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C’ERANO una volta trenta multimilionari e l’ennesima, endemica discussione sulle tasse. Solo che questa volta, coup de theatre, al governo loro chiedono di pagare di più, invece che reclamare tagli.

Sembra una favola avveniristica e invece la notizia è vera e viene dalla vicina Inghilterra, piegata dalla recente impennata di contagi da Covid 19.

«Capiamo l’immensa pressione di questi giorni sul Tesoro per contrastare le sfide del presente e del futuro, dall’emergenza covid a quella ambientale» scrivono i trenta “wealthies” in una lettera diretta a Rishi Sunak, Cancelliere dello Scacchiere di Downing street, alias ministro delle Finanze.

«Per questo motivo – proseguono – non vogliamo che ulteriori oneri ricadano sulla working class e siamo orgogliosi di pagare le tasse per ridurre le disuguaglianze, finanziare un sistema previdenziale più forte, ed assicurare una società più giusta ed ecologica».

La petizione nasce in risposta alla previsione di un aumento della pressione fiscale dell’1% sulla popolazione inglese, già provata dalle conseguenze della pandemia e da un post Brexit non proprio sereno, con più di una nuvola nera all’orizzonte, dalle lunghe file per il carburante alla penuria di prodotti nei supermercati.

Tra i trenta virtuosi ci sono Gary Stevenson, economista e big della finanza, da tempo desideroso di contribuire maggiormente alla macchina del gettito fiscale, e Gemma McGough, imprenditrice digitale, che estende l’invito a firmare la petizione allo stesso Sunak, anche lui multimilionario. «Se avete bisogno di liquidità, di nuovi fondi, guardate a noi. Contribuire al benessere del nostro Paese è più importante che accrescere il nostro patrimonio» si legge sulla lettera inviata al Tesoro e pubblicata qualche giorno fa dal The Guardian. Patrimonio che però, bisogna dirlo, continua a gonfiarsi esponenzialmente, con un aumento degli introiti di 597 bilioni di sterline negli ultimi due anni, il 22% in più rispetto alle stime pre-pandemia. I paperoni inglesi sembrano preoccupati per la loro immagine, dopo i recenti scandali internazionali legati ai Pandora Papers, che rivelano l’ennesimo escamotage da parte dei super ricchi per aggirare le norme del fisco.

Ma l’indole da buoni samaritani in UK sembra appannaggio di pochi illuminati. Secondo uno studio della Knight Frank’s wealth, la prospettiva di una tassa sui redditi alti per arginare gli effetti disastrosi del Covid terrorizza l’Inghilterra della upper class.

Nel frattempo, alcuni Paesi in via di sviluppo, quali Bolivia, Marocco e Argentina stanno per introdurre la misura auspicata dai milionari Oltremanica. Mentre in Italia il dibattito pubblico continua ad arenarsi su taglio del cuneo fiscale e riduzione dell’irpef.


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