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Jovenel Moise

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Il presidente di Haiti Jovenel Moise è stato assassinato nella sua abitazione dopo che un gruppo di persone armate non identificate ha preso d’assalto la sua residenza privata.

Neanche la moglie di Moise e first lady di Haiti, Martine, sarebbe sopravvissuta all’agguato. Trasportata urgentemente in ospedale, la donna sarebbe deceduta questa mattina. A riferirlo sono i media haitiani.

Il premier ad interim Claude Joseph ha assunto la guida del Paese e, dopo aver riunito il Consiglio superiore della polizia nazionale, ha decretato lo stato d’assedio.

Chiuso l’aeroporto internazionale di Port au Prince. In seguito alla decisione, un volo dell’American Airlines partito da Fort Lauderdale, in Florida, è stato costretto a rientrare nella città di partenza, mentre la compagnia aerea haitiana Sunrise Airlines ha annunciato che “a causa della situazione attuale ad Haiti, tutti i voli sono annullati e rinviati fino a nuovo ordine, al fine di proteggere il personale, i passeggeri e gli equipaggi”.

A uccidere Moise è stato un commando di elementi stranieri. Lo ha annunciato lo stesso Joseph, che in una nota ha ricostruito: “Verso l’una nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 luglio, un gruppo di individui non identificati, alcuni dei quali parlavano spagnolo, ha attaccato la residenza privata dal presidente della Repubblica e lo ha ferito mortalmente”.

Jovenel Moise, 53 anni, era al potere dal febbraio 2017, dopo le dimissioni del suo predecessore Michel Martelly. Durante la sua presidenza, Moise ha dovuto affrontare accuse di corruzione e ondate di proteste antigovernative spesso violente.

Moise aveva fortemente sostenuto il referendum costituzionale che si dovrebbe tenere a settembre e che è stato ampiamente contestato dall’opposizione e da molte organizzazioni della società civile. La Costituzione attualmente in vigore a Haiti è stata redatta nel 1987 dopo la caduta della dittatura di Duvalier e dichiara che “è formalmente vietata qualsiasi consultazione popolare volta a modificare la Costituzione mediante referendum”.

Joseph ha rivolto alla popolazione un appello alla calma dopo l’uccisione del presidente, chiarendo che spetta all’esercito e alla polizia far rispettare l’ordine e condannando ”questo atto barbaro, disumano e atroce”.

Il premier ad interim ha chiesto alla popolazione di Haiti di restare ”calma” e spiegato che ”la situazione della sicurezza nel paese è sotto il controllo della polizia nazionale e delle forze armate haitiane”. ”Sono stati compiuti i passi necessari per garantire la continuità dello Stato”. Il premier Joseph avrebbe dovuto essere sostituito dal presidente Moise proprio questa settimana, dopo solo tre mesi in carica.

In base alla legge haitiana, lo stato d’assedio, per un periodo di iniziale di 15 giorni, dà alle forze armate il ruolo di massimi garanti della sicurezza nel Paese e prevede la creazione di tribunali militari, oltre a prevedere una stretta sui mezzi di comunicazione.

In un discorso alla nazione, Joseph ha esortato tutte le parti a unirsi nella “battaglia perché vinca la democrazia”. In base all’articolo 149 della Costituzione haitiana, in caso di assenza del presidente “per dimissioni, destituzione o in caso di incapacità fisica o mentale permanente”, sta al Consiglio dei ministri, sotto la presidenza del premier, esercitare il potere esecutivo fino all’elezione del nuovo capo dello Stato.

La stessa Carta fissa in un periodo tra i 60 ed i 120 giorni il termine per l’elezione, salvo nel caso in cui, ed è questo, che il presidente sia all’ultimo anno del suo mandato, per cui l’Assemblea nazionale potrà riunirsi per eleggere un capo dello Stato “provvisorio”.

La Casa Bianca ha definito ”orribile” e ”tragico” l’omicidio di Moise. Durante un’intervista a Msnbc, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha spiegato che il presidente americano Joe Biden verrà informato sull’accaduto dal suo team per la sicurezza nazionale, mentre si stanno ancora raccogliendo elementi per comprendere la dinamica.

”Alla gente di Haiti vogliamo dire che questa è una terribile tragedia”, ha detto Psaki durante un’intervista alla Cnn. ”E’ un crimine orribile e siamo molto dispiaciuti per la perdita che stanno soffrendo e attraversando tutti. Saremo al loro fianco per fornire tutta l’assistenza necessaria”, ha aggiunto.

L’ambasciata americana nella capitale di Haiti ha pubblicato un avviso sul suo sito web in cui annuncia che nella giornata di oggi resterà chiusa “per effetto dell’attuale situazione della sicurezza”. Il livello di allarme per la sicurezza nel paese era già al 4, il massimo e dal Dipartimento di Stato il consiglio era quello di “non viaggiare” nel paese a causa di “sequestri, crimini, disordini e Covid-19”.

La Repubblica Dominicana ha chiuso le sue frontiere con Haiti: il presidente Luis Abinader ha dato l’annuncio e ha segnalato di aver convocato i vertici delle forze armate per discutere della situazione. Il presidente ha poi disposto il rafforzamento della vigilanza militare e delle misure di sicurezza, in particolare lungo la frontiera terrestre con Haiti.


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