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L’amministratore delegato e vicepresidente di Medusa Film, Giampaolo Letta

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MEDUSA Film riaccende i motori, pronta a tornare in pole position dopo un anno e mezzo ai box. Un anno e mezzo di arresto forzato dove solo la pandemia è stata capace di fermare una corsa straripante, con la società di distribuzione cinematografica che si era imposta come la più forte nell’imminente momento preCovid.

«In due mesi avevamo incassato, con soli tre film, 70 milioni di euro», racconta Giampaolo Letta, AD e vice presidente della factory cinematografica del gruppo Mediaset. Mesi lunghissimi in cui Letta – citando Robert De Niro e Sergio Leone nel capolavoro C’era una volta in America – dice di «essere andato a letto presto, lavorato a fari spenti e osservato molto l’andamento del mercato, stando alla finestra cercando di capire quali fossero gli scenari futuri».

Insieme al suo team di viale Aventino, il numero uno di Medusa Film ha messo in piedi un listino 2021-2022 che, in realtà, è un listone. Per il quarto di secolo di vita (sarebbero 26 anni, ma il 25° non si è potuto festeggiare) il carnet di film in programma è probabilmente senza eguali per quantità e qualità, fortemente votato al cinema italiano ma con una varietà capace di soddisfare ogni tipo di pubblico. La ripartenza insomma per Medusa Film – dopo il  gioiello Un altro giro, il film premio Oscar tra i titoli più interessanti dei mesi scorsi – è appena cominciata. E da giovedì nelle sale arriva il nuovo film di e con Vincenzo Salemme, Con tutto il cuore, commedia garbata e divertente che apre una stagione lunga che lo stesso Amministratore Delegato ci racconta.

Letta, dopo lo stop e le “prove libere” ora si fa sul serio. Avete annunciato sette titoli da qui a Natale e un’altra dozzina per i primi mesi del 2022.  

«Abbiamo una grande voglia di tornare a fare quel che sappiamo: dare al cinema film d’autore o di intrattenimento di qualità, riportando gli spettatori in sala dopo un lunghissimo periodo in cui i film sono stati visti nelle mura domestiche, in modo frammentato, spesso senza capire bene cosa si stesse vedendo, sapendo bene che, su piattaforma, le scelte spesso vengono pilotate da algoritmi e non trovano sempre il favore del pubblico. Ammesso che il pubblico riesca a vedere un film senza distrazioni e interruzioni che una visione domestica reca inevitabilmente».

Prima di parlare dei film ci dica se è soddisfatto dell’estensione della capienza in sala.

«In parte, auspico si possa tornare a breve al 100% della disponibilità. Si manderebbe un messaggio estremamente positivo e si certificherebbe, una volta per tutte, quel che realmente è la sala: uno dei luoghi più sicuri in assoluto, dove avvengono sanificazioni continue, dove si entra solo con il Green Pass e dove si tiene anche la mascherina».

Quanto ci vorrà affinché cada anche l’ultimo baluardo, quello dell’obbligo della mascherina in sala?

«Ancora un po’ purtroppo. Ma è un tema che va di pari passo all’andamento della vaccinazione di massa e al raggiungimento dell’immunità di gregge e di un rischio bassissimo calcolato. Non credo accada prima di Natale ed è una misura che ovviamente non riguarda solo il cinema, sicuramente sancirà il vero ritorno alla normalità».

Lei è una persona ottimista, sa bene che un piccolo seme ben piantato oggi genera un buon risultato domani. Allora le chiedo: torneranno quei tempi preCovid con i film da 30 milioni di euro al boxoffice oppure quel che è successo in questo anno e mezzo ha mangiato un pezzo di mercato – mi riferisco alle piattaforme ovviamente – al quale bisognerà rinunciare per sempre?

«Con tutta sincerità non posso escludere che, tra due o tre anni, la sala cinematografica possa tornare a certi livelli. Certo, ipotizzarlo oggi sarebbe un po’ folle e ci distrarrebbe da quei famosi piccoli passi di cui parlava. Queste stagioni autunnali e invernali saranno dei test importanti, dovremo valutare l’andamento della ripresa che ad oggi già c’è seppur con timidi segnali, Quando un film va bene è una spinta per tutto il settore, un po’ una vittoria di tutti».

È soddisfatto delle iniziative messe in campo per stimolare il pubblico a tornare al cinema e dei provvedimenti fiscali legati al settore?

«Lo spot all-star mi sembra utile e ben riuscito, ovviamente è solo una delle tante attività promozionali che il settore e le singole distribuzioni devono mettere in atto per fare comunicazione. A questo proposito spero che il tax credit per incentivare la pubblicità dei nostri film possa essere esteso fino a marzo prossimo, con almeno ulteriori sei mesi di proroga. Sarebbe fondamentale in questo momento poter fare tanta promozione avendo un sostegno forte da parte dello Stato. Il mercato è sotto del 65% e non è questo il momento di fermarsi, anzi bisogna accelerare».

Ecco, ora parliamo dei film, circa una ventina da giovedì fino alla prossima primavera. Ne cito alcuni che colpiscono ma ci soffermeremo un po’ su tutti: due commedie d’autore di Paolo Genovese, un film di Mario Martone con Pierfrancesco Favino, le nuove commedie di Aldo Giovanni e Giacomo, Ficarra & Picone e Luca Miniero, a vent’anni dal cult Benvenuti al Sud.

«In quei famosi diciotto mesi in cui sono andato a letto presto (sorride, ndr) insieme al mio staff e con tutte le produzioni con le quali collaboriamo, abbiamo fatto un grande lavoro. E sono nati i film che ha citato e molti altri, tutti accomunati da una enorme cura, che siano film d’intrattenimento come la commedia sul “Milanese Imbruttito” Mollo tutto e apro un chiringuito, o la commedia Una notte da dottore con Diego Abatantuono e Frank Matano. Come da tradizione Medusa la nostra offerta è varia, ricca, declinata in tutti i generi e target, dai film mainstream a quelli family e d’autore».

Colpisce, accanto a titoli da boxoffice, una tendenza che ora fate propria anche voi, quella dei film evento, ce ne sono diversi e tutti molto interessanti.

«Rispondono ad un’esigenza di mercato di riempire le sale con prodotti “particolari” e di qualità per un breve periodo nei primi giorni della settimana. Ad esempio il concerto di Claudio Baglioni, il nuovo film di Marco Tullio Giordana, Yara, sul caso Gambirasio in sala per tre giorni il 18-19 e 20 ottobre, o il film inchiesta tratto dal libro di Ilaria Capua Io, trafficante di virus sempre solo per tre giorni a fine novembre. A questo vanno aggiunte vere e proprie chicche come Last film show, Una femmina e Io e Mukti che sono vere e proprie opere d’arte cinematografica e che proporremo ai maggiori festival internazionali».

E a Natale stavolta non si ride.

«Abbiamo fatto una scelta in controtendenza. Niente cinepanettone e niente risate. Ma una commedia sofisticata, che forse sarebbe riduttivo definire solo “d’amore”. Il nuovo film di Paolo Genovese, il regista del cult Perfetti Sconosciuti, che dirige Supereroi, Alessandro Borghi e Jasmine Trinca alle prese con il tempo, le emozioni, i drammi e i sentimenti più autentici per riuscire nell’impresa di amarsi per tutta la vita. Dello stesso regista, prodotto sempre da Lotus Production, porteremo nel 2022 il successivo Il primo giorno della mia vita, con Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Margherita Buy, Giorgio Tirabassi e Sara Serraiocco».

La ripartenza è iniziata.

«Sì, assolutamente, ed i segnali positivi non sono neanche più così lenti ma sempre più evidenti».


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