X
<
>

Condividi:

Gli incassi del Natale sono troppo bassi per giustificare una disaffezione improvvisa dopo un weekend (quello del 16 dicembre) da record. La comunicazione di massa dei media che, nei giorni scorsi, aveva paventato tamponi e restrizioni per l’accesso in sala ai vaccinati ha destabilizzato un settore nel suo momento migliore.

Anche il silenzio di Dario Franceschini di fronte ad eventuali misure correttive per i frequentatori della sala cinematografica ha avuto il suo peso (avrebbe potuto riempire i giornali di dichiarazioni rassicuranti dettando pubblicamente la linea).

Infine la famosa cabina di regia, che impedisce a chi va al cinema di bere un sorso d’acqua nonostante le circa 3 ore di visione di Spiderman e di Gucci o sgranocchiare un pop-corn. Non è una tragedia non poter mangiare delle arachidi ricoperte di cioccolato durante un film. Il problema è che se viene impedito al pubblico di abbassarsi la mascherina per mangiare o bere arriva un messaggio chiaro: potenziale pericolo.

La mascherina Ffp2 non è neanche da considerare una misura restrittiva, ormai sappiamo bene che è meglio utilizzare quelle piuttosto che le chirurgiche. C’è poi da considerare che, per le sale cinematografiche, l’incasso del bar è il vero core-business. Entrate pulite che costituiscono oltre il 30% del fatturato totale. Di questi tempi un danno enorme.

Qualcuno dovrà tenerne conto, con altri sussidi. Che certo non risarciranno le distribuzioni per i mancati incassi di questi giorni. Tutti parlano di vicinanza alla sala ma forse dimenticano che un esercizio è dal pop-corn che guadagna: la metà del botteghino va ripartito tra il distributore del film, l’agente noleggiatore e la Siae. Con il restante 45%-50%, se è bravo, il gestore del cinema paga affitto, spese e dipendenti. Il bar è il guadagno. Così viene tolto tutto il guadagno. Significa mettergli le mani in tasca.

Ma evidentemente non hanno così a cuore il settore come dicono. Solidarietà anche e soprattutto alle distribuzioni, mandate al tappeto nonostante avessero tirato fuori tantissimi ottimi film.


La qualità dell'informazione è un bene assoluto, che richiede impegno, dedizione, sacrificio. Il Quotidiano del Sud è il prodotto di questo tipo di lavoro corale che ci assorbe ogni giorno con il massimo di passione e di competenza possibili.
Abbiamo un bene prezioso che difendiamo ogni giorno e che ogni giorno voi potete verificare. Questo bene prezioso si chiama libertà. Abbiamo una bandiera che non intendiamo ammainare. Questa bandiera è quella di un Mezzogiorno mai supino che reclama i diritti calpestati ma conosce e adempie ai suoi doveri.  
Contiamo su di voi per preservare questa voce libera che vuole essere la bandiera del Mezzogiorno. Che è la bandiera dell’Italia riunita.
ABBONATI AL QUOTIDIANO DEL SUD CLICCANDO QUI.

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA