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La marcia del Vulture contro le trivelle
Agricoltori e studenti in cammino da Rionero a Barile

Basilicata

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ALMENO 20 trattori e circa 500 manifestanti si sono dati appuntamento presso la stazione ferroviaria per una manifestazione contro le trivellazioni in Basilicata e soprattutto nel Vulture. E all’iniziativa promossa dall’assemblea permanente “No Triv” del Vulture c’erano tutte le realtà del territorio: Rise Up, Collettivo 10 Maggio, comitato No Petrolio di Picerno, I No Triv di Bella e San Fele, “Un Muro Contro Il Petrolio” e ovviamente il Coordinamento Nazionale NoTriv.
Ad aprire la giornata Isabella Torre, componente del comitato del Vulture che ha spiegato i motivi del corteo che ha portato circa 500 persone da Rionero a Barile. «Vogliamo affermare la nostra volontà di rigettare un modello di economia estrattiva voracemente impegnata in uno sterile sfruttamento delle risorse - dice la Torre - e affermare invece un modello basato sullo sviluppo delle vere potenzialità della nostra terra. Agricoltura, tutela e conservazione del territorio e dell’ambiente, l’arte e la valorizzazione della cultura.
Sia ben chiaro che la terra di Basilicata è indisponibile alla realizzazione del progetto di sfruttamento predisposto dallo Sblocca Italia ed è pronta invece a respingere ogni tentativo di imporre alla sua popolazione una nuova colonizzazione». E mentre a Corigliano sfilavano 3mila 500 persone, con in testa i sindaci a Rionero i politici erano assenti.
Unici presenti, il consigliere comunale di Barile, Gennaro Grimolizzi e alcuni consiglieri di Rionero. «Bisogna tenere alta la guardia e non farsi abbindolare dagli affabulatori di professione, che occupano tanti posti in questa regione.
Il petrolio è un tema che non va sottovalutato. Barile ed il Vulture devono investire sullo sviluppo eco-sostenibile. Un plauso ai tanti agricoltori presenti in questo corteo».
Presente anche il modo studentesco. Renzo Antonelli del “Quinto Orazio Flacco” di Venosa, rappresentante del consiglio di istituto per quasi tutto il tragitto ha guidato gli studenti da sopra un trattore. «Noi giovani siamo il futuro, ma intanto gli adulti ci rovinano il presente». Una marcia popolare, tra bandiere e fumogeni rossi a colorare la protesta. E mentre il corteo sfoggiava lo striscione in testa “Se invadi le montagne, attento ai lupi” un’altro stendardo è stato appeso davanti ai cancelli del Crob di Rionero. «Basta omertà, vogliamo la verità sui tumori in Basilicata», tutto questo con sempre gli agricoltori, vero simbolo delle lotte antipetrolifere lucane, a spianare la strada con i trattori.

 

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