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Viadotto A3, Delrio: «I lavori dipendono dalla magistratura»
e annuncia 27 milioni per la viabilità alternativa

Calabria

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ROMA - La vicenda della riapertura della viabilità sulla Salerno-Reggio Calabria, dopo 108 giorni dal crollo del viadotto Italia, avvenuto lo scorso 2 marzo (LEGGI LA NOTIZIA) approda in Parlamento dove durante il Question time il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha risposto ad una interrogazione presentata dal deputato Sebastiano Barbanti e altri parlamentari.

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In particolare Delrio ha chiarito che la realizzazione dei lavori, per i quali si prospetta il protrarsi dei tempi (LEGGI LA NOTIZIA), «è subordinata al lavoro della magistratura» che in queste ore dovrebbe decidere il dissequestro dell’area «riconsegnandola all’Anas per avviare i lavori di messa in sicurezza». Il ministro ha ricordato, inoltre, che «il sequestro da parte della procura di Castrovillari, tuttora vigente, limita l’azione di Anas. Solo dal 27 maggio è stato possibile passare alla rimozione delle macerie. Il 12 giugno Anas ha consegnato la documentazione tecnica che la procura ha richiesto e questa è ora in corso d’esame dei periti del Tribunale. L’esame dovrebbe concludersi in queste ore» e a questo punto «la procura di Castrovillari in un colloquio costruttivo con Anas potrà autorizzare la ripresa dei lavori».

Riguarda le misure per tamponare l'emergenza, poi, Delrio ha aggiunto che il Governo ha «messo 27 milioni per poter modificare la viabilità alternativa ed è in corso di studio avanzato il tavolo per rendere di nuovo nazionale la strada statale 19 delle Calabrie che è in stato di abbandono, così come si sta valutando il trasporto merci via nave». Delrio ha ricordato anche «l'impegno del Governo a favore della messa in sicurezza strada nazionale Jonica con 890 milioni». 

Da parte sua Barbanti ha replicato sottolineando che degli 8 miliardi spesi per l’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria «alle aziende calabresi è arrivato zero e anche gli operai che vengono impiegati» negli appalti «vengono per il 60% da fuori della regione, soprattutto del Nord». 

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