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La Cgil presenta la piattaforma per il lavoro
«Estendere a Total gli accordi di Eni»

Basilicata

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GUARDIA PERTICARA – «Trasparenza». In caso contrario «mobilitazione». Sono state le parole chiave ribadite nel corso della conferenza stampa di presentazione della piattaforma per l’occupazione in Total e nella costruzione del centro Oli Tempa Rossa, della Cgil Basilicata.
Alla conferenza che si è svolta ieri mattina presso la zona Pip di Guardia Perticara, a pochi passi dagli uffici della sede Total, erano presenti i sindacalisti Giuseppe Cillis, Angelo Summa, Enzo Iacovino e Vittorio Cilla. «No a ulteriori concessioni se non quelle già autorizzate», hanno ribadito i rappresentanti sindacali. «Le royalty - è stato il secondo punto trattato nel corso dell’incontro con la stampa - vanno utilizzate per un modello di sviluppo non più dipendente dagli idrocarburi». «Allo stesso modo è compito del sindacto governare quello che già c’è o ci sarà, mettendo al centro l’ambiente, la salute ed il lavoro, per la tutela individuale e collettiva dei diritti dei lavoratori».
Partendo proprio dall’esperienza in Val d’Agri che ha portato alla sottoscrizione del contratto di sito. Per Tempa Rossa le iniziative del sindacato sono state «tante». Dal secondo rapporto sulle estrazioni petrolifere in Basilicata, all’accordo sottoscritto con la società Aleandri della società a garantire che la quota dell’80 per cento delle assunzioni fosse garantita ai lucani. E sempre nei mesi passati, su proposta della Cgil, la commissione regionale per l’impiego ha approvato una delibera con cui si vincolano le imprese impegnate nei programmi petroliferi, con particolare riferimento al nuovo programma di Tempa Rossa, ad assumere lucani per almeno l’80 per cento dei propri dipendenti impegnati nelle attività in Basilicata. Ed è per questo che nel corso dell’incontro sono state presentate delle proposte «al fine di garantire sostenibilità sociale, ambientale ed economica nella definizione, costruzione e messa a regime delle attività nell’area».
Nella bozza di piattaforma Cgil per l’occupazione in Total e nella costruzione del Centro Oli, la proposta di predisporre prima una rete avanzata di monitoraggio ambientale, con un perimetro di sicurezza più ampio e con tutte le tutele e programmi previsti già nel contratto di sito sottoscritto con Eni, che vanno estese a Total.
La Cgil inoltre chiede di avere garanzie certe da Total e dai suoi general contractor (Tecnimont e Bonatti in primis) che almeno l’80% dei circa 1500 lavoratori impegnati nella costruzione del Centro Oli siano lucani e in particolare, per le figure professionali già presenti sul territorio, assunti dagli attuali disoccupati della zona. Replicando il modello contratto di sito, per le aziende in appalto che dovranno assumere tra fine 2014 e inizio 2015.
La richiesta dei sindacati alle aziende impegnate nei lavori è di conoscere le professionalità di cui necessitano, per procedere a specifici percorsi pubblici e privati, per formare ragazze e ragazzi del territorio da assumere direttamente.
E ancora «avere un protocollo avanzato per la salute e sicurezza dei tanti lavoratori che opereranno nei prossimi 2 anni, con l’obiettivo di garantire sicurezza e ridurre a zero il rischio incidenti. Durante la conferenza è stato presentato anche l’ufficio mobile della Cgil che sarà presente nell’area dell’attività estrattiva e fornirà informazioni e consulenze a tutti i lavoratori che non possono recarsi nelle sedi Cgil. Il progetto relativo alla costruzione del Centro Olio di Total in Basilicata, dovrebbe mobilitare complessivamente circa 1 miliardo di euro di investimenti privati. Il progetto prevede, oltre alla messa in produzione di 8 pozzi, la costruzione di: un centro di trattamento Oli dove gli idrocarburi estratti, convogliati tramite una rete di condotte interrate (pipeline), verranno trattati e separati nei diversi sottoprodotti (grezzo, gas combustibile, zolfo, Gpl) e poi, a seconda del prodotto, spediti tramite canalizzazioni interrate; la costruzione di un centro di stoccaggio Gpl (2 serbatoi interrati della capacità totale di 3.000 m³) dotato di 4 punti di carico stradale; la costruzione o modifica di infrastrutture di servizio (adeguamento di strade comunali, realizzazione dei sistemi per l’alimentazione di acqua ed elettricità per il centro di trattamento, connessione alle reti esistenti per il trasporto e la distribuzione degli idrocarburi).

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