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Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri

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PENSAVAMO di averle viste tutte, ma in piena Depressione mondiale lo spettacolo imbarazzante di un ministro italiano della Complicazione che non chiede scusa, non corregge i suoi errori, e conduce allegramente il treno a deragliare va oltre ogni nostra immaginazione. Roberto Gualtieri non sa che strada prendere, annuncia viaggi mirabolanti, ma è bloccato in stazione e ha i vagoni pieni di carte sempre più pesanti come quelle che lui stesso ha sventolato domenica sera sulla TV di Stato per mostrare “quanto sono corpose le misure del governo”.

La verità è che litigano su tutto e non c’è una regia. La verità è che è partito con le 760 pagine delle richieste ministeriali pervenute a via XX Settembre un assalto alla diligenza, ma la diligenza è vuota senza soldi e senza idee. Soprattutto chi assale la diligenza e chi conduce il treno si occupano di tutto meno che di lavoratori, imprese e famiglie che avrebbero diritto a liquidità, contributi a fondo perduto compensativi e prestiti di sviluppo a tassi di favore non azionisti di Stato occulti. Ne avrebbero diritto subito senza dovere assistere al teatrino delle liti tra i capi bastone dei partiti della maggioranza che ogni sera rinviano le decisioni a data da destinarsi. Girano tutti a vuoto intorno a un decreto che sembra uscito dall’ufficio legislativo di Bisanzio che il Tesoro si ostina a presentare come un provvedimento che si prefigge di sveltire e ti fa venire il mal di testa dal numero delle pagine che raccattano marchette secondo la più “nobile” storia dei cosiddetti decreti Omnibus.

Signor ministro Gualtieri, ora basta! Se nessuno glielo dice o se glielo dicono e lei fa finta di non capire, allora rimettiamo noi tutto per iscritto. Lei e il suo fidatissimo direttore Rivera state prendendo in giro gli italiani, che non ne possono più, e cosa ancora più grave state facendo di tutto perché le imprese chiudano e l’economia italiana non riparta più. Il castello della Sace e delle tutele mancate alle banche, a partire dall’ignobile marchiatura a vita della Centrale Rischi, è farina del vostro sacco e intossica qualsiasi alimento. Voi non altri dovete togliere dal tavolo questa pietanza avvelenata. Invece non solo non fate questo, ma perseverate e aggravate, per cui i professionisti che hanno chiesto e neppure ricevuto l’elemosina di 600 euro sono esclusi dagli aiuti a fondo perduto a loro volta infilati da voi in un dedalo che li renderà inaccessibili a tutti o quasi tranne i soliti amici degli amici. Annunciate in televisione di volere cancellare la rata dell’Irap e complicate come sempre tutto ponendo ogni tipo di limiti perché lo sconto non arrivi.

Facciamo presente a Gualtieri e a Rivera, visto che sembrano ignorarlo, che Wall Street tira di brutto e l’Europa un po’ meno perché i mercati vanno dove va la Fed, vanno dove compra la Fed che in soli due mesi ha acquistato titoli di stato americani per 1500 miliardi che sono il doppio del programma straordinario della Bce che è di 750 miliardi. Il mercato reale del mondo va verso la Depressione ma il mercato finanziario sale perché si fida delle banche centrali che sono gli autisti dei mercati finanziari. Il nostro spread sarebbe alle stelle se non ci fosse la Bce che compra e anestetizza tutto perché rende sostenibile il nostro debito agli occhi dei mercati.

Sull’oggi, insomma, i mercati sono tranquilli e noi invece di approfittarne giochiamo a fare i castelletti di carta.

Sul domani invece si chiedono con ansia che cosa succederà all’economia italiana quando sarà finita l’emergenza. Se continuate così i mercati non troveranno più nulla perché l’economia avrà chiuso e non riaprirà. Per amore dell’Italia non possiamo che sperare che qualcuno vi faccia ragionare con le buone o con le cattive.

Penso che al posto di Gualtieri c’è stato Ciampi e al posto di Rivera c’è stato Draghi. Capirete perché un brivido mi corre lungo la schiena. Capirete perché questo brivido è gelido.

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