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Omicidio Guzzetti, le indagini insistono su pista mafiosa
La sua crescita economica avrebbe attratto le cosche

Calabria

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SORBO SAN BASILE (CATANZARO) - Sono trascorse più di 24 ore dall'efferato omicidio dell'imprenditore sersalese Tommaso Guzzetti (LEGGI LA NOTIZIA) ma degli assassini, dileguatisi nella fitta boscaglia che circonda l'agro Staglio Grande, ancora nessuna traccia. Le indagini, affidate agli uomini del colonnello Alceo Greco, non tralasciano alcun aspetto, anche se le modalità dell'agguato e le armi utilizzate, lascerebbero supporre un delitto di stampo mafioso.

Tommaso Guzzetti però, pare essere stato un uomo dall'onestà e dalla generosità specchiate, unico punto di domanda sul quale si stanno concentrando le attività investigative che vedono impegnati anche gli uomini della stazione dei carabinieri di Villaggio Mancuso guidati dal maresciallo Domenico Gigliotti, l'intensa attività produttiva di un imprenditore di successo.

Il tragico fatto di sangue ha letteralmente lasciato choccate le comunità sersalese e sorbese. Guzzetti era residente a Sersale dove viveva con la moglie ed i due figli e dove risiedono anche gli anziani genitori ed i fratelli, ma era considerato anche un sorbese di adozione; lavorava nei boschi che sovrastano il borgo presilano da anni ormai, quotidianamente si recava nel capannone dove trovava ad aspettarlo i suoi dipendenti, inconsolabili per la perdita di un amico più che un datore di lavoro, e la inseparabile cagnetta Luna. Ma ieri pomeriggio, intorno alle 14, dopo una tappa nel capoluogo per un appuntamento di lavoro, ad attenderlo, nascosti nella boscaglia che circonda la strada d'accesso al capannone, anche i sicari che lo hanno freddato a colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni e pistola calibro 7,65.

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