperatrice, le organizzazioni sindacali Cgil, Cils e Uil, rappresentanti delle Rsu e alcuni lavoratori.
Qualche punto è stato comunque fissato ed attiene all’urgenza di risolvere la crisi (i lavoratori coinvolti sono anche in mobilità), all’apertura dei sindacati a diverse ipotesi per salvaguardare l’occupazione e al forte intervento della Regione Basilicata.
Sarà creato un tavolo di crisi permanente per la Vibac formato dai funzionari regionali, enti istituzionali e sindacati, e in parallelo la Regione Basilicata continuerà a contattare l’azienda al fine di chiarire le ragioni del loro diniego alla partecipazione alla riunione, e capire quali margini negoziali esistono e riconfermare l’esigenza della presenza dell’Azienda al tavolo sindacale.
Ricordiamo che la vertenza Vibac coinvolge 184 lavoratori dello stabilimento sito nella zona industriale di Viggiano che ha valore strategico per la Val D’Agri e per l’intero territorio regionale.
«Ho convocato questa riunione per fare il punto sulla situazione come avevo concordato con i sindaci della Val D’Agri - ha dichiarato l’assessore Liberali - ho invitato anche la dirigenza della Vibac che ha declinato l’invito, ma è stata una riunione importante per comprendere meglio la situazione attuale».
Oltre alla valenza della Vibac, dal punto di vista lavorativo, durante il corso della riunione è stato sottolineato come questa vertenza sia “strategica” perché nata in una zona che negli ultimi mesi è oggetto di una ampia discussione sul tema delle ricerche petrolifere.
I sindacati hanno voluto dar peso al fatto che la Vibac ha più lavoratori a tempo indeterminato che l’intero indotto degli idrocarburi. Ed in merito al ventilato trasferimento in Serbia delle attività, il sindaco di Viggiano ha chiesto un intervento sulla Unione Europea per evitare che finanziamenti dati a paesi che stanno entrando nella Ue possano penalizzare gli stati membri. Il sindaco Imperatrice ha posto l’attenzione sulla delicata situazione in Val Agri dove l’equilibrio sociale facilmente si può incrinare specie in una situazione di crisi economica come quella attuale.
“In ogni caso se l’azienda avesse bisogno – ha concluso Liberali - la Regione a breve pubblicherà un bando dove sono previsti finanziamenti sia per nuovi investimenti, inclusi quelli per autoproduzione di energia, sia che per stabilimenti esistenti oltre che per formazione, ricerca e servizi alle imprese. Tutto questo può rientrare in una strategia globale”.
Il tavolo è riconvocato per martedì prossimo.

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