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Il viaggio in piedi per lavorare alla Sata
L’odissea degli operai per raggiungere la fabbrica

Basilicata

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IL LAVORO è aumentato, il personale anche. Ma alla Sata di Melfi ci si arriva ancora in piedi, stipati in quei pochi autobus disponibili e con non poche difficoltà. Il viaggio è scomodo, rumoroso. Molti restano in piedi o si siedono direttamente sul corridoio dell’autobus. Ed è così fino a notte tarda, turno dopo turno. La produzione va bene, oltre le aspettative, i nuovi lavoratori ci sono, ma mancano i mezzi di collegamento soprattutto il sabato e la domenica, quando gli operai sono costretti per mancanza di corse ad utilizzare le auto proprie. ma si va a rilento anche sugli incentivi per gli affitti destinati agli operai fuori zona. Intanto gli operai cominciano a protestare. L’ultima protesta registrata è quella avvenuta durante il turno notturno tra il 9 e il 10 marzo, quando una ventina di operai costretti in piedi sul bus si sono ribellati e hanno protestato pacificamente per chiedere un ulteriore mezzo di trasporto. L’attesa, raccontano, sarebbe durata più di trenta minuti in attesa di un bus della Sita.
Sono settimane che la questione è sul banco. A dire la verità se ne è parlato in misura molto più ridotta ad agosto. In ogni caso sono soprattutto i sindacati a raccontare i disagi di chi viaggia per lavorare nelle linee della Sata. Gli ultimi in ordine di tempo sono Marco Lomio e il segretario il Carmine Vaccaro. Parlano di «sollecitazioni inascoltate» nonostante «l’avvio della nuova organizzazione di lavoro e produzione alla Fca di Melfi». Sì, perché non ci sono soltanto i vecchi dipendenti, ci sono soprattutto i neoassunti.
Lomio e Vaccaro continuano nell’appello rivolto a Regione, Province di Potenza e di Matera e dirigenti del Cotrab.
«Purtroppo le condizioni di viaggio per i dipendenti dello stabilimento automobilistico continuano da troppo tempo ad essere caratterizzate da disagi che devono essere superati a partire dall’impiego di altri autobus per non evitare il sovraffollamento».
D’altra parte in Puglia si stanno già muovendo, perché la Regione Puglia convocherà nei prossimi giorni un tavolo con tutte le aziende di trasporto pubblico che garantiscono il collegamento dalla Puglia alla sede della Fca di San Nicola di Melfi, «per verificare - continuano i sindacalisti - la possibilità di incrementare le corse, anche attraverso un’eventuale razionalizzazione, mentre da noi non accade nulla di tutto questo».
Effettivamente l’unica cosa chiarita in questi ultimi giorni è una dichiarazione del governatore Pittella a Calvello. parlando dell’uso delle royalties ha anche annunciato la possibilità di ulteriori investimenti per garantire un aumento delle corse.
Intanto cresce il malcontento, lo racconta un operaio Sata di Barile, Saverio Sonnessa.
«Visto che l’annunciato incremento della produttività dello Stabilimento Sata ed il probabile aumento dei turni di lavoro settimanali degli operai, rispetto alle previsioni contenute e disciplinate dai contratti di esercizio del Trasporto pubblico locale delle Province di Potenza e Matera, ha determinato, già da qualche mese, un aumento considerevole di operai, non riesco a capire come mai non sono state istituite corse aggiuntive di autobus verso l’insediamento produttivo di S. Nicola di Melfi.
La Giunta Regionale si era impegnata a ricercare ulteriori risorse finanziarie da assegnare alle Province di Potenza e Matera al fine di integrare la rete dei collegamenti verso l’area industriale e soddisfare in tal modo il bisogno di migliaia di operai.
Ci sentiamo presi in giro, viaggiamo come animali stipati uno sopra l’altro in un carro di bestiame. Non è accettabile nel 2015».
«Interpellerò immediatamente le Prefetture per competenza e le Forze di Polizia affinché vigilino su tali vergognosi episodi - dice Pino Giordano dell’Ugl - Cosa bisogna aspettare che malauguratamente qualche lavoratore si faccia male? Oggi Pittella e Vendola devono comprendere che l’Fca è una realtà che pensa, agisce e corre a velocità pazzesca.
Loro invece sono fermi, girano attorno vedendo come porsi domande. Il porsi quesiti – conclude il segretario Ugl, Giordano – è tempo perso: il meridione deve attrezzarsi con infrastrutture a passo coi tempi altro che fare incessantemente propaganda elettorale alle spalle dei bisogni della povera gente. Quanto sta accadendo è vergognoso, noi sindacato e Fca condividiamo questo brillante investimento in Basilicata che in tutto il mondo ci invidia mentre le Istituzioni, dormono».
Tempo a disposizione ne è rimasto poco. Si potrebbe approfittare del momento politicamente favorevole con l’incontro in Puglia per fare un punto anche in Basilicata. Intanto, e chissà per quanto, gli operai dovranno continuare a viaggiare in piedi.

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