X
<
>

Tempo di lettura 4 Minuti

SIAMO l’unico Paese al mondo ad avere partiti populisti sia al governo che alla opposizione. Facciamo scelte premianti per la propaganda e, cioè, per l’orgoglio nazionale e facciamo queste scelte anche mentre stiamo morendo. Non esistono più armi segrete, ma ogni ora del giorno e della notte ce ne inventiamo una in casa e fuori. Sempre una nuova perché non ne va mai bene una. Riusciamo a spararci sui piedi con le baionette della Lega anche quando i Verdi tedeschi e, al loro seguito, tutti i Verdi chiedono al Parlamento europeo di votare quegli euro-bond senza ottenere i quali pretendiamo che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, vada a casa.

A Roma diciamo no ai 36 miliardi del Meccanismo europeo di Stabilità (Mes) senza condizionalità perché vogliamo gli euro-bond e basta, ma quando con il nostro voto si ha la possibilità di avere il sì del Parlamento europeo agli euro-bond noi (Lega) ci schieriamo contro.

Quando si tratta di votare una risoluzione che chiede alla Commissione europea di fare più investimenti votano contro i pentastellati. Anche loro vogliono evitare cattive interpretazioni.

Siamo alla farsa, ma non ride più nessuno. Nel governo dei fatti di casa nostra si continua a scambiare un mancato fatturato con un debito e si lavora alacremente perché, alla fine del Coronavirus, ci si possa ritrovare con imprese stra-indebitate per pagare affitti e stipendi non per fare investimenti.

O si fa un extra debito e se lo accolla lo Stato o non se ne esce. Le banche possono creare moneta, perché possono erogare liquidità alle imprese e, quindi, lo facciano SUBITO. Smettano di giocare sulla pelle dell’economia italiana con il pulsante della Centrale rischi per cui premono una sola volta e fanno fuori tutte insieme tutte le aziende meridionali del Paese. Prima del Coronavirus lottavano per sopravvivere, ora pagano un conto-extra che non è loro e sono tagliate fuori da quel pulsante.

Perché non si è data la garanzia penale che copre al 100% le banche? Perché non si recupera questa garanzia o, in alternativa, non si costringono le banche a fare quello che ha chiesto ieri sul nostro giornale la presidente della commissione banche, Carla Ruocco, e cioè di tirare fuori i soldi comunque perché si tratta di liquidità di sopravvivenza e lo stanno facendo le banche di tutto il mondo? Le banche sono salve perché quando si torna alla attività in tempi normali questi debiti devono essere tolti dalle imprese e se li deve accollare lo Stato. Perché non sono debiti fatti per comprare un capannone ma per pagare affitti e stipendi di un’azienda che non ha più fatturato non per colpa sua ma per imposizione dall’oggi al domani del governo in stato di necessità e mandando spesso in fumo i risultati attesi da investimenti programmati e attuati senza potere immaginare ciò che sarebbe successo.

Bisogna avere la consapevolezza che alla fine di questo giro ci si ritroverà con uno Stato sovra-indebitato e imprese sovra-indebitate, ma che tutti questi extra-debiti andranno cancellati. Lo faranno prima gli Stati Uniti, poi l’Europa. Di sicuro la Federal Reserve è sempre più veloce della Banca Centrale europea che comunque sta già facendo bene il suo. Siamo noi che non stiamo facendo bene il nostro perché ci manca il coraggio.

Nemmeno le parole di Draghi sono riuscite a darcelo. Anzi, abbiamo paura. Tutti hanno paura e siamo al pollaio di tutti contro tutti. La Lega alza la voce, dice e fa il contrario di quel che dice, ma la verità è che non ne azzecca più una perché ha paura della Lombardia. Il Pd che dice no al Mes è come Berlusconi che si fa prete, ma il ministro Gualtieri che ne fu relatore tace. I cinque stelle hanno paura di sparire, ma il Pd ha paura dei cinque stelle e delle loro reazioni. Sono il primo gruppo parlamentare e non si può scherzare. Diciamo che tornano le logiche “disfunzionali” del Pd in tempi di pace, figuriamoci dove ci possono portare in tempi di guerra. Democratici e grillini insieme fanno i conti: debito/pil 155/160%, deficit/pil oltre l’8%. Hanno paura di questi numeri e credono di fare paura, ma fanno solo ridere perché se continuano a fabbricare garanzie e scartoffie invece che erogare soldi quei numeri già molto sballati per difetto peggioreranno ancora di molto. Perché manca la protezione obbligatoria dell’economia.

Siamo disposti ad attendere che il Presidente Conte si sposti dal “No, No al Mes” al “vedremo” e siamo più fiduciosi di altri che l’Europa varerà il suo Piano di rinascita anche se prima dell’estate l’unica cassa vera per noi sarà quella del Mes oltre alle munizioni già in campo di Bce e della Bei.

Il resto verrà dopo, ma verrà. Il punto è che noi lì ci dobbiamo arrivare avendo salvate famiglie e imprese. Possiamo solo farlo a debito e dobbiamo finirla di giocare con le carte delle mezze garanzie e della burocrazia amministrativa e bancaria dalle mani legate. RI-FATE PRESTO.


La qualità dell'informazione è un bene assoluto, che richiede impegno, dedizione, sacrificio. Il Quotidiano del Sud è il prodotto di questo tipo di lavoro corale che ci assorbe ogni giorno con il massimo di passione e di competenza possibili.
Abbiamo un bene prezioso che difendiamo ogni giorno e che ogni giorno voi potete verificare. Questo bene prezioso si chiama libertà. Abbiamo una bandiera che non intendiamo ammainare. Questa bandiera è quella di un Mezzogiorno mai supino che reclama i diritti calpestati ma conosce e adempie ai suoi doveri.  
Contiamo su di voi per preservare questa voce libera che vuole essere la bandiera del Mezzogiorno. Che è la bandiera dell’Italia riunita.
ABBONATI AL QUOTIDIANO DEL SUD CLICCANDO QUI.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA