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Acqua come bene comune (e patrimonio regionale)
Pugno duro dei sindaci per avere maggiori royalty

Basilicata

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Paterno è stata sede di una importante riunione per fare il punto della situazione sulle misure compensative della captazione dell’acqua dalle sorgenti ubicate nei cosiddetti Comuni macrofornitori: Abriola, Brienza, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Francavilla Sul Sinni, Marsico Nuovo, Moliterno, Nemoli, Paterno, Rivello, San Severino Lucano, Sasso di Castalda, San Fele, Sant’Angelo Le Fratte, Trecchina.

Dalla riunione è emerso che questi Comuni non possono essere trascurati, soprattutto nel momento in cui si prende coscienza che l’acqua è la risorsa più preziosa per il nostro futuro, con la Basilicata che espone la propria ricchezza all’EXPO 2015.

Le sorgenti non possono essere considerate soltanto luoghi in cui prelevare acqua e venderla a caro prezzo come un qualsiasi bene commerciale; l’acqua va tutelata e salvaguardata e le popolazioni che vengono private di questa risorsa naturale, per le proprie attività economiche e - a volte - di sopravvivenza (orti, allevamenti, ecc.), devono essere adeguatamente compensate.

Per tutelare l’acqua dobbiamo salvaguardare i luoghi interessati dalle sorgenti e le loro vie di accesso, oltre a curare gli aspetti naturalistici e paesaggistici dei territori interessati (sorgenti, inghiottitoi, bacini imbriferi, ecc.).

Per questo i sindaci chiedono, con una lettera aperta alla Regione (Presidente, Assessore, AATO), un incontro urgente per approfondire le problematiche connesse alla captazione di acqua dalle sorgenti.

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