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Dopo la fiammata di domenica scorsa
arrivano le spiegazioni dell’Eni

Basilicata

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«L’EVENTO non ha comportato alcun pericolo per le persone né alcun impatto sull’ambiente circostante come dimostrano i dati sulla qualità dell’aria disponibili». E’ quanto fa sapere l’Eni attraverso il suo sito istituzionale, in merito al blocco temporaneo di un compressore del Centro Olio Val D’Agri, registrato intorno alle 11.30 di domenica scorsa.
«La presenza di un minimo trascinamento di liquidi in una sola delle 18 unità che compongono il sistema di compressione - è scritto nella nota - ha causato il fermo della macchina determinando la corretta attivazione della procedura di sicurezza». Secondo la società: «l’aumento di visibilità della fiaccola rispetto alle normali condizioni operative d’impianto nel corso delle quali la fiamma pilota è pressoché invisibile, è stato di breve durata, circa 15 minuti, e di bassa intensità, 4 - 5 metri, pertanto è da configurarsi come un evento riferibile alla flessibilità operativa necessaria a un impianto industriale».
Eni, infine precisa «che l’innalzamento anche minimo della fiaccola è una conferma del corretto funzionamento dei sistemi di protezione e non rappresenta in alcun modo un segnale di incidente o malfunzionamento. La fiaccola, infatti, è parte fondamentale della normale gestione operativa del Cova, dove sono presenti circa 14.000 apparecchiature, ciascuna con specifici sistemi di controllo automatico che anche per una minima variazione nei normali parametri operativi bloccano la singola macchina e attivano la procedura di sicurezza».

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