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DISPERSIONE E POVERTÀ EDUCATIVE

L’impossibilità più volte segnalata durante l’emergenza riguardo l’effettiva capacità di accesso di molti bambini e adolescenti alla c.d. DAD (didattica a distanza) rischia di aggravare i dati sull’abbandono scolastico precoce, impietosi nelle regioni del Sud. Il nuovo decreto (sempre con lo stesso incremento di 331 milioni del Fondo per il funzionamento delle Istituzioni scolastiche) prevede “interventi utili a potenziare la didattica anche a distanza e a dotare le scuole e gli studenti degli strumenti necessari per la fruizione di modalità didattiche computabili con la situazione emergenziale nonché a favorire l’inclusione scolastica e ad adottare le misure che contrastino la dispersione”. Qualunque misura dovrà scongiurare ancora una volta però l’aggravarsi della dispersione e delle povertà educative fortemente collegate a quelle economiche, vale a dire la segregazione socio-educativa del Sud rispetto al Nord. Dati 2019 alla mano, prodotti dall’Ufficio Statistica del Miur: nella scuola secondaria di I grado, per una percentuale di abbandono complessivo dello 0,69%, il Mezzogiorno registra una percentuale dello 0,84%, il Nord Ovest in media dello 0,64% e il Nord Est una percentuale decisamente più bassa, pari allo 0,47%. In quella secondaria di II grado, l’abbandono complessivo è del 3,81%, con il Mezzogiorno ad oltre il 4% ed il Nord a poco più del 3%.

  1. SCUOLA, IL RILANCIO CHE NON C’È E IL SUD DIMENTICATO COME AL SOLITO
  2. SANIFICAZIONE E DISPOSITIVI DI SICUREZZA
  3. CONTROLLI DELLA TEMPERATURA, ASSEMBRAMENTI, MENSE
  4. DISTANZIAMENTO E “CLASSI POLLAIO”
  5. IGIENE, SPAZI E RISTRUTTURAZIONI
  6. AREE INTERNE ED ISTITUTI COMPRENSIVI
  7. RETE INTERNET E DIDATTICA A DISTANZA
  8. DISPERSIONE E POVERTÀ EDUCATIVE
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