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Continue fiammate al Centro Oli di Viggiano
Incontro al MISE sulle misure di sicurezza

Basilicata

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Venerdì alle 10 si terrà a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo economico, l’incontro tra l'assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, il direttore generale del ministero, gli esponenti degli uffici ispettivi e i rappresentanti dell’Eni sul Piano di ammodernamento energetico del Centro Olio di Viggiano (Potenza) «richiesto alla società petrolifera dopo i ripetuti malfunzionamenti degli scorsi mesi».

 «Molteplici, rende noto l’assessorato - è scritto nella giunta - sono stati infatti i controlli sull'impianto da parte degli ispettori ministeriali e dell’Unmig, dai quali è scaturito l'obbligo per la società petrolifera di rivedere radicalmente l'approvvigionamento energetico dell’impianto. Nell’immediato, l'attivazione della terza turbina, che garantisca l'autosufficienza energetica anche in caso di repentini cali di tensione sulla rete. Nel medio periodo, un piano di ammodernamento complessivo dell’impianto che riduca al minimo possibile l’attivazione delle procedure di sicurezza. Di questo e di altro si discuterà a Roma venerdì prossimo».

«L'ultima fiammata del 18 gennaio, per quanto di dimensioni più ridotte, rispetto alle precedenti - dice Berlinguer - conferma infatti le perplessità da noi più volte evidenziate. Eni deve adottare tutti gli accorgimenti del caso poiché l'apprensione delle comunità è sin troppo alta ed abbiamo il dovere di rassicurare i cittadin». Il piano di manutenzione straordinaria che la società ha presentato dovrà quindi andare in questa direzione e il fermo impianto, che si annuncia per le prossime settimane, rappresenta un’occasione proficua per apportare i miglioramenti del caso, sul piano energetico e non. Ma anche lo Stato - conclude Berlinguer - deve fare la sua parte. La sicurezza, anche solo percepita, dei cittadini deve venire al primo posto. E il ministero dovrà garantire che questo sia assicurato. Non si deve solo parlare di quanto si estrae, ma anche di come si estrae. E su questo restiamo inflessibili».

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