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Matera sold out (ma c’è ancora da fare)
Turisti e cittadini lungo gli itinerari lucani

Basilicata

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MATERA - Nemmeno il tempo uggioso e per nulla primaverile ha fermato i visitatori che vogliono scoprire Matera, la città dei Sassi, di Pasolini, di Ben Hur, la Capitale europea della cultura nel 2019.
E anche per loro, come accade negli ultimi anni, la cartolina si è presentata in chiaroscuro.

Accanto ai mercatini (di modernariato e antiquariato in piazza Vittorio veneto, di arte varia in piazzetta Pascoli e di enogastronomia in piazza San Francesco), le guide abusive, o “alternative” hanno messo in moto il loro consueto meccanismo con “varchi umani” alla discesa di via Lanera verso via Lucana, all’incrocio di via Ridola con piazzetta Pascoli e in piazza San Francesco. Tutto come al solito, così come i vigili urbani visibili col contagocce e in alcuni clamorosi casi talmente distratti da lasciarsi sfuggire un’auto senza autorizzazione “a passeggio” tra i turisti in piena piazza.

Creativa anche la gestione dei varchi che in via Ascanio Persio erano spenti (consentendo dunque l’accesso delle auto verso la centrale piazza Vittorio Veneto), in via Beccherie invece risultavano attivi (vietando dunque l’accesso che però era aperto nell’unica via che conduceva in quella direzione).

Insomma un bel po’ di cose da migliorare ci sono ma questa volta sarà necessario farlo con la velocità che richiede l’emergenza. La celebrità della città, in rapida ascesa, come dimostrano le frequenti visite di troupe televisive e cinematografiche, richiede una messa a punto della macchina organizzativa. E’ monotono dover tornare sui temi più volte sollevati: cartellonistica, sistema di controllo e accesso alle aree centrali, in sintesi: organizzazione capillare.

Matera ha troppe risorse per poterle disperdere senza rendere produttive, operative facendo tornare i risultati sul proprio territorio.
L’improvvisazione degli ultimi anni è stata folcloristicamente interessante ma oggi deve lasciare spazio ad una professionalità che non manca ma è in molti casi ripiegata su se’ stessa.
Alberghi prenotati per i prossimi mesi, ristoranti presi d’assalto, musei aperti sono il segnale di un rinnovamento che la città deve saper gestire senza farsi cogliere alla sprovvista. Una necessità che porta dritta dritta ad un ufficio turismo comunale che deve essere creato, rimpolpato e dotato di professionalità adeguate e non “spostate” da altri uffici, a seconda delle esigenze (esperienza nel settore, lingue straniere conosciute e parlate).

Lo sguardo d’insieme delle prossime ore, a Matera, è un’ulteriore rivincita dal passato e dai luoghi comuni di un sud in ginocchio e col cappello in mano.
Matera, capitale europea della cultura fra quattro anni, è la prova che il sud sa cambiare e trascinare con se’ tutto il Mezzogiorno.
A cominciare dall’industria del turismo e dell’accoglienza.

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