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Il vaccino contro il Covid è stato annunciato da poco, ma il dibattito su come cambierà il corso della pandemia e le nostre vite è già entrato nel vivo. Anzitutto, sarà reso obbligatorio oppure no? Un’impressione è che, anche se la somministrazione sarà facoltativa, i non vaccinati verranno emarginati da molte attività sociali. Per esempio, dalla possibilità di effettuare viaggi aerei.

In volo solo se vaccinati

Qualche settimana fa il World Economic Forum, di concerto con altri organismi internazionali, ha lanciato il progetto di un passaporto sanitario digitale come prerequisito per poter salire su un velivolo. Lo spunto è stato presto raccolto da due compagnie aeree, la United Airlines e la Hong Kong Cathay Pacific, che all’aeroporto di Heatrow, a Londra, hanno iniziato a fare delle prove con un software per smartphone che funge da passaporto Covid per i viaggiatori. Se sei negativo sali a bordo, sennò resti a terra. Come dichiarato dalla United Airlines, si tratterebbe di un’alternativa rapida alle attuali restrizioni che consentono di riempire gli aerei solo parzialmente e impongono la quarantena ai viaggiatori internazionali. Il sito statunitense “Axios” annuncia infatti che «tre alleanze globali che rappresentano 58 compagnie aeree stanno spingendo i governi a effettuare test Covid-19 diffusi sui passeggeri anziché imporre le attuali restrizioni di quarantena che, secondo le compagnie, sono inefficaci e hanno ucciso la domanda di viaggio». La negatività al virus dovrebbe dunque essere certificata da un passaporto digitale necessario per muoversi oltreconfine.

Dagli aerei alle arene dei concerti

Uno scenario analogo potrebbe verificarsi per altri eventi pubblici. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è scoppiato un caso quando la rivista Billboard ha scritto che Ticketmaster, società di vendita e distribuzione di biglietti, avrebbe voluto utilizzare gli smartphone per verificare che gli avventori fossero Covid-free. In tanti sui social hanno espresso la propria preoccupazione relativa alla privacy e alla natura coercitiva della misura. Di qui la smentita di Ticketmaster, che in una dichiarazione alla Bbc ha chiarito che non ha alcun potere di stabilire politiche sui requisiti di sicurezza sanitaria per consentire l’ingresso agli eventi pubblici come i concerti, banditi ovunque dal marzo scorso. Ad assumersi, eventualmente, la responsabilità di fissare simili criteri sono le istituzioni governative.

Ecco allora che il governo britannico sta già lavorando a un codice QR scansionabile sul proprio cellulare. Lo strumento digitale sarebbe una sorta di lasciapassare per eventi pubblici riservato ai vaccinati. Il piano è allo studio del ministero della Salute. Una cui fonte ha dichiarato al Telegraph che Londra non sarebbe la sola a lavorare su questo scenario: a Tokyo, per esempio, si sta valutando di ammettere alle gare delle Olimpiadi dell’estate prossima soltanto spettatori vaccinati.

Londra contro i no-vax

Ma oltre che per partecipare a eventi ludici, c’è chi vorrebbe che il vaccino diventasse necessario anche per poter lavorare. Se da il segretario alla Salute britannico Matt Hancock ha dichiarato di non escludere l’obbligo di vaccinazione per tutti, Tom Tugendath, membro conservatore del parlamento britannico, ha dichiarato all’Huffington Post che «potrebbe certamente venire» il giorno in cui alle persone non sarà consentito di entrare in ufficio se non saranno vaccinate. Del resto la Gran Bretagna ha fretta di dotarsi del vaccino e di poterlo somministrare su larga scala.

L’estate scorsa il governo Johnson aveva già prenotato 100milioni di dosi del vaccino di Oxford sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l’italiana Irbm. E mentre un sondaggio di YouGov rivela che la maggioranza dei cittadini britannici sia favorevole al vaccino obbligatorio (il 49% contro il 34% che si oppone all’idea e il 17% che non sa cosa rispondere), il governo studia misure per fermare la propaganda dei no-vax sul web. Secondo il Times, sarebbero stati arruolati per questo gli 007. «Non possiamo arrivare a una situazione in cui abbiamo un vaccino pronto per il lancio», ma buona parte della popolazione che si rifiuta di prenderlo. «Ciò minerebbe l’intero programma», ha avvertito Jamie Njoku-Goodwin, che è stato consigliere speciale di Hancock per la risposta alla crisi del coronavirus.

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